Storia ed origine del German Longhaired Pointer

Cani d oysel, falconeria e cani d acqua: da dove viene la polivalenza

Lo standard di questa razza contiene una delle spiegazioni più chiare che si trovino sull’origine di un cane da caccia polivalente: nel sangue del Langhaar si accumula l’eredità dei cani d’oysel, dei cani usati per la caccia al falcone, dei cani d’acqua e dei segugi. Quattro mondi in un cane.

Qui dentro: cosa erano quei cani, cosa è successo nel 1879 e nel 1897, e perché il pelo lungo è rimasto nell’ombra dei suoi due fratelli famosi.

Sommario

Quattro origini in un cane

Illustrazione ottocentesca di un cane da ferma tedesco a pelo lungo

I cani d’oysel erano i cani da uccello dell’Europa continentale, quelli che lavoravano con le reti prima che esistessero i fucili. I cani da falconeria servivano a stanare la selvaggina per il falco. I cani d’acqua recuperavano nelle paludi. I segugi portavano il naso e la voce.

Da quella miscela, in Germania, nasce un tipo di cane che sa fare tutto: cercare, fermare, riportare, lavorare in acqua e seguire la traccia di sangue di un capriolo ferito. È l’idea di polivalenza che diventerà il marchio della cinofilia venatoria tedesca, e che oggi riconosciamo nel Kurzhaar, nel Drahthaar e nel Langhaar.

Il pelo lungo, in quel quadro, è la variante più antica: prima che arrivassero i cani da ferma inglesi e le selezioni ottocentesche, il cane da uccello continentale era spesso un cane con le frange, adatto a lavorare nel folto e nell’acqua fredda.

Le focature gialle che lo standard ammette come sporadiche sono il fossile di quella storia: vengono, dice il testo, dall’eredità degli antichi segugi. Un colore che sopravvive dentro una razza da ferma.

Il 1879, il barone von Schorlemer e la razza pura

Il passaggio da tipo di cane a razza ha due date, e lo standard le riporta entrambe. La prima è il 1879: da quell’anno le caratteristiche principali della razza furono fissate tramite un allevamento di selezione per una razza pura.

La seconda è il 1897, quando il barone von Schorlemer compila per la prima volta uno standard e, come dice il testo, pose i fondamenti dell’allevamento attuale come razza pura. È la stessa stagione in cui in tutta Europa nascono i libri genealogici e i club di razza.

Il Novecento, però, non è stato generoso con questo cane. Il Kurzhaar, il pelo corto, è diventato uno dei cani da caccia più diffusi del mondo; il Drahthaar, il pelo duro, ha conquistato i cacciatori di mezza Europa, Italia compresa. Il pelo lungo è rimasto una nicchia, apprezzata da chi lo conosce e ignorata da tutti gli altri.

Il motivo non è la qualità del cane: è che nel Novecento si è cercato il cane più semplice da mantenere e più resistente ai rovi, e il pelo duro rispondeva meglio a quella richiesta. Una questione di manutenzione, non di naso.

Lo standard tedesco in vigore è del 2000, recepito dalla FCI nel 2001. Ed è un testo che, come si vede leggendolo, non ha nessuna intenzione di trasformare questo cane in un cane da esposizione: parla di dentatura completa, di garretti angolati e di qualità del pelo.

QuandoCosa succede
Prima dell’OttocentoIn Germania lavorano i cani d oysel, i cani da falconeria, i cani d acqua e i segugi
L’ereditaDa quella miscela nasce un cane da ferma a pelo lungo polivalente: lo racconta lo standard
1879Le caratteristiche principali vengono fissate con un allevamento di selezione per razza pura
1897Il barone von Schorlemer compila il primo standard e pone le basi dell’allevamento moderno
NovecentoIl pelo corto (Kurzhaar) e il pelo duro (Drahthaar) diventano popolarissimi, il pelo lungo resta di nicchia
2000Lo standard tedesco in vigore, recepito dalla FCI nel 2001
OggiIn Germania e un cane da caccia seguito da un club severo; in Italia 45 cuccioli in dieci anni

Il German Longhaired Pointer in Italia

German Longhaired Pointer marrone al trotto condotto al guinzaglio

In Italia questo cane è quasi invisibile. Fra il 2015 e il 2024 l’ENCI ha registrato in tutto 45 cuccioli, con annate da uno o zero, e c’è un solo affisso attivo, in provincia di Como.

Il confronto interno alla famiglia è spietato: il Drahthaar è una presenza solida fra i cacciatori italiani, il Kurzhaar è diffusissimo, e il pelo lungo si conta sulle dita.

La ragione è la stessa di sempre: i cacciatori italiani hanno adottato le razze che avevano importatori, allevatori e prove di lavoro organizzate sul territorio. Il Langhaar non ha mai avuto quella rete, e senza rete una razza da lavoro non attecchisce.

La buona notizia, per chi se ne innamora, è geografica: la Germania è a poche ore di macchina, il club di razza è attivo e le cucciolate ci sono. Fra le razze rare che compaiono su queste pagine, è una delle poche che si può andare a prendere.