Allevamento del German Hound
Perché in Italia non si trova e cosa fare se lo si vuole
Sul German Hound i numeri italiani sono di una chiarezza brutale: fra il 2015 e il 2024 l’ENCI non ha registrato nemmeno un cucciolo e non esiste un solo affisso. In Italia questa razza non si alleva.
In questa pagina: come funziona l’allevamento in Germania, quanto costa, cosa comporta importarlo e quali alternative valutare prima.
Sommario
Quanto costa e dove si trova
In Germania la razza è seguita da un club che organizza le prove di lavoro previste dallo standard, e le cucciolate vanno quasi tutte a cacciatori della zona. Un cucciolo da allevatore iscritto al club costa indicativamente fra gli 800 e i 1.200 euro.
Il costo vero, per un italiano, è l’importazione: viaggio, documenti sanitari, gabbia omologata e almeno un sopralluogo per vedere i cani e parlare con chi li alleva. Messo tutto insieme, il prezzo del cucciolo diventa la voce meno rilevante.
C’è anche una barriera che non è economica: molti allevatori tedeschi di cani da lavoro non vendono a chi non caccia. Non è snobismo, è coerenza con una selezione che si regge sulle prove: un cane che non lavora non porta dati alla razza.
Il mantenimento, una volta a casa, è quello di un cane da quindici o venti chili: fra i 50 e gli 80 euro al mese, con la toelettatura a zero e gli antiparassitari come voce fissa tutto l’anno.
Le alternative da valutare
Prima di affrontare un’importazione conviene chiedersi cosa si sta cercando, perché in quasi tutti i casi esiste una risposta più semplice e più onesta verso il cane.
Se quello che attira è il tipo di cane (segugio medio-piccolo, socievole, con il naso come motore), il Beagle è la stessa famiglia in una razza che in Italia si trova ovunque, con allevatori seri e cucciolate tutto l’anno.
Se quello che attira è il lavoro, i segugi italiani fanno esattamente lo stesso mestiere sullo stesso tipo di terreno, con secoli di selezione dietro e allevatori con cui si parla al telefono nella propria lingua.
Se invece il richiamo è proprio la Deutsche Bracke, la strada c’è: contattare il club tedesco della razza, mettere in conto mesi di attesa, un viaggio e la disponibilità a spiegare come vivrà il cane. È una razza che merita rispetto, e il rispetto comincia dal non portarla in un contesto che non le somiglia.
Un’ultima nota, la stessa che vale per tutti i cani da lavoro: se ti propongono un cucciolo di German Hound subito disponibile in Italia e con pedigree italiano, chiedi quale libro genealogico lo ha registrato e in che anno. Con zero iscrizioni in dieci anni, la risposta è sempre interessante.

