Storia ed origine del Karelian Bear Dog

Dal cane dei Komi al progetto finlandese del 1936

Il Cane da orso della Carelia è una razza finlandese costruita a tavolino a partire dal 1936, con un obiettivo scritto nero su bianco: creare un cane robusto che abbaia alla grossa selvaggina.

In questa pagina: da quali cani viene, come è stato costruito, cosa vuol dire cacciare l’orso con un cane e com’è messa la razza oggi in Italia.

Sommario

Da dove viene il cane da orso della Carelia

Cane da orso della Carelia bianco e nero in piedi di profilo su un prato

Lo standard indica un antenato con nome e cognome: il Komi, anche chiamato cane dei Zyrians, è considerato l’antenato del Cane da orso della Carelia. È un cane da caccia del nord della Russia europea.

Il materiale di partenza però viene da un’altra zona: il primo stock di cani veniva dalla Carelia (regione del lago Ladoga, Olonets e Carelia russa), dove venivano usati per tutti i diversi tipi di caccia.

La Carelia è la grande regione di foreste e laghi a cavallo fra Finlandia e Russia, un posto dove fino a un secolo fa la caccia non era uno sport ma un modo di mangiare. I cani che ci vivevano erano tuttofare: piccola selvaggina, uccelli, e quando serviva anche animali molto più grossi di loro.

È da lì che i finlandesi hanno preso i soggetti con cui, negli anni Trenta, hanno costruito la razza che conosciamo. E conviene ricordare che l’origine ufficiale FCI della razza è la Finlandia, non la Russia: il lavoro di selezione è stato fatto lì.

Il progetto del 1936 e i primi cani registrati

Cane da orso della Carelia in piedi sul tappeto rosso di una esposizione

Le date sono tutte nello standard, e sono tre: l’allevamento fu avviato nel 1936… il primo standard fu redatto nel 1945… i primi cani furono registrati nel 1946.

Dieci anni di lavoro, con in mezzo una guerra che in Finlandia è stata particolarmente dura, per arrivare a una razza registrata. L’obiettivo dichiarato era creare un cane robusto che abbaia alla grossa selvaggina: non un cane bello, non un cane docile, un cane che fa quel mestiere lì.

C’è anche una ragione politica dietro alla fretta di quegli anni. La Carelia era una regione contesa, e dopo la guerra buona parte di essa passò all’Unione Sovietica: fissare la razza in Finlandia significava anche salvare un patrimonio che rischiava di restare dall’altra parte del confine.

Oggi, dice lo standard, la razza è molto diffusa in Finlandia, dove è uno dei cani da caccia più usati e ha una sua prova di lavoro ufficiale, riconosciuta dalla FCI solo nei paesi nordici.

Come si caccia l’orso con un cane

Cane da orso della Carelia con il collare GPS da caccia visto di fronte

La descrizione dello standard vale più di qualsiasi spiegazione: impiegato soprattutto per la caccia all’alce e all’orso, blocca e tiene a bada la preda. È un cacciatore appassionato che è molto indipendente, ma che collabora attivamente alla caccia poiché indica la presenza del selvatico abbaiando.

Il cane viene sganciato e cerca da solo, anche a chilometri di distanza. Quando trova l’animale non lo attacca: gli gira intorno, resta fuori portata e abbaia finché il cacciatore non arriva. Con un orso, quel lavoro richiede un sangue freddo che pochi cani hanno.

Lo standard elenca anche gli strumenti del mestiere: ha sensi molto sviluppati, specialmente quello dell’odorato… ottimo il suo senso di orientamento. Quest’ultima non è una gentilezza: un cane che lavora a chilometri dal conduttore, nella foresta, deve saper tornare.

Il collare GPS che vedi nella foto è la versione moderna della stessa esigenza. In Finlandia è la norma per questi cani.

In Italia, dove l’orso non si caccia e la caccia all’alce non esiste, questo cane viene usato soprattutto sul cinghiale, oppure semplicemente tenuto da persone che gli danno montagna e movimento. È una cosa da sapere prima: qui il suo mestiere vero non c’è.

AspettoCosa comporta
Su cosa lavoraSoprattutto alce e orso
Come lavoraBlocca e tiene a bada la preda, indicandola con l’abbaio
Che sensi haOlfatto molto sviluppato e ottimo senso di orientamento
Quanto e autonomoLo standard lo definisce molto indipendente
Ma collaboraCollabora attivamente alla caccia, dice lo standard
La prova di lavoroEsiste solo in Svezia, Norvegia e Finlandia
Con gli altri caniPuò essere aggressivo: e scritto nello standard
Con le personeMai aggressivo verso gli esseri umani

Il Karelian Bear Dog in Italia

In Italia la razza è presente da anni e con numeri tutt’altro che simbolici: fra il 2015 e il 2024 l’ENCI ha iscritto 316 cuccioli.

La curva però racconta un raffreddamento netto. Si parte da 43 cuccioli nel 2015, si sale al picco di 55 nel 2019, e da lì si scende: 31, 27, 17, fino ai 12 del 2023, con una piccola ripresa a 19 nel 2024.

C’è un dato che a prima vista non torna: l’affisso attivo per questa razza è uno solo, in provincia di Novara. La spiegazione è semplice e vale per molte razze da caccia: parecchie cucciolate vengono iscritte da privati che hanno una coppia di cani con pedigree ma non hanno un affisso registrato.

Per chi cerca un cucciolo la conseguenza pratica è che bisogna muoversi nell’ambiente: club, prove, cacciatori che usano la razza. E da guardare anche alla Finlandia, dove il Karelian è un cane comune e le linee da lavoro sono documentate.

AnnoCuccioli iscritti all’ENCI
201543
201633
201742
201837
201955
202031
202127
202217
202312
202419
Totale in dieci anni316