Carattere e descrizione del Miniature American Shepherd
Un pastore australiano in miniatura: taglia, colori, carattere e i test del DNA che contano
Il Miniature American Shepherd è un cane da conduzione di piccola taglia – 35,5-46 cm nei maschi – nato in California alla fine degli anni Sessanta selezionando pastori australiani di taglia ridotta.
In questa pagina: quanto è grande, i cinque colori riconosciuti, il carattere – che è quello di un cane da lavoro, non di un cane da borsetta – e il capitolo salute, che in questa razza è il più importante di tutti.
Sommario
Il Miniature American Shepherd in breve
Razza statunitense, gruppo 1 (cani da pastore) sezione 1, senza prova di lavoro, standard FCI 367. Altezza 35,5-46 cm nei maschi e 33-43,5 nelle femmine: fuori da queste misure è squalifica. Colori riconosciuti: nero, blue merle, rosso, fegato e red merle. Nasce in California alla fine degli anni Sessanta da pastori australiani piccoli. In Italia sono nati 1.043 cuccioli in sei anni: è la più diffusa fra le razze rare.
Com’è fatto un Miniature American Shepherd

È un cane piccolo ma non minuscolo: 35,5-46 cm nei maschi e 33-43,5 nelle femmine, per un peso che di solito sta fra i 9 e i 14 chili. Il peso non è nello standard, l’altezza sì, e in modo severo.
Severo: essere fuori misura, sopra o sotto, è una squalifica. È una scelta precisa, in una razza nata dalla selezione sulla taglia, e serve a evitare che diventi un cane da mignatura da un lato o un pastore australiano di taglia media dall’altro.
Il corpo è appena più lungo che alto, con un’ossatura moderata e proporzionata, senza estremi. Lo standard insiste sulla parola moderazione, che è la chiave di tutta la descrizione.
Il movimento è fluido, facile ed equilibrato, e lo standard parla di agilità eccezionale unita a forza e resistenza: è un cane costruito per lavorare su terreni diversi.
Le orecchie sono triangolari e ripiegate, e qui c’è un dettaglio da conoscere: sono difetti gravi sia le orecchie erette sia quelle completamente pendenti senza sollevamento.
La coda merita una nota. Lo standard preferisce la coda amputata o il bobtail naturale, cioè la coda corta di nascita, e specifica nei paesi dove non è vietato dalla legge. In Italia il taglio della coda è vietato, quindi i cani nati qui hanno la coda naturale, ed è giusto così.
Sul tartufo lo standard è preciso in percentuale: una depigmentazione fra il 25 e il 50% è un difetto grave, oltre il 50% è squalifica.
I colori del Miniature American Shepherd
I colori riconosciuti sono cinque, e lo standard precisa che non c’è un ordine di preferenza: nero, blue merle, rosso, fegato e red merle (o liver merle).
Il merle può presentarsi in qualsiasi quantità: marmorizzato, a chiazze o a macchie. Le marcature asimmetriche non sono un difetto, e questa è una libertà che pochi standard concedono.
Le focature – dal beige crema al ruggine scuro – non sono richieste ma sono ammesse intorno agli occhi, sui piedi, sugli arti, sul petto, sul muso, sotto il collo e sulle cosce.
Il bianco invece ha regole precise: non deve dominare, sulla testa non deve predominare e – dettaglio importante – gli occhi devono essere completamente circondati da colore e pigmento. Le macchie bianche sul corpo, fra garrese e coda o sui fianchi, sono una squalifica.
Un ultimo dettaglio tecnico che serve a chi guarda un cucciolo: i soggetti rossi e red merle hanno il pigmento fegato sui bordi palpebrali, i neri e i blue merle lo hanno nero.
Gli occhi: azzurri, marroni o tutti e due

Una delle cose che colpisce di più chi vede questa razza per la prima volta sono gli occhi azzurri, che in molti soggetti – soprattutto merle – accompagnano il mantello.
Nel Miniature American Shepherd gli occhi possono essere marroni, azzurri, ambra o qualunque combinazione delle tre, comprese le macchioline e le marmorizzazioni dentro lo stesso occhio.
È ammessa anche l’eterocromia, cioè due occhi di colore diverso: un occhio azzurro e uno marrone, in questa razza, non sono un difetto.
Attenzione a un equivoco frequente: l’occhio azzurro non è di per sé un segnale di problemi. Quello che va guardato è un’altra cosa, ed è il tema del capitolo sul merle: i cuccioli nati da due genitori merle.
Quello che invece lo standard richiede è che gli occhi siano completamente circondati da colore e pigmento: le palpebre devono essere pigmentate, nere nei neri e nei blue merle, fegato nei rossi e nei red merle.
Il carattere del Miniature American Shepherd

