Carattere e descrizione dell Havanese
Quanto e grande, i colori del manto e il carattere del Bichon Havanais
L’Havanese, che lo standard FCI chiama Bichon Havanais, è un cane piccolo con un mantello lunghissimo e un carattere che il documento ufficiale descrive con una parola che non si legge quasi mai: clown. In questa pagina trovi quanto è grande, tutti i colori ammessi, il carattere e la parte sulla salute, compresa la regola sulla toelettatura che sorprende tutti.
Sommario
L Havanese in breve
L’Havanese è un cane da compagnia alto 23-27 centimetri, con un peso che lo standard non indica e che in pratica sta fra i 4 e i 7 chili. Ha un mantello molto lungo, da 12 a 18 centimetri, soffice, con il sottopelo quasi assente. Il documento FCI lo descrive eccezionalmente brillante, affettuoso, giocherellone e perfino un poco clown. Vive 14-16 anni.
Quanto è grande un Havanese

Lo standard indica un’altezza al garrese fra i 23 e i 27 centimetri, con una tolleranza che va dai 21 ai 29. Il peso non compare: nella pratica un Havanese adulto pesa fra i quattro e i sette chili.
Su quella misura il documento è insolitamente rigido. Un cane sopra o sotto le misure indicate è un difetto eliminatorio, cioè uno di quelli che escludono il soggetto dalla riproduzione. Conviene saperlo quando si legge un annuncio che promette un Havanese mini.
L’aspetto che lo standard descrive è quello di un piccolo cane robusto, basso sugli arti, più lungo che alto in rapporto quattro a tre. Non è un cane fragile: sotto il pelo c’è una costruzione solida.
La descrizione del movimento è una delle più belle che si trovino in uno standard: l’Havanese ha un passo sorprendentemente leggero ed elastico che sottolinea il suo carattere gioioso. Chi ne ha visto uno trotterellare capisce cosa intendevano.
La coda è portata alta e, dice il documento, preferibilmente arrotolata sul dorso, coperta di lunghe frange seriche.
Il pelo dell Havanese e perché non si toeletta

Il mantello è la cosa più caratteristica della razza: molto lungo, da 12 a 18 centimetri in un cane adulto, soffice, piatto o ondulato, e con la possibilità di formare ciocche ricciolute.
Il dettaglio tecnico che cambia tutto è il sottopelo: lo standard dice che è poco sviluppato e spesso del tutto assente. È il motivo per cui l’Havanese perde pochissimo pelo, ed è la ragione per cui viene spesso consigliato a chi ha in casa qualcuno che mal sopporta i peli.
Poi arriva la frase che sorprende chiunque: qualsiasi forma di toelettatura, l’uso della forbice per regolare la lunghezza del mantello e il trimming sono proibiti. Le uniche eccezioni sono i piedi, un accorciamento leggero sulla fronte perché il pelo non copra gli occhi, e i peli del muso, che però è preferibile lasciare al naturale.
Nell’elenco dei difetti gravi, infatti, compare esattamente il pelo toelettato. Tradotto: in esposizione l’Havanese deve presentarsi come la natura lo fa crescere.
Questo non impedisce a chi ha un Havanese come cane di famiglia di tenerlo corto: è una scelta pratica legittima e il cane non ci perde nulla. Significa solo che quel soggetto non potrà essere presentato in un’esposizione di bellezza.
C’è anche una terza via, quella della foto qui accanto: lasciare che il pelo si cordi naturalmente in trecce, come nella tradizione. È perfettamente in standard e richiede molto meno lavoro quotidiano, ma va impostata bene fin dall’inizio.
Nella versione lunga e sciolta, invece, servono venti minuti al giorno: senza sottopelo il pelo non cade, si annoda su sé stesso, e i nodi arrivano fino alla pelle.
I colori dell Havanese
Lo standard è generoso: bianco puro, che definisce raro, fulvo in tutte le sfumature, nero, avana, color tabacco e bruno rossastro. Sono ammesse le macchie nei colori elencati e le focature in tutte le sfumature.
Il colore che dà il nome alla confusione è l’avana, cioè il tabacco. È talmente frequente in questa razza che, dice lo standard, ha fatto nascere la leggenda secondo cui il cane verrebbe dalla capitale di Cuba.
Un dettaglio pratico che nessuno racconta: il colore di un Havanese cambia crescendo, e parecchio. Molti cuccioli scuri schiariscono negli anni, e non è raro che un cane adulto abbia un mantello di un colore che da piccolo non aveva.
Il carattere dell Havanese
La descrizione dello standard merita di essere letta per intero, perché è una delle più affettuose che la FCI abbia scritto: eccezionalmente brillante, è facile da addestrare come svegliarino. Affettuoso, di natura allegra, è amichevole, affascinante, giocherellone e perfino un poco clown. Ama i bambini e gioca instancabilmente con loro.
Eccezionalmente brillante è la parte tecnicamente più interessante: l’Havanese impara in fretta e volentieri, e nelle discipline che chiedono collaborazione sorprende chi si aspetta un cane da grembo.
Quel svegliarino è la traduzione di una vecchia funzione: un cane che avvisa quando arriva qualcuno. È il motivo per cui abbaia facilmente, e va gestito da subito.
Ama i bambini e gioca instancabilmente con loro è la frase che nella pratica lo descrive meglio di tutte. È una delle razze piccole migliori per una famiglia: tollerante, paziente, senza scatti, e con una voglia di giocare che non finisce mai.
L’altra faccia della sua socialità è che non regge la solitudine. È un cane nato per stare con qualcuno, e un Havanese lasciato solo tutto il giorno diventa un cane che abbaia e che soffre.
Con gli estranei è amichevole, non diffidente. Ha senso ricordare che fra i difetti eliminatori lo standard mette il cane aggressivo o pauroso: la timidezza in questa razza non è timidezza, è un difetto grave.
Quanto vive un Havanese e di cosa si ammala

