Addestramento ed educazione dell’Irish Terrier
Facilmente addestrabile, ma con gli altri cani serve lavoro
Lo standard dell’Irish Terrier contiene una frase che nei terrier si legge di rado: è facilmente addestrabile ed è un gentile cane da compagnia. È vero, ed è una delle ragioni per cui questa razza merita più attenzione di quanta ne riceva.
Qui dentro: cosa insegnare da cucciolo, il capitolo altri cani (che è il vero lavoro), lo stripping e quali attività si adattano a un cane disegnato sulle linee della velocità.
Sommario
Le priorità dei primi mesi

Sono tre, e la prima vale doppio in questa razza: socializzazione con gli altri cani, condotta al guinzaglio e abitudine alla manipolazione, stripping compreso.
Sulla socializzazione: lo standard si preoccupa di dire che la fama di attaccabrighe non è meritata, ma anche che il cane è capace di farsi rispettare dagli altri cani. Tradotto: se lo si abitua da cucciolo a incontri sereni con cani equilibrati, da adulto sarà gestibile; se lo si isola, no.
Il metodo è il rinforzo positivo. Questa razza impara in fretta, ma si annoia altrettanto in fretta: sessioni brevi, giochi, varietà.
L’abitudine alla manipolazione serve per il pelo: lo stripping si fa a mano, richiede tempo e un cane che stia fermo. Si insegna a due mesi, non a due anni.
Sul fisico: prima dei dodici mesi niente salti ripetuti e niente corse lunghe su asfalto.
Il richiamo e la convivenza con gli altri cani
Il richiamo in un terrier va costruito con serietà: l’istinto predatorio c’è, e un Irish Terrier che vede muoversi qualcosa parte. Premi di alto valore, lavoro quotidiano e longhina nei posti aperti finché il comportamento non è affidabile.
Sul rapporto con gli altri cani conviene essere pratici invece che ottimisti. La maggior parte degli Irish Terrier convive benissimo con i cani che conosce, in casa e in famiglia. Il problema può nascere con maschi adulti sconosciuti, e in quel caso, dice lo standard, il cane ha il coraggio di un leone e combatterà fino alla fine: non molla.
Le regole pratiche sono tre: presentazioni sempre gestite, guinzaglio nei contesti affollati e nessuna situazione in cui il cane debba difendersi da solo. Un cane che impara che voi gestite le cose smette di sentirsi in dovere di farlo.
Con gatti e piccoli animali serve prudenza e, se possibile, convivenza fin da cucciolo: resta un cane che nello standard è descritto anche come cane da seguita.
Un’ultima cosa sul metodo: la durezza, con questa razza, è controproducente. Un cane coraggioso che viene messo alle strette non si sottomette, si irrigidisce.
Lo stripping e le attività adatte

Il pelo va lavorato a mano con lo stripping due o tre volte l’anno: la tosatura con la macchinetta rovina la tessitura ruvida che lo standard chiede, e il mantello diventa morbido e sbiadito.
Fra uno stripping e l’altro basta una spazzolata a settimana: non essendoci frange sulle gambe e avendo un pelo aderente, la manutenzione quotidiana è minima. È una delle razze a pelo duro meno impegnative.
Sulle attività, il conto è di un’ora e mezza o due al giorno. Questo è un cane disegnato sulle linee della velocità, quindi la corsa in aree recintate è la cosa che ama di più.
Le discipline che funzionano meglio sono l’agility (è agile e leggero), il nose work, la ricerca in ambiente e il rally obedience, che sfrutta quel facilmente addestrabile dello standard.
Ottimo anche il dog trekking: la resistenza c’è, ed è un cane che in montagna non si stanca.

