Storia ed origine del Jack Russell Terrier
Un reverendo inglese, i suoi foxhound e uno standard scritto in Australia
Il Jack Russell Terrier porta il nome di una persona reale, e il suo standard ha una riga che sorprende tutti. Qui trovi chi lo ha creato e perché, che differenza c’è col Parson Russell e come sta la razza in Italia oggi.
Sommario
Il reverendo John Russell

Lo standard è preciso: il Jack Russell Terrier ebbe origine in Inghilterra nel XIX secolo, grazie agli sforzi del Reverendo John Russell.
John Russell era un pastore anglicano del Devon e un appassionato di caccia alla volpe, e aveva un problema pratico da risolvere. Lo standard lo racconta così: egli sviluppò un ceppo di Fox Terrier per soddisfare la necessità di avere un cane che corresse con i suoi Foxhound e potesse andare in tana per stanare la volpe ed altra preda dalle loro tane.
Sono due requisiti in uno, ed è questo che rende questa razza quello che è. Il cane doveva avere abbastanza gamba e fiato per stare dietro a una muta di foxhound al galoppo per chilometri. E doveva essere abbastanza stretto da infilarsi in una tana subito dopo, e abbastanza coraggioso da affrontare da solo, al buio, un animale che si difende.
Da lì viene tutto: l’energia che non finisce mai, la misura del torace che deve stare in due mani, il bianco che lo rendeva riconoscibile fra i cani da caccia, e quel audace e senza paura che lo standard mette nella voce carattere.
Conviene tenerlo a mente quando si guarda un Jack Russell su un divano: quel cane è stato costruito per una giornata di lavoro che pochi cani moderni farebbero.
Jack Russell e Parson Russell: due razze diverse
Dal ceppo del reverendo si svilupparono due varietà, e oggi sono due razze distinte. Lo standard lo spiega in modo cristallino.
Ecco il testo: se ne svilupparono due varietà, di standard simili, tranne che per alcune differenze riguardanti per lo più l’altezza e le proporzioni. Il tipo più alto, dalla costruzione più quadrata, è ora conosciuto come Parson Russell Terrier, mentre quello più basso, in proporzione leggermente più lungo, è conosciuto come Jack Russell Terrier.
In pratica: il Parson è più alto e sta in un quadrato, il Jack è più basso e ha una forma rettangolare. Sono due standard FCI diversi, con due numeri diversi, e non sono intercambiabili.
La confusione è comprensibile e diffusissima, anche perché per decenni in molti paesi tutto veniva chiamato semplicemente «Jack Russell». Se stai valutando un cucciolo, il pedigree dice quale delle due razze hai davanti.
E qui arriva il dettaglio che sorprende tutti, ed è nell’intestazione dello standard FCI: l’origine del Jack Russell Terrier è l’Inghilterra, ma il paese di sviluppo è l’AUSTRALIA.
Il motivo è che furono gli allevatori australiani, nel Novecento, a fissare e a codificare il tipo più basso, portandolo poi al riconoscimento internazionale. La FCI ha riconosciuto il Jack Russell Terrier come razza a sé stante solo alla fine degli anni Novanta, e lo standard oggi in vigore è del 2012.
Il Jack Russell in Italia oggi

I numeri italiani sono da razza di massa: 47.254 cuccioli iscritti in dieci anni. Per dare una misura: è quanto fanno, nello stesso periodo, dieci razze di taglia media messe insieme.
La curva però racconta un rientro netto: dai 5.422 del 2016 e dal picco recente di 5.451 nel 2021 si scende ai 4.000 del 2023 e ai 3.406 del 2024. È un calo del 37% in tre anni.
Gli allevamenti con affisso ENCI sono 228, un numero enorme: quarantadue in Lombardia, trentaquattro in Toscana, ventitré in Piemonte, ventuno nel Lazio e quindici in Sicilia.
Con numeri così, per chi compra il problema non è trovare un cucciolo: è distinguere chi seleziona da chi produce. E in questa razza il modo per distinguerli è molto semplice, perché i test del DNA da fare sono due e costano poco.
C’è però anche il rovescio della medaglia, e su questa razza va detto con chiarezza: una razza con questi numeri e con questa energia riempie i canili. Il Jack Russell è fra i cani più presenti nei rifugi italiani, quasi sempre perché è stato scelto per la taglia da persone che non avevano messo in conto il terrier che c’era dentro.