Vive 14-16 anni, ed è una delle razze più longeve in assoluto. È anche una razza sana, ma con un paio di temi da conoscere prima di scegliere un allevamento.
Il primo sono gli occhi. La cataratta ereditaria è il problema oculare più frequente della razza, e compare in genere fra i tre e i sette anni.
C’è un dato che merita di essere raccontato bene, perché è onesto e controintuitivo: in Norvegia, dove esiste da vent’anni un programma di screening e si riproducono solo i soggetti indenni, la prevalenza della cataratta nella razza è rimasta stabile intorno al 5% fra il 2003 e il 2022.
Non vuol dire che i controlli siano inutili: vuol dire che la genetica di questa cataratta è più complicata di un semplice gene, e che le visite oculistiche vanno ripetute negli anni sui riproduttori, non fatte una volta sola.
Il secondo tema è la lussazione della rotula, più frequente che nella media dei cani, con la solita regola pratica: niente salti dal divano e peso sotto controllo.
Poi c’è la sordità congenita, un po’ più comune che negli altri cani e concentrata soprattutto nei soggetti interamente bianchi. Si esclude con il test BAER, che si fa da cuccioli.
Completano il quadro la condrodisplasia, un difetto dello sviluppo scheletrico che accorcia e curva gli arti, e i problemi articolari tipici dei cani piccoli.
A chi è adatto l Havanese
È adatto alle famiglie con bambini, e lo dice lo standard stesso. È uno dei pochi cani piccoli di cui si può scrivere questa frase senza distinguo: gioca, sopporta, non ha scatti.
È adatto a chi vive in appartamento. Occupa poco, si accontenta di due o tre uscite al giorno e ha una capacità rara di adattarsi ai ritmi di casa.
È adatto a chi vuole un cane sveglio con cui fare qualcosa: è eccezionalmente brillante, e nelle discipline che chiedono testa e collaborazione se la cava molto meglio di quanto la sua faccia lasci pensare.
Ed è adatto a chi in casa ha qualcuno che mal sopporta i peli: senza sottopelo, l’Havanese perde pochissimo. Non è un cane ipoallergenico, perché nessun cane lo è, ma è fra i più tollerabili.
Non è adatto a chi non ha tempo per il pelo. Venti minuti al giorno, oppure la scelta consapevole di tenerlo corto: la terza via, cioè non fare né l’una né l’altra, finisce in una tosatura d’emergenza.
E non è adatto a chi lo lascerebbe solo tutto il giorno. Se ti riconosci nel resto, però, ti porti a casa un cane che vivrà quindici anni con la stessa voglia di giocare del primo giorno.





