Storia ed origine dello Jämthund
Un cane antichissimo riconosciuto come razza solo nel 1946
La storia dello Jämthund ha un paradosso dentro: è un cane antichissimo, presente nel nord della Svezia da quando quelle terre hanno iniziato a essere abitate, ma come razza esiste soltanto dal 1946.
In questa pagina: da dove viene, perché il riconoscimento è arrivato così tardi, cosa c’entra il cugino norvegese e com’è messo oggi.
Sommario
Da quando esiste lo Jämthund

Lo standard FCI non usa mezze parole: lo Jämthund è un tipo di cane antichissimo, conosciuto fin da quando il nord della Svezia cominciò a popolarsi. Non c’è una data di nascita, perché non c’è stata una creazione.
Il nome viene dallo Jämtland, la regione al centro della Svezia al confine con la Norvegia: boschi, laghi, inverni lunghi e alci. Il cane grigio da alce non è stato progettato da nessuno, si è formato lì facendo il lavoro che serviva a quella gente in quel posto.
Il quadro qui accanto è di Bruno Liljefors ed è del 1917: un’alce tenuta a bada in una radura da un cane grigio. Trent’anni prima del riconoscimento ufficiale, il mestiere di questo cane era già esattamente quello che lo standard descrive oggi.
Conviene ricordare cosa significava. In Scandinavia l’alce non era selvaggina sportiva: era carne per l’inverno. Un cane che sapeva trovarla e tenerla ferma non era un lusso, era parte dell’economia di una famiglia.
Perché lo Jämthund è stato riconosciuto solo nel 1946

La spiegazione sta nello standard, ed è quasi buffa: la ragione di questo riconoscimento tardivo sta nel fatto che il più piccolo Elghund norvegese e lo Jämthund venivano giudicati come un’unica razza. Alla fine, questa situazione diventò insostenibile.
Per decenni, cioè, il grande cane grigio svedese e il più piccolo Norsk Elghund grå sono andati in esposizione nella stessa classe, giudicati con lo stesso metro. Il risultato lo si immagina: i giudici premiavano il tipo che avevano in testa, e i due tipi erano diversi di una decina di centimetri e di parecchi chili.
Gli allevatori svedesi hanno spinto per anni prima di ottenere la separazione. Il 1946 è la data in cui lo Jämthund diventa ufficialmente una razza a sé, con un suo standard e un suo libro genealogico. Da lì in poi la selezione ha potuto lavorare su un obiettivo unico invece che su un compromesso.
Il resto è storia recente: lo Jämthund diventa il cane da alce per eccellenza della Svezia, tanto da essere considerato la razza nazionale del paese.
Come lavora un cane da alce
Per capire questa razza bisogna capire una tecnica di caccia che in Italia non esiste. Il cane da alce scandinavo lavora libero: viene sganciato e va a cercare per conto suo, anche a chilometri di distanza dal conduttore.
Quando trova l’alce non la attacca e non la insegue. La tiene ferma girandole intorno e abbaiando, restando fuori dalla portata dei calci, finché il cacciatore non arriva. È un lavoro che può durare ore e che richiede, testuale, molta forza e resistenza.
È da qui che nasce tutto il resto: l’indipendenza, perché deve decidere da solo; il coraggio, perché sta a due metri da un animale enorme e nervoso; la calma stoica, perché non serve a niente un cane che si eccita e prende un calcio; e l’abbaio, che è letteralmente lo strumento del mestiere.
In Svezia, Norvegia e Finlandia esiste una prova di lavoro ufficiale su questo schema, e lo standard FCI la cita: è l’unico posto al mondo dove sia prevista per la razza. Fuori dai paesi nordici questo cane non ha modo di fare il suo mestiere, ed è una cosa da mettere in conto prima di prenderlo.
Lo Jämthund oggi: quarta razza in Svezia, assente in Italia
I numeri svedesi raccontano due cose insieme. La prima è la popolarità: nel 2025 lo Jämthund è stata la quarta razza più registrata alla Svenska Kennelklubben con 1.117 cani, dietro solo a labrador, golden retriever e pastore tedesco. Per una razza da caccia specializzata è un risultato che in Italia non ha paragoni.
La seconda cosa è il calo di lungo periodo. Nel 2014 le registrazioni erano 2.135, e per tutti i primi anni Dieci la razza stava stabilmente sopra le 1.700. Nel 2024 è scesa a 974, il minimo, prima di risalire a 1.117 nel 2025. Meno cacciatori di alce, meno cani da alce: è la stessa curva che in Italia hanno seguito i segugi.
In Italia il quadro è netto e va detto senza giri di parole: l’ENCI non registra nessun cucciolo di Jämthund e non esiste nessun affisso per questa razza. Chi lo vuole, lo importa.

