Addestramento ed educazione del Labrador Retriever
Le esigenze della razza: da dove partire, come usare il cibo e gli errori da evitare
Educare un Labrador è più̀ facile che educare la maggior parte dei cani, ed è proprio qui che si nasconde la trappola. La sua voglia di piacere e la sua fame lo rendono un allievo modello, così̀ modello che molti pensano di non dover fare niente, e si ritrovano trenta chili di entusiasmo senza uno straccio di regola. In questa pagina trovi le esigenze vere della razza: da dove cominciare col cucciolo, come trasformare la fame nel tuo miglior alleato, le attività̀ che lo fanno rendere al meglio e gli errori che con un Labrador si pagano cari.
Un allievo facile, a patto di non approfittarne

Nella foto: Mark, Labrador di 9 anni, alle prese con il riporto.
Il Labrador impara in fretta e vuole collaborare: parti da un vantaggio enorme rispetto a tante altre razze. Il metodo che funziona con lui è il rinforzo positivo, cioè premiare quello che ti piace invece di punire quello che non ti piace. Con un cane così̀ motivato dal cibo e dalla tua approvazione, le maniere forti non servono e sono anzi controproducenti: spengono l’entusiasmo che è la sua qualità̀ migliore.
Le regole d’oro sono tre: sessioni brevi, perché́ da giovane si distrae in fretta, coerenza da tutta la famiglia, perché́ se uno vieta il divano e un altro lo invita non ne cavi niente, e costanza, perché́ un cane che matura lentamente ha bisogno di tempo. Il grosso del lavoro non è insegnargli i comandi, che impara al volo, ma insegnargli l’autocontrollo, che per un Labrador giovane è la materia più̀ difficile.
Le basi da cucciolo
I fronti su cui lavorare nei primi mesi sono chiari. La socializzazione: portalo in giro, fagli conoscere persone, cani, rumori e situazioni, così̀ la sua indole aperta diventa sicurezza e non eccitazione ingestibile. Il morso inibito: da cucciolo mordicchia tutto per gioco, e va insegnato subito a dosare la bocca. La solitudine: è un cane che ama stare in compagnia e va abituato con calma a restare solo per periodi brevi e crescenti, altrimenti da adulto la soffre.
C’è poi la calma, che per un Labrador è quasi una disciplina sportiva. Un cucciolone entusiasta va premiato quando sta tranquillo, non solo quando esegue: se le attenzioni arrivano solo quando salta e fa festa, imparerà che quello è il modo per ottenerle. Insegnargli che anche la calma paga è uno dei regali più̀ grandi che puoi fargli.
La fame come alleata (e il richiamo)
Quella fame di cui tanto si parla, in addestramento, è oro. Il Labrador farebbe qualunque cosa per un boccone, e questo rende facilissimo insegnargli comandi e richiamo col rinforzo positivo. Il segreto è usare premi di alto valore per le cose importanti e non svendere il cibo: se piove crocchette gratis tutto il giorno, il premio perde potere.
Il richiamo merita un discorso a parte, perché́ con un cane goloso e curioso va costruito bene. Si allena da subito, in ambienti facili, pagando ogni ritorno come se fosse una vittoria, e solo dopo si alza l'asticella con più̀ distrazioni. Attenzione a non richiamarlo mai per qualcosa di sgradevole, altrimenti impara che tornare da te significa fine del divertimento. Il naso di un Labrador su una pista interessante è potente, ma la sua voglia di stare con te lo è di più̀: sfrutta quella.
Bocca, naso e acqua: dagli il lavoro giusto
Il Labrador è un riportatore, e un riportatore ha bisogno di usare la bocca, il naso e i muscoli. La sua attività̀ regina è il riporto: lanciare e farsi riportare non è solo un gioco, è quello per cui è stato costruito, e lo appaga come poche altre cose. I giochi di fiuto, cercare cibo o oggetti nascosti, lo stancano mentalmente più̀ di una lunga corsa: dieci minuti di naso valgono mezz'ora di passeggiata.
E poi c'è l'acqua, il suo elemento. Se hai accesso a un lago, al mare o a un fiume sicuro, il nuoto è l'esercizio perfetto per lui: scarica energia, non stressa le articolazioni ed è pura felicità. Per chi vuole fare sul serio ci sono discipline su misura: dall'obedience al rally, dalle prove di riporto per retriever fino ai giochi di ricerca olfattiva. Un Labrador che lavora è un Labrador equilibrato.

Mark in barca: per un Labrador l’acqua è casa.
Movimento e peso: le esigenze quotidiane

Mark in gita in montagna con la sua famiglia.
Il Labrador non è un cane da mezz'ora al giorno, soprattutto da giovane e nelle linee da lavoro. Ha bisogno di movimento vero e quotidiano, tra passeggiate lunghe, gioco e attività̀ mentale. Un cane tenuto fermo accumula energia che poi scarica come può̀, di solito su qualcosa che ci tenevi. Il movimento non è un optional, è parte del pacchetto.
L'altra faccia della stessa medaglia è il peso. Il Labrador ingrassa con niente e su di lui il sovrappeso è un problema serio. La gestione è fatta di razioni misurate, premietti contati dentro la razione giornaliera e la fermezza di non cedere agli occhioni a tavola. Un Labrador in forma, muscoloso e asciutto, è un cane che lavora meglio, si diverte di più̀ e vive più̀ a lungo.
Gli errori tipici con questa razza
Il primo errore è non educarlo affatto, tanto è buono. Un Labrador senza regole non diventa cattivo, diventa un buttafuori affettuoso da trenta chili che salta addosso agli ospiti e trascina al guinzaglio: nessuna cattiveria, solo maleducazione mai corretta. Il secondo è sottovalutare i primi due anni, scambiando l'esuberanza da adolescente per un difetto invece che per una fase da guidare con pazienza.
Il terzo errore, il più̀ comune di tutti, è cedere sul cibo: allargare le razioni, distribuire avanzi, usare il premietto per farlo smettere di chiedere. È la strada più̀ rapida verso il sovrappeso e i problemi che si porta dietro. L'ultimo è pensare che un cane così̀ socievole non abbia bisogno di compagnia: è vero il contrario, il Labrador la solitudine la soffre, e un cane lasciato solo troppo a lungo te lo racconta a modo suo. Dagli tempo, movimento e regole chiare, e ti restituirà il cane di famiglia che tutti gli invidiano.

Mark in giardino, in attesa che qualcuno gli proponga un lavoro.

