Allevamento dell’Erdélyi Kopó

Centoventisei cuccioli in nove anni in Italia, e un solo allevamento

In Italia questa razza c’è: 126 cuccioli iscritti al libro genealogico in nove anni. Ma gli allevamenti con affisso sono uno, e nel mondo nascono 80-90 cuccioli l’anno.

In questa pagina: quanto costa, dove si cerca, la domanda sulla parentela che in questa razza viene prima di tutto e cosa guardare in una cucciolata.

Sommario

Quanto costa un cucciolo di Erdélyi Kopó

In Italia un cucciolo con pedigree costa indicativamente fra gli 800 e i 1.200 euro; in Ungheria, dove nasce la maggior parte dei cuccioli, i prezzi sono simili o leggermente più bassi.

I numeri italiani, secondo le API dell’ENCI sul codice 241, sono 126 cuccioli in nove anni: 19 nel 2015, 17 nel 2016, 30 nel 2017, 18 nel 2018, 22 nel 2019, poi il calo con 5 nel 2020, 9 nel 2021, zero nel 2022 e 6 nel 2023. L’unico affisso registrato è in provincia di Cosenza.

Le spese successive sono quelle di un cane da lavoro di taglia grande: fra 700 e 1.000 euro il primo anno tra vaccinazioni, microchip, sverminazioni ed eventuale sterilizzazione, e 90-130 euro al mese di mantenimento.

La toelettatura non è una voce di spesa: pelo corto e ruvido, una spazzolata a settimana e basta.

C’è invece una spesa che in questa razza non è opzionale: il recinto. Un segugio selezionato per lavorare a chilometri di distanza, se trova un varco, se ne va. Chi non ha una recinzione seria la deve mettere in conto prima del cucciolo, non dopo.

VoceQuantoNote
Cucciolo in Italia800-1.200 euroUn solo affisso, in Calabria
Cucciolo in Ungheria700-1.200 euroÈ il paese della razza, col club storico
Dove si cercaUngheria e RomaniaLe due popolazioni vere
AttesaMesi80-90 cuccioli l’anno in tutto il mondo
Primo anno700-1.000 euroVaccini, microchip, sverminazioni, sterilizzazione
Mantenimento al mese90-130 euroUn cane da 25-30 kg che lavora
ToelettaturaQuasi zeroPelo corto e ruvido: una spazzolata a settimana
RecintoSpesa obbligataUn segugio che caccia a chilometri di distanza non si trattiene

Dove si trova un cucciolo, e cosa chiedere

Erdélyi Kopó nero focato con collare e calze bianche in stand di profilo

Le strade sono tre: l’unico allevamento italiano, l’Ungheria e la Romania. In tutti i casi si passa da chi conosce le linee.

La prima domanda è la parentela fra i genitori. La popolazione moderna della razza discende da poche decine di cani ritrovati dopo il 1968: la base genetica è ristretta e un allevatore serio lo sa e lo dice. Chiedi il pedigree su quattro o cinque generazioni.

La seconda riguarda il lavoro. La razza è riconosciuta dalla FCI con prova di lavoro: chiedere se i genitori cacciano e con quali risultati dice molto su cosa aspettarsi dal cucciolo.

La terza riguarda la salute. Non ci sono malattie ereditarie specifiche documentate nella razza, quindi non ci sono test del DNA da pretendere; ci sono però i controlli sensati per un cane da lavoro di venticinque o trenta chili, a partire dalle radiografie dell’anca.

La quarta riguarda la gestione: dove vivono i cani adulti, come sono recintati, quanto lavorano. In una razza da caccia questo racconta l’allevamento meglio di qualunque brochure.

E la quinta è una domanda da fare a se stessi prima che all’allevatore: cosa farà questo cane nella tua vita. Un kopó senza lavoro è un cane che scava, abbaia e cerca la via d’uscita.

Cosa guardare in una cucciolata

Il primo controllo è il colore, con lo standard in mano: base nera, le due macchie focate sopra gli occhi – che devono esserci sempre – e le focature su muso e arti, nettamente demarcate. Il bianco è ammesso su lista, collare, petto e piedi, ma su più di un quinto del corpo è indesiderabile.

Il secondo è il pelo: corto, dritto, denso e ruvido al tatto, con il sottopelo. Il pelo morbido, ondulato o scarso è un difetto squalificante, e in un cucciolo la texture si sente già con la mano.

Il terzo sono le orecchie: attaccate a media altezza, non pesanti, aderenti alle guance. Lo standard dà anche la misura: tirati in avanti i padiglioni coprono gli occhi ma normalmente non vanno oltre. Orecchie leggere, da terrier o da levriero, squalificano.

Il quarto è la struttura: cucciolo solido, con il torace che si sta formando largo e non stretto. Lo standard vuole un atleta, non un cane fine.

Il quinto è il comportamento: cuccioli che si avvicinano, curiosi e tranquilli. Il carattere di base della razza è tranquillo ed equilibrato, e un cucciolo isterico o terrorizzato non è tipico.

Il sesto è il posto: cresciuti all’aperto, con accesso a terra ed erba, abituati ai rumori. In un segugio le prime settimane fuori valgono mesi.

E il settimo sono le carte: pedigree, microchip, vaccinazioni, e i risultati delle prove dei genitori se ci sono.