Storia ed origine del Labrador Retriever
Da Terranova ai salotti di mezzo mondo: come un cane da pescatori è diventato il più̀ amato
Il Labrador Retriever ha un nome che trae in inganno tutti: non viene dalla penisola del Labrador, ma dall’isola di Terranova, in Canada. E non nasce nei salotti dove oggi lo troviamo, ma sulle barche dei pescatori di merluzzo, con l’acqua gelida fino al collo. In questa pagina trovi la storia vera della razza: il cane di St. John’s e i pescatori, il conte inglese che gli diede il nome, i cani fondatori dei duchi di Buccleuch e le date che hanno reso ufficiale il Labrador che conosciamo.
Sommario
Il cane di St. John’s e i pescatori di Terranova
Tutto comincia a Terranova, non nella penisola del Labrador. Qui, tra Sei e Settecento, i pescatori avevano un cane da lavoro straordinario: il cane di St. John’s, il capostipite del Labrador. Era un cane medio, robusto e nero, con un pelo corto e impermeabile e una passione per l’acqua fuori dal comune. Il suo mestiere era duro: recuperare le reti, riportare i pesci sfuggiti agli ami e tuffarsi nell’Atlantico gelido senza battere ciglio.
Furono le navi del commercio del merluzzo a portarlo in Inghilterra, sbarcandolo nel porto di Poole, in una regione di appassionati di caccia. Lì quei cani da pesca vennero notati per una dote che ai cacciatori interessava moltissimo: riportavano la selvaggina abbattuta con una delicatezza rara, senza rovinarla.
Il conte di Malmesbury e un nome nato per caso
In Inghilterra la razza trovò i suoi primi grandi appassionati nell’aristocrazia di campagna. Il nome Labrador compare per la prima volta in stampa nel 1814, negli scritti di caccia di Peter Hawker. A consolidarlo fu la famiglia dei conti di Malmesbury, che di questi cani neri da riporto fece una passione di famiglia e ne fissò il nome per come lo usiamo oggi. Curiosamente, all’epoca i due termini Labrador e Terranova venivano usati un po’ alla rinfusa per cani diversi: fu proprio la selezione inglese a separare le strade e a definire il Labrador come razza a sé.
I cani fondatori dei duchi di Buccleuch
Il Labrador moderno ha due nomi ben precisi alla radice del suo albero genealogico: Buccleuch Ned, nato nel 1882, e Buccleuch Avon, nato nel 1885. Furono donati dal conte di Malmesbury al duca di Buccleuch, e dall’incontro tra le due linee nacque la base di tutti i Labrador che conosciamo. I duchi di Buccleuch, in Scozia, portarono avanti una selezione rigorosa che salvò la razza in un momento in cui il vecchio cane di St. John’s si stava estinguendo nella sua terra d’origine.
La tabella qui sopra raccoglie le tappe che contano, con le date verificate sui documenti dei club di razza. Da notare un dettaglio quasi paradossale: mentre in Inghilterra la razza veniva salvata e codificata, a Terranova il cane di St. John’s si spense del tutto, vittima di tasse sui cani e restrizioni. Il Labrador, insomma, è un canadese salvato dagli inglesi.
Il primo Labrador giallo e il riconoscimento ufficiale
Per lungo tempo il Labrador fu solo nero: le altre tinte venivano considerate difetti e spesso eliminate. Il cambio di rotta ha una data e un nome: Ben of Hyde, nato nel 1899, è il primo Labrador giallo documentato, il capostipite di tutti i gialli di oggi. Il cioccolato arrivò al riconoscimento ancora più̀ tardi.
Sul fronte ufficiale, il Kennel Club inglese riconobbe la razza nel 1903, e l’American Kennel Club nel 1917. Da lì il Labrador cominciò la sua scalata, prima come cane da caccia e da lavoro, poi come cane di famiglia. Lo standard internazionale FCI, con patronato britannico, è stato rivisto l’ultima volta nel 2010 e porta il numero 122.
Dal lavoro alla famiglia: il Labrador oggi
La seconda vita del Labrador, quella che tutti conosciamo, è storia recente. Dalla metà del Novecento la sua voglia di collaborare e la sua dolcezza lo hanno trasformato nel cane da famiglia per eccellenza e, soprattutto, nel cane da lavoro sociale più̀ usato al mondo. È la razza numero uno per i cani guida per ciechi e per i cani da assistenza, ed è di casa nella ricerca e soccorso, nell’antidroga e nella pet therapy.
In Italia il Labrador è esploso a partire dagli anni Novanta e da allora non ha più̀ mollato il primo posto tra le razze più̀ diffuse. Oggi vive due vite parallele: le linee da lavoro sui campi e nelle prove, quelle da compagnia sui divani di mezzo Paese. Da cane dei pescatori di merluzzo a membro della famiglia: poche razze hanno fatto un viaggio così̀ lungo restando così̀ fedeli a se stesse.

