Addestramento ed educazione del Japanese Chin

Cosa fare nei primi mesi con un cane da compagnia di due chili

Con il Chin il problema non è mai l’obbedienza: è la fragilità. Un cane di due chili e mezzo va educato tenendo insieme due cose, la fiducia in sé e la sicurezza fisica, e nessuna delle due viene da sola.

In questa pagina: le priorità dei primi mesi, come si insegna la pulizia a un cane minuscolo, quanto movimento serve e gli errori più comuni.

Sommario

Le priorità dei primi mesi

Cucciolo di Chin giapponese bianco e nero al guinzaglio su un prato

La prima priorità è la socializzazione, e in questa razza non è un consiglio generico. La timidezza è elencata dallo standard fra i difetti: un Chin poco esposto al mondo da cucciolo diventa un adulto che si nasconde.

Fallo vedere e sentire tutto, ma a misura sua: persone che si abbassano invece di incombere, cani tranquilli e mai gruppi di cuccioloni scatenati, superfici diverse, rumori di città. Un incontro brutto, in un cane di due chili, pesa dieci volte tanto.

La seconda priorità è insegnargli a stare a terra. I cani piccoli vengono presi in braccio in continuazione e finiscono per non imparare mai a cavarsela da soli. Camminare, annusare, salire un gradino: sono cose che gli servono.

Poi il guinzaglio, con una raccomandazione tecnica: sul Chin si usa la pettorina, mai il collare. Con una trachea di quelle dimensioni e un muso corto, uno strattone sul collo è un rischio inutile.

Sul metodo non c’è discussione: rinforzo positivo, sessioni cortissime, tono di voce basso. Alzare la voce con un Chin non produce obbedienza, produce un cane che si spegne.

Insegnare la pulizia a un Japanese Chin

Nei cani molto piccoli la pulizia richiede più tempo, e il motivo è semplice: la vescica è piccola e il freddo e la pioggia sono nemici molto più seri che per un labrador. Non è testardaggine, è idraulica.

Il metodo funziona lo stesso di sempre, applicato con più frequenza: fuori appena sveglio, dopo ogni pasto, dopo ogni gioco, e ogni due ore nei primi tempi. Premio subito, fuori, nel momento esatto in cui finisce.

Molti proprietari di cani toy usano la traversina in casa come rete di sicurezza. È una scelta legittima, ma sappiate che allunga i tempi: se vuoi un cane che sporca solo fuori, la traversina va tolta prima possibile.

Ultima cosa, valida per tutti i cani ma qui di più: mai sgridare per una pipì trovata dopo. Il cane non collega, e in una razza sensibile come questa l’unico risultato è che imparerà a nascondersi per farla.

Quanto movimento serve a un Japanese Chin

Chin giapponese adulto bianco e nero seduto sulla corteccia

Poco, ma tutti i giorni. Due passeggiate di venti o trenta minuti sono la base, e per un cane nato per stare nei palazzi bastano.

Non chiedetegli sforzi lunghi o corse: con quel muso corto l’affanno arriva in fretta, e d’estate diventa pericoloso. La regola dell’alba e del tramonto, da giugno a settembre, in questa razza non è pignoleria.

Quello che invece gli piace parecchio è il gioco in casa: giochini di ricerca, un oggetto nascosto sotto un bicchiere, tappetini olfattivi, brevi sessioni di trucchi. Il Chin è sveglio e si diverte a risolvere le cose, purché durino poco e finiscano bene.

Fra le attività organizzate le uniche che gli calzano sono quelle a bassa intensità: attivazione mentale, nose work in versione casalinga, rally obedience soft. Molti Chin, per carattere, sono ottimi cani da pet therapy.

Il pelo, infine, chiede due o tre spazzolate a settimana: essendo serico e senza sottopelo non fa i feltri di un cane a doppio manto, ma dietro le orecchie e sotto le ascelle i nodi si formano lo stesso. Niente tosature: quel pelo lo protegge anche dal sole.

Gli errori tipici con un Japanese Chin

Trattarlo come un peluche. È il primo e il più diffuso: braccio, borsa, divano, mai per terra. Il risultato è un cane che non sa camminare fra gli altri cani e che ha paura del mondo.

Saltare la socializzazione perché è piccolo. Proprio perché è piccolo ne ha più bisogno, non meno.

Usare il collare. Pettorina, sempre.

Sottovalutare il caldo. Un Chin in una macchina ferma d’estate, anche cinque minuti con il finestrino aperto, è un’emergenza.

Lasciar perdere i denti. Bocca minuscola, denti affollati, tartaro veloce: lo spazzolino va introdotto da cucciolo come un gioco.

Riempirlo di cibo. Su un cane di due chili e mezzo, cento grammi di troppo sono il quattro per cento del peso corporeo. I bocconcini si contano.

Scambiare la sua discrezione per indifferenza. Il Chin non fa scene, ma vi sta attaccato tutto il giorno: è un cane che soffre parecchio la solitudine, e chi lo lascia solo dieci ore gli sta chiedendo la cosa sbagliata.