Addestramento ed educazione del Drahthaar

Come si lavora con un cane da caccia polivalente e sensibile

Il Drahthaar impara con una facilità che sorprende, perché centoventi anni di selezione sulle prove hanno premiato i cani che collaborano. La parte difficile non è insegnargli le cose: è dargli un lavoro abbastanza serio da riempirgli la testa.

In questa pagina: come impostare i primi mesi, come si costruiscono ferma e riporto, e cosa fare con un Drahthaar se non si va a caccia.

Sommario

Come si educa un cucciolo di Drahthaar

Cucciolo di Drahthaar sdraiato sull'erba

Il cucciolo di Drahthaar è sveglio, robusto e già molto orientato all’uomo. Le priorità dei primi mesi sono tre e vanno in quest’ordine: socializzazione, abitudine ai rumori e contatto.

La socializzazione fra le otto e le sedici settimane è la solita, ma qui c’è un capitolo in più: l’abitudine ai rumori forti. In una razza dove la paura dello sparo è motivo di squalifica, l’esposizione graduale a rumori sempre più intensi (associati a cose bellissime, tipo il cibo) è un investimento che si fa una volta e vale per la vita.

Il contatto è l’altra cosa da costruire: il cucciolo deve prendere l’abitudine di guardarti e di tornare a controllare dove sei. Si allena camminando in posti nuovi e pagando ogni rientro spontaneo. Su un cane da caccia con questo naso, il contatto è quello che ti resta quando il selvatico si alza.

Sull’obbedienza serve mano leggera. È un cane sensibile: capisce in fretta e i modi bruschi lo bloccano invece di correggerlo. Sessioni brevi, chiare e allegre, con il rinforzo positivo, e regole sempre le stesse per tutta la famiglia.

Sulla crescita fisica: è un cane grande, e nel primo anno vanno evitati salti ripetuti, scale a rotta di collo e corse dietro alla bicicletta. Il lavoro vero comincia quando il cane è formato, e in questa razza conviene aspettare.

Ferma, riporto e acqua: come si costruisce il lavoro

Cane da ferma tedesco a pelo duro che consegna il riporto nella mano del conduttore

Nel Drahthaar la ferma e il riporto sono istinti, non esercizi da creare dal nulla. Il lavoro del conduttore è incanalarli: dare regole a qualcosa che il cane farebbe comunque, e nell’ordine giusto.

Si parte dal riporto, perché è la base di tutto: oggetti piccoli in casa, poi il dummy in giardino, poi su terreno vario. L’obiettivo non è la distanza ma la consegna in mano, senza masticare. Un Drahthaar che consegna bene a otto mesi è un cane che a due anni recupera un’anatra in un canneto.

L’acqua non si impone mai. Si sfrutta la curiosità, si entra insieme, si usa un compagno più esperto se c’è. Un cucciolo che entra in acqua da solo dietro a un dummy diventa un cane che nuota per tutta la vita; uno spinto dentro a forza impara a diffidare.

La ferma arriva da sola sul selvatico e non va rovinata: niente giochi in cui il cane inseguе uccelli, niente richiami urlati quando è in ferma. Chi vuole fare le cose per bene si appoggia a un addestratore di cani da ferma nel primo anno: sono due o tre sedute che cambiano la carriera del cane.

Per chi caccia, il percorso naturale sono le prove di lavoro: in Germania sono obbligatorie per la riproduzione, in Italia sono un ottimo modo di misurare il proprio cane e di conoscere gente che ne sa più di te.

Cosa fare con un Drahthaar se non vai a caccia

Due cuccioli che giocano sulla neve, uno dei quali un Drahthaar

Si può fare, ma va progettato. Questo cane ha un motore da cane da lavoro e una testa che chiede compiti: se la giornata è vuota, se li inventa, e le sue idee prevedono scavi, masticature e abbai.

Le attività che funzionano meglio sono quelle che somigliano al suo mestiere. La pista di sangue su tracce artificiali è la più vicina di tutte, e in Italia ha corsi e prove. Il mantrailing e il nose work danno lavoro al naso, che è la parte di lui che si stanca. Il lavoro con i dummy e i giochi di riporto strutturato tengono in piedi l’istinto senza bisogno di un fucile.

Sul fronte fisico va bene tutto quello che è resistenza: dog trekking, lunghe camminate, corsa, nuoto. Va meno bene lo sport a impatto alto in giovane età, e vanno evitati i lanci ripetitivi della pallina, che in un cane così eccitabile creano dipendenza e sovreccitazione.

Il conto minimo, per un Drahthaar che non caccia, è due ore al giorno fra movimento e testa, tutti i giorni, anche quando piove. Chi non può garantirlo farà un torto al cane, e il cane lo restituirà con gli interessi.

Se rientri a casa e trovi il disastro, la domanda giusta non è cosa c’è che non va in lui, ma cosa gli è mancato oggi.

Le attività adatte al Drahthaar

Se cerchi un elenco pratico da cui partire: pista di sangue su tracce artificiali, mantrailing, nose work, lavoro coi dummy, dog trekking e nuoto. Sono tutte attività in cui il Drahthaar parte con un vantaggio enorme rispetto alla media dei cani, perché usano quello per cui è stato costruito.