Addestramento ed educazione del Gordon Setter

Un cane sensibile e dignitoso: come si lavora con lui

Con il Gordon Setter conta più il rapporto che il metodo. È un cane intelligente, capace e dignitoso, e quella dignità significa che non accetta di essere forzato: con le maniere brusche si chiude e smette di collaborare.

Qui dentro: le priorità dei primi mesi, il richiamo in un cane che cerca lontano, quanto movimento serve e quali attività lo appagano anche senza caccia.

Sommario

Come si educa un cucciolo di Gordon Setter

Gordon Setter con il pelo bagnato dopo un bagno nel bosco

Il metodo è il rinforzo positivo, e in questa razza non è una preferenza ma una necessità: il Gordon è sensibile, ricorda le esperienze negative e con un conduttore brusco diventa un cane chiuso e lento.

Le priorità dei primi sei mesi sono quattro: la socializzazione ampia, la condotta al guinzaglio (da insegnare quando pesa dieci chili, non trenta), il richiamo e l’abitudine al pettine, perché con quelle frange sarà un appuntamento due volte a settimana per dodici anni.

Sulla ferma vale la regola di tutti i cani da ferma: non si forza nel cucciolo. L’istinto arriva da solo, spesso prima dell’anno, e il lavoro serio comincia dopo.

Il riporto, invece, si può giocare subito con oggetti morbidi e senza mai strappare dalla bocca: sarà la base di tutto quello che farai insieme.

E come per tutte le razze grandi: prima dei dodici-diciotto mesi niente salti, niente corse lunghe su asfalto e niente bicicletta.

Il richiamo e la cerca a distanza

Un setter è selezionato per cercare lontano, molto più lontano di un cane da ferma continentale. Questo è il suo pregio in caccia ed è il suo problema in passeggiata: un Gordon che apre la cerca in un campo può allontanarsi di centinaia di metri senza pensarci.

Il richiamo, quindi, non è un comando fra i tanti: è la condizione perché il cane possa vivere libero in campagna. Si costruisce con premi di altissimo valore, con il fischietto (che si sente più lontano della voce e non tradisce nervosismo) e con la regola d’oro: non chiamarlo mai quando sai che non verrà.

Il Gordon ha però un vantaggio rispetto agli altri setter: è considerato il più attaccato al conduttore. Cerca ampio ma controlla dove sei, e questo lo rende più gestibile per chi non caccia.

Sull’istinto predatorio serve comunque realismo: davanti a un fagiano che si alza il cane parte. In zone con fauna, guinzaglio o longhina, e il lavoro sull’attenzione va avanti tutta la vita.

Che attività fare con un Gordon Setter

Gordon Setter presentato dal conduttore su un prato

Il conto minimo è di due ore al giorno fra movimento e testa. Per un cane costruito per il galoppo, movimento vero significa corsa e terreno vario, non il giro dell’isolato.

Le attività più adatte sono i working test e i field trial per cani da ferma, che riproducono la cerca e il riporto anche senza caccia, il dog trekking, il canicross per chi corre e il nose work per i giorni in cui non si può uscire a lungo.

L’acqua piace alla maggior parte dei soggetti ed è un’attività completa che non carica le articolazioni: per un cane da trenta chili è un vantaggio non da poco.

L’obedience è praticabile perché è un cane intelligente e legato all’uomo, ma va affrontata con leggerezza: la ripetizione insistita, in un cane sensibile, spegne l’entusiasmo.

Quello che conta, come sempre, è la regolarità: due o tre appuntamenti fissi a settimana più le passeggiate lunghe fanno la differenza fra un cane sereno e un cane che si inventa qualcosa da fare in casa.