Allevamento del Norfolk Terrier
Quanto costa un cucciolo, l’esame cardiaco e i numeri italiani
Il Norfolk Terrier è una delle poche razze di questo elenco che in Italia si trova senza difficoltà: 285 cuccioli iscritti all’ENCI in dieci anni, con numeri stabili, e sette affissi attivi.
In questa pagina: quanto costa, la domanda sanitaria che viene prima di tutte, cosa chiedere a un allevatore e i numeri anno per anno.
Sommario
Quanto costa un cucciolo di Norfolk Terrier
Un cucciolo con pedigree costa in Italia fra i 1.500 e i 2.200 euro. Con sette allevamenti attivi e una trentina di cuccioli l’anno, è una razza che si trova mettendosi in lista senza attese impossibili.
Da un allevatore serio nella cifra ci stanno vaccinazione, microchip, sverminazioni, iscrizione al libro genealogico, i controlli sanitari dei riproduttori e due mesi di cucciolata in casa.
Il mantenimento è fra i più bassi che ci siano: 40-60 euro al mese per un cane da cinque chili.
La voce che va messa in conto è lo stripping: 40-70 euro a seduta, due o tre volte l’anno, per tutta la vita del cane. È l’unico impegno costante di questa razza, e non si può saltare: la tosatura rovina il pelo.
L’alternativa, come per tutti i terrier a pelo duro, è imparare a farlo: serve un pomeriggio con qualcuno che ve lo insegni, un coltello da stripping e un po’ di pazienza.
La domanda da fare prima di tutte: il cuore

Il problema sanitario numero uno del Norfolk Terrier è la malattia mixomatosa della valvola mitrale: la valvola fra atrio e ventricolo sinistro degenera nel tempo, il cuore si affatica e nei casi avanzati si arriva allo scompenso cardiaco.
La cosa che rende questa malattia particolarmente insidiosa in questa razza è che spesso è silente: il cane sta benissimo, corre, gioca, e il soffio non si sente per anni. Un riproduttore può quindi trasmetterla senza che nessuno se ne accorga.
Proprio per questo il club di razza americano ha reso i controlli una condizione per il numero CHIC, il registro sanitario di riferimento, e raccomanda l’esame cardiaco anche sui riproduttori giovani, ripetuto ogni uno o due anni.
La domanda da fare, testuale: i genitori sono stati controllati al cuore? Quando, da chi e con che esito? La data conta quanto il risultato: un controllo fatto cinque anni fa su un cane che oggi ne ha otto non dice più molto.
Non esiste un test del DNA per questa malattia: l’unico strumento è il controllo clinico ripetuto. Un allevatore che lo fa per abitudine, e che ve lo racconta senza che glielo chiediate, è quello giusto.
Cosa chiedere a un allevatore di Norfolk Terrier
Il programma CHIC del club di razza prevede tre esami, e sono le tre domande da fare.
Il cuore, di cui abbiamo parlato: esame cardiaco periodico dei riproduttori.
Le rotule: la lussazione della rotula è il problema classico dei cani sotto i dieci chili, e la valutazione ufficiale va chiesta per entrambi i genitori.
Gli occhi: una visita oculistica da uno specialista, che guarda cataratta, lussazione del cristallino e glaucoma.
Poi le domande sul cane che vi arriverà in casa. Chiedi di vedere la madre e osserva come si comporta con te e con gli altri cani: lo standard vuole un cane amorevole e non litigioso, e in un terrier questa è una qualità che si eredita.
Chiedi dove crescono i cuccioli e se sono già stati abituati alla manipolazione per la toelettatura: in una razza che andrà dal toelettatore due o tre volte l’anno per quindici anni, quel lavoro iniziale vale molto.
E chiedi se l’allevatore vi insegna a fare lo stripping. Molti lo fanno volentieri, ed è un’ora ben spesa.
Infine le condizioni minime: consegna non prima dei 60 giorni, microchip, vaccinazioni e pedigree.
Il Norfolk Terrier in Italia: i numeri dell’ENCI
Fra il 2015 e il 2024 l’ENCI ha iscritto 285 cuccioli di Norfolk Terrier, e la cosa che colpisce è la stabilità: 33, 28, 31, 19, 33, 29, 32, 23, 21 e infine 36 nel 2024.
Quel 36 è il massimo del decennio, ed è un dato da sottolineare: quasi tutti i terrier a pelo duro, in Italia, negli ultimi anni hanno perso terreno. Il Norfolk no.
Gli affissi attivi sono sette: due in Veneto, entrambi in provincia di Padova, due in Piemonte (Cuneo e Torino), poi Lombardia (Pavia), Umbria (Perugia) e Lazio (Roma).
È una distribuzione che copre il nord, il centro e parte del sud: chi cerca un cucciolo, in Italia, ha più di una porta a cui bussare.
Il consiglio finale è quello di sempre: scrivi a più allevamenti, chiedi i referti cardiaci prima di parlare di prezzi, e andate a vedere gli adulti. Un Norfolk di quattro anni in casa di qualcuno ti dice, in un pomeriggio, se è il cane giusto per te.

