Storia ed origine del Miniature American Shepherd

Dalla California degli anni Sessanta al boom italiano

Il Miniature American Shepherd è una razza giovane: nasce in California alla fine degli anni Sessanta selezionando pastori australiani di piccola taglia, e prende il nome attuale solo nel 2011.

In questa pagina: come è nata, perché si chiamava Miniature Australian Shepherd, il ruolo dei concorsi ippici e i numeri del suo boom in Italia.

Sommario

Nata dalla selezione sulla taglia

Quattro Miniature American Shepherd di colori diversi seduti in fila su un prato

Lo standard FCI racconta la nascita della razza in poche righe e senza mitologie: è stata sviluppata in California alla fine degli anni Sessanta allevando pastori australiani di piccola taglia.

L’obiettivo, dice lo standard, era preciso: mantenere la taglia piccola, il carattere attivo e l’intelligenza del pastore australiano.

Non è quindi un cane nano nel senso genetico del termine, con le zampe corte e le proporzioni alterate: è un pastore australiano selezionato in piccolo, con le stesse proporzioni e gli stessi colori.

La prima registrazione arriva nel 1980, al National Stock Dog Registry, con il nome che ha portato per trent’anni: Miniature Australian Shepherd.

Il lavoro c’era: lo standard dice che è stato usato per condurre bestiame piccolo – pecore e capre – anche se ha il fegato per affrontare animali più grandi.

E poi c’è il dettaglio che spiega la sua diffusione, e che è una delle storie più curiose della cinofilia moderna: è diventato popolare fra chi viaggiava per i concorsi ippici. Intelligente, fedele e piccolo abbastanza da stare in un van: il compagno di viaggio perfetto. Da lì si è sparso in tutti gli Stati Uniti.

Il cambio di nome e il riconoscimento

Miniature American Shepherd nero tricolore presentato al guinzaglio su un prato

All’inizio degli anni Novanta la razza aveva già popolarità nazionale negli Stati Uniti e veniva esposta nelle organizzazioni per razze rare. Nel 1990 nasce MASCUSA, il primo club e registro di razza, che viene costituito ufficialmente nel 1993.

Il passaggio decisivo è del maggio 2011: la razza entra nel Foundation Stock Service dell’American Kennel Club, e cambia nome. Da Miniature Australian Shepherd diventa Miniature American Shepherd.

Il motivo del cambio è pratico: il Pastore Australiano è una razza riconosciuta a sé, e tenere Australian nel nome di una razza diversa creava confusione. Il nuovo nome dice anche la verità geografica: questo cane è nato negli Stati Uniti.

MASCUSA è oggi il club nazionale designato dall’AKC per la razza.

In FCI lo standard porta il numero 367 e la data del 4 settembre 2019. C’è una curiosità nella scheda: l’origine è statunitense, ma il patrocinio FCI è dell’Ungheria.

Lo standard chiude con una frase che è anche una buona sintesi: è una razza con un’identità unica, un piccolo cane da conduzione versatile e che cattura lo sguardo, ugualmente a suo agio in un ranch e in città.

QuandoCosa succede
Fine anni SessantaIn California si selezionano pastori australiani di piccola taglia
L’obiettivoMantenere taglia piccola, carattere attivo e intelligenza
1980Prima registrazione al National Stock Dog Registry come Miniature Australian Shepherd
Anni OttantaDiventa il cane di chi viaggia per i concorsi ippici
1990Nasce MASCUSA, il primo club e registro di razza
Inizio anni NovantaPopolarità nazionale negli Stati Uniti
Maggio 2011Entra nel Foundation Stock Service dell’AKC col nome attuale
4 settembre 2019Data dello standard FCI oggi in vigore
In ItaliaDai 6 cuccioli del 2019 ai 269 del 2024

Il boom italiano

Miniature American Shepherd che conduce un gruppetto di pecore in un recinto

Se c’è una razza, fra quelle poco conosciute, che in Italia è esplosa negli ultimi anni, è questa. I numeri dell’ENCI non lasciano dubbi.

Nel 2019 sono nati 6 cuccioli. Nel 2020 sono diventati 164, poi 175, 210, 219, e nel 2024 sono stati 269. In sei anni fanno 1.043 cuccioli.

Gli affissi registrati sono diciotto, concentrati soprattutto in Veneto (otto) e in Piemonte (quattro), poi Lazio, Emilia Romagna, Umbria e Lombardia.

C’è un dettaglio che dice molto: quasi tutti quegli affissi allevano anche il Pastore Australiano. La razza è arrivata in Italia attraverso chi già lavorava con gli aussie, ed è la strada più sensata che potesse prendere.

Per chi cerca un cucciolo la conseguenza è positiva: a differenza di quasi tutte le razze rare, questa in Italia si trova, e si può scegliere l’allevatore invece di accontentarsi.

Il rovescio della medaglia è quello di tutte le razze che diventano di moda in fretta: aumentano anche le cucciolate fatte male, senza test genetici e senza selezione sul carattere. Ed è per questo che il capitolo sui test del DNA e quello sul merle, in questa razza, contano più di qualsiasi descrizione.