Allevamento del Gascon Saintongeois
Quanto costa un cucciolo, dove si trova e cosa chiedere
Contrariamente a quasi tutte le razze da muta straniere, il Gascon Saintongeois in Italia si trova: 2.260 cuccioli iscritti all’ENCI fra il 2015 e il 2024 e sette affissi attivi. La particolarità è che il mercato è quello venatorio: si compra dai cacciatori.
In questa pagina: quanto costa, dove sono gli allevamenti, cosa chiedere a chi alleva cani da muta e i numeri anno per anno.
Sommario
Quanto costa un cucciolo di Gascon Saintongeois

Un cucciolo con pedigree costa indicativamente fra i 500 e i 900 euro, e si sale verso i 1.200 per le cucciolate da genitori con prove di lavoro e risultati in caccia. Sono cifre più basse di quelle del mondo del cane di compagnia, e c’è una ragione.
La ragione è che qui si compra un cane da lavoro: l’allevatore è spesso un cacciatore con una muta, i cuccioli nascono per andare a caccia e il prezzo riflette un mercato diverso, dove conta il pedigree di lavoro e non il ring.
Il primo anno costa altri 400-600 euro fra vaccini, microchip, sverminazioni e attrezzatura. Il mantenimento poi sta fra i 70 e i 110 euro al mese: un cane da trenta chili che lavora mangia sul serio.
C’è una voce che in questa razza non si può comprimere e va messa in preventivo: gli antiparassitari. Un cane che vive nel sottobosco è esposto a zecche tutto l’anno e, nel centro-sud, ai flebotomi della leishmaniosi. Qui la profilassi è dodici mesi su dodici.
Sulla toelettatura, invece, la spesa è zero: pelo corto, una spazzolata a settimana. L’unico impegno quotidiano sono le orecchie.
Cosa chiedere a un allevatore di cani da muta

Le domande giuste, in un mondo di cani da lavoro, sono diverse da quelle che si fanno per un cane di famiglia. La prima è la più semplice: cosa fanno i genitori, e con quali risultati.
Le prove di lavoro sono la valuta di questo ambiente: un allevatore serio le fa e le racconta. Se il cane ti serve per la caccia, chiedere su quale selvaggina lavora la linea (lepre, cinghiale, capriolo) è la domanda che determina tutto.
Sulla salute: chiedere se le lastre delle anche sono state fatte (non tutti le fanno nel mondo venatorio, ma chi le fa è un segnale) e come gestiscono le orecchie, che in questa razza sono il punto critico.
Su come sono cresciuti: un cucciolo che fino a sei mesi ha visto solo il recinto parte in svantaggio, anche in caccia. I cuccioli che escono, sentono rumori, salgono in macchina e incontrano gente diventano cani migliori, e questo vale sia per il bosco sia per la casa.
E una domanda che è giusto fare, senza timore di essere sgradevoli: cosa succede al cane se non funziona in caccia. La risposta racconta molto della persona che hai davanti, e in un ambiente dove i cani non adatti sono un tema reale è la cosa più utile che puoi sapere.
Il Gascon Saintongeois in Italia: i numeri dell’ENCI
Fra il 2015 e il 2024 l’ENCI ha iscritto 2.260 cuccioli di Gascon Saintongeois: 194 nel 2015, poi 185, 252, 246, 206, 240, 234, 257 nel 2022, 241 e 205 nel 2024. È una delle curve più stabili che si trovino: oltre duecento cuccioli l’anno per dieci anni di fila.
Per dare la misura, sono numeri superiori a quelli di molte razze considerate popolari, e incomparabilmente più alti di quelli di altri segugi stranieri: il Foxhound Inglese, nello stesso decennio, è arrivato a diciannove cuccioli.
Gli affissi attivi sono sette e disegnano bene la geografia venatoria italiana: L’Aquila in Abruzzo, Cosenza in Calabria, Piacenza in Emilia Romagna, Rieti nel Lazio, Brescia in Lombardia e due in Umbria, a Perugia e Terni.
Il consiglio pratico è quello di sempre, con una precisazione per questa razza: non fermarsi al primo annuncio e cercare la muta giusta. In un cane da lavoro, la linea di sangue e il modo in cui lavora il gruppo di provenienza contano più di qualunque altra cosa.

