Addestramento ed educazione del Norwich Terrier

Cosa fare nei primi mesi con cinque chili di terrier tremendamente attivo

Il Norwich Terrier è un terrier facile, per gli standard del gruppo: amorevole e non litigioso, sveglio e collaborativo. Resta però tremendamente attivo, ed è così che va trattato.

In questa pagina: le priorità dei primi mesi, l’abbaio, quanto movimento serve, come si tiene quel pelo duro e a cosa stare attenti nel caldo.

Sommario

Le priorità dei primi mesi

Cucciolo di Norwich Terrier che gioca con un bastone sul prato

La prima priorità è insegnargli a stare a terra e a camminare. Cinque chili sono pochi e la tentazione di portarlo in braccio è forte: il risultato è un cane che non impara a cavarsela da solo.

La seconda è la socializzazione, che in questa razza dà risultati rapidi: è socievole di natura, con le persone e con gli altri cani. Portatelo in giro presto e spesso.

La terza è il richiamo, per via di quella meravigliosa disposizione alla caccia che lo standard gli riconosce. Un Norwich che vede muoversi qualcosa nell’erba parte, e in quel momento non ti sente.

La quarta, specifica dei terrier a pelo duro, è l’abitudine alla manipolazione: due minuti di spazzola al giorno da cucciolo, zampe toccate, orecchie guardate, e un primo giro dal toelettatore intorno ai quattro o cinque mesi.

Sul metodo: rinforzo positivo e sessioni brevi. È un cane perspicace, per usare la parola dello standard: capisce in fretta e si annoia altrettanto in fretta con le ripetizioni.

L’abbaio e la vita in appartamento

Il Norwich è un ottimo cane da appartamento: cinque chili, nessun bisogno di giardino, e con due uscite serie al giorno è a posto. Il tema, come per tutti i terrier, è la voce.

È un cane sveglio e attento: sente arrivare qualcuno prima di te, e lo dice. Non è un difetto, è la sua natura di guardiano in miniatura, ma va gestito da cucciolo.

Il metodo è sempre lo stesso: si distingue l’abbaio di avviso, che è corretto e a cui si insegna un finale (una parola sempre uguale, il premio quando il cane smette), da quello a vuoto, che nasce dalla noia e si previene con più attività.

Due cose da non fare: sgridarlo mentre abbaia (per lui stai partecipando) e lasciarlo da solo in giardino per ore, che è il modo più veloce per costruire un cane che abbaia a tutto.

Un consiglio pratico che con i terrier funziona benissimo: dategli un posto dove andare quando suonano al campanello. Avere un compito è molto più efficace di un divieto.

C’è poi una cosa che nel Norwich va guardata più che in altre razze: il respiro. Se il tuo cane fa rumore quando respira, si affatica presto o tiene il collo teso dopo lo sforzo, non è una simpatica caratteristica di razza: è un motivo per andare dal veterinario. La sindrome delle alte vie respiratorie, in questa razza, è documentata e frequente.

Quanto movimento serve e cosa gli piace fare

Norwich Terrier che salta un ostacolo di agility

Serve circa un’ora al giorno fra movimento e testa, divisa in due uscite. Non è un cane da maratone, ma lo standard lo definisce tremendamente attivo, e la noia in questa razza esce sempre da qualche parte.

Le attività che gli riescono meglio sono quelle di naso e di testa: nose work, giochi di ricerca, attivazione mentale. E poi le discipline veloci per taglie piccole: agility, hoopers, rally obedience.

Una raccomandazione che in questa razza vale doppio: attenzione al caldo e agli sforzi intensi. Con una razza in cui due terzi dei soggetti esaminati mostravano segni di ostruzione delle vie respiratorie, l’estate italiana va gestita con la testa: uscite presto, acqua, niente corse nelle ore centrali.

Se il cane fa rumore respirando durante il gioco, si ferma e chiede una pausa: fermatelo voi prima, e parlatene al veterinario.

Per il resto è un terrier: gli piace scavare, cercare, seguire tracce. Dargli una buca autorizzata in giardino, o una vaschetta con la sabbia, è il modo più semplice per salvare le aiuole.

Come si tiene il pelo del Norwich Terrier

Norwich Terrier di colore brizzolato in piedi che guarda in alto

La regola è quella di tutti i terrier a pelo duro: si fa a stripping, cioè si strappa a mano il pelo morto, due o tre volte l’anno. Non si tosa.

La differenza non è estetica: la tosatura taglia il pelo invece di rimuoverlo, e dopo qualche volta il mantello ricresce morbido e sbiadito, perdendo anche la sua funzione impermeabile.

Fra una seduta e l’altra basta una spazzolata a settimana, con attenzione dietro le orecchie e sotto le ascelle, dove si formano i nodi.

Un dettaglio che riguarda solo questa razza: il collare di pelo più lungo sul collo, quello che incornicia il muso, è descritto nello standard e non va tolto. Se porti il cane da un toelettatore che non conosce la razza, ditelo prima.

Sul resto della testa il pelo resta corto e liscio, con leggeri baffi e sopracciglia: il Norwich non si scolpisce.

L’alternativa, come per tutti i terrier a pelo duro, è imparare a farlo da soli: serve un pomeriggio con qualcuno che ve lo insegni, un coltello da stripping e pazienza.

Gli errori tipici con un Norwich Terrier

Tosarlo invece di stripparlo. Il pelo ricresce morbido e il colore si spegne.

Far togliere il collare dal toelettatore. È un tratto descritto nello standard.

Trattarlo come un cane da borsetta. È un terrier da lavoro, e lo standard lo dice tremendamente attivo.

Fidarsi del richiamo davanti a un movimento. La disposizione alla caccia è nel suo cenno storico.

Sgridarlo quando abbaia. Si insegna il finale, non si urla.

Ignorare il respiro rumoroso. In questa razza non è un vezzo: è il sintomo di un problema documentato.

Non chiedere il test ADAMTS3 all’allevatore. È la domanda più importante quando si compra un cucciolo di Norwich.