Storia ed origine dell’Irish Terrier
Il club del 1879, il rosso scelto a tavolino e i cani della prima guerra mondiale
L’Irish Terrier è stato il primo dei terrier irlandesi a entrare nei registri ufficiali: il suo club nasce a Dublino il 31 marzo 1879. Ed è forse il più antico dei quattro, anche se lo standard, onestamente, ammette che le prove mancano.
Qui dentro: i mantelli che sono spariti negli anni Ottanta dell’Ottocento, la fama guadagnata nelle trincee della Prima guerra mondiale e i numeri italiani di oggi.
Sommario
Il terrier più antico d Irlanda?

Lo standard non fa promesse: è possibile che il cane che porta il nome di Terrier Irlandese sia il terrier più antico dell’Irlanda, ma ci sono talmente pochi fatti documentati che sarebbe difficile trovare una prova definitiva.
È una prudenza da notare, perché lo standard del Wheaten Terrier dice esattamente la stessa cosa di sé. Nelle campagne irlandesi i cani si incrociavano e nessuno teneva registri: le primogeniture, qui, sono tutte da prendere con le pinze.
Quello che è documentato è la data di nascita ufficiale: il primo club di razza viene creato a Dublino il 31 marzo 1879, e l’Irish Terrier è il primo del gruppo dei terrier irlandesi a essere riconosciuto dal Kennel Club inglese come razza originaria d’Irlanda.
L’illustrazione qui accanto viene da un libro del 1900 e ritrae il campione Ted Malone: il tipo è già quello di oggi.
Quando il rosso non era obbligatorio
Oggi l’Irish Terrier è il terrier rosso, e qualsiasi altro colore è un difetto eliminatorio. Ma prima degli anni 1880 il colore non era fissato.
Lo standard lo racconta senza giri di parole: oltre al mantello rosso si avevano talvolta dei nero focati o anche dei mantelli striati.
Alla fine dell’Ottocento ci si era impegnati a eliminare dall’allevamento i nero focati e gli striati, così che nel XX secolo tutti gli Irish Terrier presentavano un mantello rosso.
È un pezzo di storia che dice molto su come funziona la cinofilia: una razza non è una fotografia della natura, è il risultato di scelte. In questo caso, la scelta di un’identità visiva immediatamente riconoscibile.
Con il rosso fissato, la razza fece rapidamente strada nelle esposizioni in Inghilterra e negli Stati Uniti, dove, dice lo standard, fu accolta con entusiasmo.
I cani delle trincee

La fama definitiva arriva però in un posto molto meno elegante di un ring: le trincee della Prima guerra mondiale.
Lo standard lo scrive nel suo cenno storico: la loro fama crebbe ulteriormente durante la prima guerra mondiale, quando vennero impiegati per portare messaggi nel rumore terrificante e la confusione della guerra di trincea; fu allora che diedero prova della loro intelligenza e del loro coraggio.
I cani da collegamento correvano fra le linee sotto il fuoco, portando messaggi in un tubo legato al collare. Era un lavoro dal quale molti non tornavano, e servivano cani veloci, piccoli e capaci di non perdere la testa.
È da lì che viene la reputazione di coraggio di questa razza, e la definizione che lo standard usa ancora oggi: cane da guardia incurante del pericolo e delle ferite.
Oggi quella velocità si vede in contesti fortunatamente più allegri, come le prove di corsa e i giochi in campo aperto: resta un cane disegnato sulle linee della velocità.
L’Irish Terrier oggi e in Italia
Nel Novecento l’Irish Terrier è stato un cane popolare, poi è scivolato nella nicchia in cui vivono quasi tutti i terrier da lavoro: molto amato da chi lo conosce, poco scelto da chi cerca un cane per la prima volta.
In Italia i numeri sono piccoli: fra il 2015 e il 2024 l’ENCI ha registrato 196 cuccioli, con un massimo di 33 nel 2015 e una media intorno ai venti l’anno.
Gli affissi attivi sono uno solo, in Toscana. È il profilo di una razza tenuta in vita da pochissimi appassionati, dove ogni cucciolata conta.
La conseguenza pratica per chi lo cerca è semplice: liste d’attesa, disponibilità a viaggiare e la possibilità concreta di doversi rivolgere all’estero, dove la razza è più diffusa (soprattutto in Irlanda, nel Regno Unito e in Germania).

