Addestramento ed educazione del Finnish Hound

Come si lavora con un segugio che lo standard definisce indipendente

Il Finnish Hound è un cane facile di carattere: calmo, amichevole e senza spigoli. Ed è un cane difficile su una cosa, che sta scritta nella sua utilizzazione: lavora indipendente.

In questa pagina: come impostare i primi mesi, come si costruisce il richiamo in un segugio autonomo e quali attività funzionano se non si va a caccia.

Sommario

Come si educa un cucciolo di Finnish Hound

Segugio Finlandese tricolore al guinzaglio, di profilo

Il cucciolo è socievole e tranquillo: la convivenza non pone problemi. La cosa da costruire, prima che il naso prenda il comando, è il contatto: l’abitudine a guardarti e a tornare a controllare dove sei.

Si allena camminando in posti sempre nuovi e pagando ogni rientro spontaneo. In un segugio è l’investimento più importante che si possa fare, perché è l’unica cosa che resta quando arriva la prima pista fresca della sua vita.

Il richiamo si costruisce in ordine crescente di difficoltà e non si spreca: mai chiamare il cane quando sai che non tornerà, perché ogni richiamo ignorato insegna che è facoltativo. Meglio andarlo a prendere e ricominciare più vicino.

La socializzazione è semplice, perché il carattere di base è amichevole e lo standard squalifica timidezza e aggressività: bastano città, rumori, persone, altri cani e superfici diverse nei mesi giusti.

Sulla voce conviene lavorare presto, non per azzerarla (è un tratto di razza) ma per darle un contesto: si insegna che dopo l’avviso il turno è finito, e si evita di rinforzarla urlando.

Il naso, la voce e la libertà controllata

Un Finnish Hound su una traccia fresca non ti sente. Lo standard usa la parola indipendente e la formula versatile inseguitore: è un cane selezionato per seguire una pista per ore, da solo, prendendo decisioni.

Le regole pratiche sono tre e valgono per tutti i segugi. La libertà si concede in posti recintati o in contesti dove sai di poterlo gestire, mai lungo una strada. La longhina da cinque o dieci metri è l’attrezzo che gli dà naso e movimento senza perderlo. Il GPS, o almeno una medaglietta con il numero, è buon senso in un cane che può fare chilometri dietro a un odore.

La voce risonante di cui parla lo standard è la sua radio: informa il cacciatore. In una villetta con vicini si gestisce, in un condominio va messo nel conto prima di prendere il cane.

Il modo intelligente di lavorare con un cane così è dargli il naso tu: tracce preparate, ricerche di oggetti, giochi di fiuto ogni settimana. Un cane a cui le cose interessanti arrivano dalle tue mani è un cane che ti considera, e sul richiamo la differenza si sente.

Che attività fare con un Finnish Hound

Se cacci, il programma lo conosci: lepre e volpe, cerca e voce. Se non cacci, servono attività che usino la stessa testa e le stesse gambe, perché questo è un cane costruito per lavorare per ore.

Le migliori sono il mantrailing, che è ricerca di persone su traccia individuale ed è la cosa più vicina al suo mestiere, il nose work, che si può fare anche in casa, le tracce preparate in campagna e il dog trekking: un Finnish Hound cammina con qualunque tempo e a fine giornata dorme come un sasso.

Nelle giornate impossibili l’attivazione mentale (tappeti olfattivi, ricerche in casa, giochi col cibo) tiene occupata la testa in venti minuti, che in un segugio valgono più di mezz’ora di guinzaglio.

Cosa evitare: i lanci ripetitivi della pallina, lo sport a impatto alto nel primo anno e l’inattività, che in un segugio produce abbaio e buche in giardino. Il conto minimo, per un Finnish Hound che non caccia, è un’ora e mezza al giorno fra movimento e naso.