Allevamento del Grand Anglo-Français Blanc et Noir

Una razza che vive nelle mute: dove si cerca, quanto costa, cosa chiedere

Cercare un Grand Anglo-Français Blanc et Noir non assomiglia a cercare un cucciolo di qualsiasi altra razza, perché questa razza non vive negli allevamenti: vive dentro gli equipaggi di vénerie, e i cuccioli nascono per rinnovare le mute.

In questa pagina: quanto costa, dove si cerca in Francia, cosa chiedere a un maître d’équipage e cosa si guarda in una cucciolata di cani da muta.

Sommario

Quanto costa un cucciolo di Grand Anglo-Français Blanc et Noir

In Italia la domanda non ha risposta, perché non c’è mercato: sul codice di razza 323 le API dell’ENCI registrano zero nascite e zero affissi. Non è un caso: in Italia non esiste la caccia a cavallo con le mute per cui questo cane è stato costruito.

In Francia, quando un equipaggio cede un cucciolo con pedigree, la cifra indicativa è di 600-1.000 euro. Ma il prezzo è la parte meno interessante della faccenda: spesso questi cuccioli non si vendono, si affidano a chi caccia, e la fila conta più del portafoglio.

La spesa che pesa è la struttura. Un cane da muta ha bisogno di box, recinti, spazio e – soprattutto – di altri cani. Chi immagina di tenerne uno in un giardino di duecento metri quadri sta pianificando un problema, non un cane.

Il mantenimento di un adulto da 30 chili che lavora sta fra i 90 e i 130 euro al mese, cibo compreso, e in stagione di caccia la razione cresce perché il cane cala di peso.

La toelettatura non è una voce di spesa – il pelo è corto – ma la manutenzione lo è: orecchie, cuscinetti, tagli, antiparassitari. In una muta la cura quotidiana dei dettagli è il lavoro del valet de chiens.

VoceQuantoNote
Cucciolo in ItaliaNon esisteZero nascite e zero affissi registrati dall’ENCI
Cucciolo in Francia600-1.000 euroQuando un equipaggio cede un cucciolo con pedigree
Come si trovaAttraverso gli equipaggiLa razza vive dentro le mute, non negli allevamenti
Il clubClub du chien d’ordreÈ il club francese delle razze da muta
Mantenimento al mese90-130 euroUn cane da 30 kg che lavora, cibo compreso
ToelettaturaQuasi zeroPelo corto: la manutenzione vera sono orecchie e cuscinetti
Il canileLa spesa veraBox, recinti, spazio: un cane da muta non vive in casa
AttesaLungaLe cucciolate vanno a chi caccia a cavallo

Dove si cerca, e cosa chiedere

Cartolina del 1910 circa: cavalieri e muta davanti agli edifici del canile di Pau

La strada passa dalla Francia e dal Club du chien d’ordre, il club delle razze da muta: è lo stesso club il cui presidente, Pierre Astié, ha scritto il testo dello standard nel 2007. Da lì si arriva agli equipaggi, che sono i veri detentori della razza.

Nella foto: il canile di un equipaggio a Pau in una cartolina del 1910 circa. Cavalieri e muta davanti agli edifici: è ancora così che vive questa razza.

La prima domanda da fare riguarda il lavoro dei genitori: su cosa cacciano, in quale muta, da quanti anni. La razza è riconosciuta con prova di lavoro e in vénerie un cane si giudica su questo, non sul ring.

La seconda riguarda il comportamento nel gruppo: se i genitori tengono la muta, se rispettano il cambio, se hanno la voce giusta. Un maître d’équipage vi risponderà per filo e per segno, perché è la sua materia.

La terza riguarda la consanguineità. Una razza con poche decine di iscrizioni l’anno ha un pool genetico ristretto: chiedere le quattro generazioni e capire quanto si ripetono i nomi è la cosa più utile che puoi fare.

La quarta riguarda voi: cosa ne farai. Se la risposta non è la caccia in muta, un equipaggio serio ve lo dirà chiaramente, e vi farà un favore. Un cane fuori contesto è un cane infelice e un vicinato in guerra.

E poi c’è la domanda pratica che nessuno pensa a fare: come si comporta questa linea con le persone. Lo standard vuole cani amichevoli e vicini agli uomini, e in una muta dove entra un uomo a piedi non è un dettaglio estetico.

Cosa guardare in una cucciolata di cani da muta

Il primo controllo è il colore, ed è il più severo di tutti: bianco e nero, con la mantella nera e le picchiettature. Le lentiggini fulve sono ammesse solo sugli arti, il fulvo pallido sta sopra gli occhi, sulle guance e sotto le orecchie. Un cucciolo tricolore in questa razza è squalificato.

Il secondo sono i piedi. Spessi, grandi, piuttosto rotondi: il piede lungo è un difetto squalificante, e in un cane che deve macinare chilometri su terreno duro è la differenza fra un cane che lavora dieci stagioni e uno che si ferma alla terza.

Il terzo sono le orecchie: attaccate larghe e al livello dell’occhio, piatte all’attaccatura e arrotolate verso la punta. Troppo lunghi o troppo arrotolati sono difetti gravi, e l’orecchio esagerato è anche quello che si infetta di più.

Il quarto è la sostanza: ossatura forte, arti robusti e paralleli. Gli arti gracili e le deviazioni gravi sono squalificanti, e in un cucciolo si vedono già guardandolo camminare.

Il quinto è il comportamento nel gruppo, e in una cucciolata di cani da muta è il vero test. Non si cerca il cucciolo più prepotente né quello che sta in un angolo: si cerca quello che partecipa, che segue i fratelli e che viene verso l’uomo senza esitare.

Il sesto è banale e decisivo: come sono tenuti. Un canile pulito, cani in peso, orecchie pulite e cuccioli abituati alla presenza delle persone dicono tutto quello che serve sapere su chi ve li sta dando.

E il settimo è la voce. Sembra strano da valutare in un cucciolo, ma chiedi di sentire gli adulti: in una razza dove il conduttore segue la caccia con le orecchie, la voce è un carattere che si trasmette e che si seleziona.