Addestramento ed educazione dell Havanese

Un cane brillante da educare e un mantello da gestire ogni giorno

L’Havanese è definito eccezionalmente brillante dallo standard, e in addestramento si vede: impara in fretta e si diverte a farlo. Il lavoro vero è altrove, ed è quotidiano: il pelo, l’abbaio e l’abitudine a restare solo. In questa pagina trovi come si gestiscono tutti e tre.

Sommario

Come si educa un Havanese

Havanese fulvo che gioca in giardino

Lo standard lo definisce eccezionalmente brillante e facile da addestrare, e per una volta la descrizione ufficiale corrisponde in pieno a quello che raccontano le persone che ci vivono.

Impara con il cibo, con il gioco e soprattutto con l’entusiasmo: è un cane che lavora per il piacere di fare qualcosa insieme, e questo lo rende uno dei migliori cani piccoli da portare a un corso.

Le sessioni funzionano corte e allegre. Non serve severità: con questa razza i metodi duri non solo sono inutili, sono controproducenti, perché è un cane sensibile che si spegne se lo si tratta male.

Le due cose da impostare subito sono il richiamo, che si costruisce facilmente in un cane così motivato dalla compagnia, e l’abitudine alla manipolazione: farsi spazzolare, farsi toccare le orecchie, i piedi e gli occhi. In un cane con questo mantello non è un extra, è la base di tutto.

Sulla pulizia in casa vale un avvertimento onesto: come molti cani di taglia piccola, l’Havanese può metterci un po’ più tempo della media. Serve una routine regolare e molta pazienza nei primi mesi.

L’abbaio e la solitudine

Lo standard dice che l’Havanese è facile da addestrare come svegliarino: un cane che avvisa. In appartamento questo si traduce in un cane che commenta ogni rumore del pianerottolo.

Si lavora come su tutti i segnalatori: il cane annuncia, tu prendi atto, chiedi lo stop e premi il silenzio. Sgridarlo non serve a niente, perché per lui la tua voce è una partecipazione entusiasta.

L’altro tema, più importante, è la solitudine. Questo è un cane costruito per stare con le persone, e l’ansia da separazione in questa razza è un problema reale.

L’abitudine a restare solo va costruita da cucciolo e per gradi: pochi minuti, poi di più, senza scene all’uscita e senza feste al rientro. È un lavoro noioso che si fa una volta e vale per quindici anni.

Un consiglio pratico che in questa razza funziona: lasciargli qualcosa da masticare o da cercare quando esci. Per un cane brillante e annoiato, la differenza fra un tappetino olfattivo e il nulla è enorme.

Sulla socializzazione: è un cane naturalmente amichevole, e i primi mesi servono più a fargli conoscere rumori, superfici e situazioni che a fargli accettare le persone, cosa che gli riesce da sola.

Come si cura il pelo e che attività fare

Havanese in passeggiata lungo un sentiero

Il mantello dell’Havanese ha una particolarità: senza sottopelo il pelo non cade, si annoda. È il motivo per cui perde pochissimo in casa ed è anche il motivo per cui chiede lavoro tutti i giorni.

Servono venti minuti al giorno se lo si tiene lungo, lavorando a strati: si solleva una ciocca alla volta e si pettina dalla radice, con un pettine di metallo. Un pelo spazzolato solo in superficie si infeltrisce sotto, dove non si vede, fino a formare una crosta contro la pelle.

Le zone critiche sono sempre le stesse: dietro le orecchie, sotto le ascelle e sulle culottes. Il bagno si fa solo su un cane già pettinato, altrimenti i nodi diventano feltro.

Chi non ha quel tempo può tenerlo corto: è una scelta legittima per un cane di famiglia, e toglie il novanta per cento del lavoro. Va solo saputo che lo standard proibisce la toelettatura nei soggetti da esposizione.

Sulle attività, l’Havanese è più capace di quanto la taglia suggerisca: nose work e ricerca olfattiva lo appassionano, il rally obedience e la dog dance gli calzano a pennello, e c’è chi lo porta in agility in versione ricreativa con ostacoli bassi.

È anche un ottimo cane da pet therapy, per lo stesso motivo per cui è ottimo con i bambini: è tollerante, allegro e non ha reazioni brusche.

Nella vita di tutti i giorni bastano due o tre uscite, con il tempo di annusare. E d’estate attenzione: sotto un mantello lungo il caldo pesa, quindi si esce presto la mattina e la sera.