Addestramento ed educazione dell’Epagneul Breton
Un cane che vuole imparare e che ha bisogno di lavorare
Lo standard dell’Epagneul Breton elenca fra le sue qualità l’attitudine all’addestramento, e chi ci lavora conferma: è uno dei cani da ferma più facili da educare. Il problema non è insegnargli le cose, è dargli abbastanza da fare. In questa pagina trovi entrambe le facce.
Sommario
Come si educa un Epagneul Breton
Fra le qualità che lo standard elenca ce n’è una che riguarda direttamente chi porta a casa il cucciolo: l’attitudine all’addestramento. Il Breton impara in fretta e collabora volentieri.
Funzionano il cibo, il gioco e soprattutto il rapporto: è un cane che lavora per la sua persona. Le sessioni vanno tenute corte e allegre, perché è sveglio e si annoia con le ripetizioni.
I metodi duri sono da evitare: è un cane sensibile, e la severità produce un soggetto che si spegne o che si agita. Con la voce calma si ottiene tutto.
La cosa più importante da costruire presto è il richiamo. È un cane da ferma con un naso eccellente: quando trova una pista, la testa va lì. Non è disobbedienza, è mestiere, e va allenato prima che il cucciolo diventi un adolescente.
Il secondo tema è la gestione dell’eccitazione. Il Breton si accende in fretta e il lavoro vero, come in tutti i cani sportivi, è insegnargli a spegnersi: aspettare, stare fermo, gestire la frustrazione.
Un errore molto comune con questa razza è sottovalutarla proprio perché è facile: un cane che impara da solo impara anche le cose sbagliate, quindi le regole vanno date dal primo giorno.
Quanto movimento serve
Questo è il capitolo che decide se la convivenza con un Epagneul Breton funziona o no.
Lo standard lo definisce precoce nel rivelare la sua passione venatoria, e significa che a sei o sette mesi il cane vuole già andare a cercare. Quell’energia non sparisce e non si spegne con l’età: è la razza.
Il fabbisogno realistico è di almeno due ore al giorno fra movimento vero e attività, tutti i giorni. Non basta il giardino, e non basta la passeggiata al guinzaglio intorno all’isolato.
Chi caccia risolve il problema da sé: nella stagione venatoria il cane è appagato. Il periodo critico è il resto dell’anno, ed è lì che molti Breton diventano ingestibili in casa.
Chi non caccia deve sostituire quel lavoro con qualcos’altro, e la strada più efficace è il naso: mantrailing, nose work, ricerca olfattiva. Stancano molto più di una corsa e usano esattamente quello per cui il cane è stato selezionato.
Un segnale a cui prestare attenzione: un Breton che distrugge, che abbaia o che non si calma mai la sera non è un cane con un problema caratteriale. È un cane a cui manca il lavoro, e la domanda giusta non è cosa c’è che non va in lui ma cosa gli è mancato oggi.
Che attività fare con un Epagneul Breton

Lo standard classifica la razza con prova di lavoro, e le sue qualità elencate nel documento sono una lista della spesa per chi cerca uno sport: cerca, fiuto, ferma, riporto.
L’attività per cui è nato è la caccia, con la sua versatilità su tutte le selvaggine e tutti i terreni. Chi caccia ha nel Breton uno dei cani più completi che esistano.
Chi non caccia può lavorare sulle stesse capacità in altri modi. I working test e le prove di riporto per cani da ferma permettono di esprimere il lato naturale della razza senza sparare un colpo.
Le discipline di naso sono la strada migliore in assoluto: mantrailing, nose work e ricerca olfattiva impegnano la testa e stancano.
L’agility gli calza perfettamente: è leggero, veloce, agile e collaborativo, e nella categoria medium se la cava benissimo. Funziona anche l’obedience, che sfrutta la sua voglia di lavorare con la persona.
Il dog trekking è l’attività quotidiana migliore per chi ha poco tempo per gli sport organizzati: è un cane costruito per camminare per ore.
Sul mantello, infine, la buona notizia: il pelo è fine e corto, non si annoda e non si toeletta. Bastano una spazzolata a settimana e il controllo delle orecchie, che in un cane che entra nei rovi è la vera manutenzione.