La prima frase dello standard è quella che chi compra questa razza dovrebbe leggere prima di tutte le altre: è intelligente, prima di tutto un cane da lavoro con forti istinti di conduzione e di guardia.
Poi arriva il resto: compagno eccezionale, versatile e facile da addestrare, svolge i compiti che gli vengono assegnati con grande stile ed entusiasmo. Benché riservato con gli estranei, non è timido. È un lavoratore resistente e tenace, che adatta il proprio comportamento e il proprio livello di eccitazione al compito. Con la famiglia è protettivo, di buon carattere, devoto e leale.
Tradotto in vita quotidiana: è un cane sveglissimo, che impara in pochissime ripetizioni. Il che significa anche che impara in fretta le cose che non volevi insegnargli.
L’istinto di conduzione è forte e si vede presto: bambini che corrono, ciclisti, altri cani, la scopa. Un cane da conduzione lavora facendo pressione e ogni tanto pizzicando, e questo va reindirizzato da subito su qualcosa di lecito.
L’istinto di guardia vuol dire che avvisa: in condominio la voce va gestita.
Riservato con gli estranei ma non timido è la formula giusta: non è un cane che fa festa a tutti, e non deve nemmeno nascondersi. La timidezza estrema, come l’aggressività, è una squalifica.
E la frase più utile è quella sull’adattare il livello di eccitazione al compito: è un cane che sa spegnersi, ma solo se glielo si insegna. Un Miniature American Shepherd che vive in eccitazione continua è un cane mal gestito, non un cane fatto così.
Salute: i test del DNA che contano

È una razza longeva, con 12-15 anni di vita media, ma ha un pacchetto di problemi ereditari ben documentati per cui esistono i test del DNA. In questa razza le carte dei genitori non sono un dettaglio: sono la differenza.
Il primo, e il più importante nella pratica quotidiana, è l’MDR1: una mutazione che altera una proteina di trasporto e rende alcuni farmaci comuni – antiparassitari, antidiarroici, sedativi, alcuni chemioterapici – pericolosi o letali. I sintomi vanno dai tremori e dalla salivazione fino alla cecità, al coma e alla morte.
È un test che si fa una volta sola e che cambia le cure per tutta la vita del cane. Se il tuo cane è a rischio, va scritto sul libretto e detto a ogni veterinario, compreso quello di guardia alle tre di notte.
Il club di razza americano MASCUSA raccomanda con forza altri due test: la cataratta ereditaria (HSF4) e la distrofia neuroassonale (NAD), una malattia neurologica che colpisce i cuccioli.
Poi ci sono i test per le altre patologie presenti nella razza: anomalia dell’occhio del collie (CEA), mielopatia degenerativa (DM), condrodistrofia (CDDY, che porta con sé il rischio di ernia del disco), condrodisplasia, iperuricosuria e retinopatia multifocale.
Sembra un elenco spaventoso, ma va letto al contrario: sono tutte condizioni per cui il test esiste, costa poco e permette a un allevatore serio di non produrre cuccioli malati. Il problema non è la razza: è chi accoppia senza testare.
Il resto è buon senso: displasia dell’anca e del gomito da controllare nei riproduttori, visita oculistica, e peso sotto controllo.
Il merle e i cuccioli da due genitori merle

Questo è il capitolo più importante di tutta la pagina, e chi sta per comprare un cucciolo dovrebbe leggerlo due volte. Il merle è il gene che dà quel mantello marmorizzato bellissimo che rende la razza riconoscibile. Ed è anche un gene che, in doppia dose, fa danni gravi.
Un cane merle ha una copia del gene. Se si accoppiano due cani merle, una parte dei cuccioli ne riceve due copie: sono i cosiddetti doppi merle, in genere in gran parte bianchi.
Nei doppi merle il rischio di sordità e di malformazioni oculari fino alla cecità è alto. Non è una possibilità remota: è la ragione per cui in Germania l’accoppiamento merle per merle è vietato dalla legge sulla protezione degli animali.
La regola pratica per chi compra è semplicissima e non ha eccezioni: i due genitori non devono essere entrambi merle. Un merle si accoppia con un cane a tinta unita, e basta.
È una domanda che si fa in trenta secondi e che ti dice moltissimo sull’allevatore. Un allevatore serio risponde subito, spiega e vi mostra le foto dei genitori. Uno che ti risponde che tanto viene fuori bello non è la persona giusta.
Attenzione anche a una trappola: esistono cani merle criptici, cioè con il gene merle ma con una marmorizzazione minima o invisibile. Sono quelli che fanno nascere doppi merle per errore, ed è un altro motivo per cui i test genetici dei riproduttori contano.
Un cane doppio merle, se lo incontrate già nato, non è un cane da buttare via: sordo o ipovedente può vivere benissimo con la giusta gestione. Ma non deve nascerne un altro.
A chi è adatto il Miniature American Shepherd

È adatto a persone attive che hanno voglia di fare qualcosa con il cane: uno sport cinofilo, il lavoro con le pecore dove è possibile, o come minimo un impegno serio e quotidiano di movimento e di testa.
Sta in appartamento senza problemi, ma solo se l’appartamento è il posto in cui dorme. La taglia inganna: dentro c’è un cane da conduzione al completo.
Con i bambini funziona bene, con l’avvertenza di sempre per i cani da pastore: quando i bambini corrono, l’istinto si accende. Va gestito, e i bambini vanno coinvolti.
Con gli altri cani in genere va d’accordo se socializzato. Con gatti e piccoli animali la convivenza si costruisce, perché il suo istinto non è predatorio ma di conduzione: tende a controllarli, non a cacciarli.
Non è adatto a chi passa dieci ore fuori casa e cerca un cane che aspetti in silenzio. Non è adatto a chi vuole un cane piccolo e tranquillo, e non è adatto a chi si innamora del blue merle in una foto senza sapere niente del resto.
È adatto invece a chi cerca un cane brillante, versatile, allegro e sempre in gioco, capace di fare agility al mattino e di stare in un bar la sera. È anche per questo che in Italia, in sei anni, è passato da sei cuccioli a duecentosessantanove.







