Addestramento ed educazione del Setter Irlandese
Un cane energico che matura tardi: come si lavora con lui
Il Setter Irlandese è acuto, intelligente, energico, e proprio per questo l’addestramento non è un accessorio: è la differenza fra un cane meraviglioso e un cane ingestibile.
Qui dentro: le priorità dei primi mesi, il richiamo di un cane che cerca lontanissimo, l’adolescenza lunga di questa razza e quali attività la tengono in equilibrio.
Sommario
Come si educa un cucciolo di Setter Irlandese

Il metodo è il rinforzo positivo e la parola d’ordine è pazienza: questa è una razza che matura tardi, e un soggetto di due anni può comportarsi ancora da adolescente.
Le priorità dei primi sei mesi sono quattro: socializzazione ampia, condotta al guinzaglio (imparata a dieci chili, non a trenta), richiamo giocato ogni giorno e abitudine al pettine, perché con quelle frange sarà un appuntamento due volte a settimana per quindici anni.
Sull’autocontrollo conviene lavorare più che con altre razze: un setter entusiasta di trenta chili che salta addosso alle persone è un problema che si previene da cucciolo.
Sulla ferma vale la regola di tutti i cani da ferma: non si forza. L’istinto arriva da solo, spesso prima dell’anno, e il lavoro serio comincia dopo.
E come per tutte le razze grandi: prima dei dodici-diciotto mesi niente salti, niente bicicletta e niente corse lunghe su asfalto.
Il richiamo e la cerca a distanza
Un setter è selezionato per cercare lontano, e l’Irlandese è quello con l’andatura più ampia di tutti. In un campo aperto può allontanarsi di centinaia di metri in pochi secondi.
Il richiamo è quindi la competenza che decide tutto: senza, il cane non potrà mai vivere libero in campagna. Si costruisce con premi di altissimo valore, con il fischietto e con la regola di non chiamarlo mai quando sai che non tornerà.
Il lavoro va fatto prima che il cane scopra la selvaggina, cioè nei primi mesi. Dopo, si può ancora ottenere molto, ma la competizione è con qualcosa che per lui vale infinitamente di più di un biscotto.
Fino a quando il richiamo non è solido: longhina da dieci-quindici metri e aree recintate. È lo strumento che permette di farlo correre in sicurezza mentre il lavoro procede.
Un consiglio pratico che vale per questa razza più che per altre: stancatelo prima di chiedergli concentrazione. Un Setter Irlandese pieno di energia non ascolta nessuno, e non perché non voglia.
Quanto movimento serve e quali attività

Il conto minimo è di due ore al giorno, e con questa razza è un minimo. Serve corsa, non passeggiata: è un cane costruito per il galoppo, con una resistenza che lo standard definisce grande.
Le attività migliori sono i working test e i field trial per cani da ferma, che riproducono cerca e riporto anche senza caccia; poi il canicross per chi corre, il dog trekking e il nose work per le giornate corte.
L’acqua è quasi sempre un successo: nuotare non carica le articolazioni ed è uno dei modi migliori per stancare un cane di questa taglia in poco tempo.
L’agility è praticabile ma va dosata: la struttura è leggera e adatta, però l’entusiasmo di questa razza può portare a esagerare con i salti nei soggetti giovani.
Il consiglio più utile riguarda la regolarità: due o tre appuntamenti fissi a settimana più le camminate lunghe fanno la differenza fra un cane sereno e un cane che a casa smonta il divano.

