Carattere e descrizione del Dogo Argentino
Misure, il bianco e la regola della macchia, il carattere e il test dell’udito
Il Dogo Argentino è un cane da caccia grossa costruito per essere silenzioso, atletico e coraggioso, e il suo standard contiene due frasi da leggere prima di tutto il resto. Qui trovi le misure, la regola precisa sul bianco, il carattere parola per parola e il capitolo salute sulla sordità congenita, che in questa razza è il tema numero uno.
Sommario
Il Dogo Argentino in breve
Misura 60-68 centimetri nei maschi, con un’altezza ideale indicata in 64-65, per 40-45 chili. Lo standard lo descrive come un cane atletico la cui potenza sta in contrasto con la sua espressione amichevole e mansueta, ed è netto su due punti: deve essere silenzioso, senza alcun latrato sulla traccia, e non deve mai essere aggressivo con gli esseri umani, caratteristica che sarà valutata severamente. Il mantello è interamente bianco, con al massimo una macchia scura sul cranio. Vive 10-12 anni. In Italia le iscrizioni sono crollate del 68% in otto anni.
Quanto è grande un Dogo Argentino

Le misure sono 60-68 centimetri nei maschi e 60-65 nelle femmine, ma lo standard fa una cosa insolita: indica anche un’altezza ideale, 64-65 centimetri per i maschi e 62-64 per le femmine. Il peso sta fra i 40 e i 45 chili.
Il punto importante è che questo non è un molossoide pesante. La descrizione generale parla di un cane atletico, mesomorfo, normotipo, dalle proporzioni armoniche, con una muscolatura potente ma agile. Chi si aspetta un cane massiccio e statico ha in mente un’altra razza.
E c’è una frase che è il ritratto della razza: il suo aspetto dà la sensazione di potenza, energia e forza in contrasto con la sua espressione amichevole e mansueta. Quella contraddizione apparente è esattamente ciò che il suo creatore cercava, come raccontiamo nella pagina sulla storia.
Il pelo è corto e liscio, lungo uno e mezzo o due centimetri, con densità che varia col clima. Non chiede nulla, ma sotto un pelo così corto e bianco la pelle è esposta: è un cane che si scotta al sole, e nelle ore centrali d’estate va gestito.
Il bianco del Dogo Argentino e la regola della macchia
Il colore è interamente bianco, e su questo lo standard è preciso al punto da quantificare. È ammessa una sola macchia nera o scura, e deve stare sul cranio: può essere anche su un orecchio o intorno agli occhi.

La dimensione ha un limite numerico: la macchia non deve superare il dieci per cento della grandezza della testa. E poi c’è la frase che chiude il discorso e che dice tutto sulla filosofia della razza: fra due esemplari nelle medesime condizioni, si dovrà optare per l’esemplare più bianco.
Quel bianco assoluto non è una scelta estetica: è il punto di partenza del progetto. Il creatore della razza selezionava esemplari totalmente bianchi fin dall’inizio, per una ragione pratica di caccia, cioè poter distinguere il proprio cane dalla preda nella boscaglia.
Ha però un prezzo, e va conosciuto prima di innamorarsi delle foto: gli stessi geni che danno il mantello bianco sono legati alla sordità congenita, di cui parliamo nel capitolo sulla salute. È la ragione per cui, in questa razza, il test dell’udito non è un optional.
Il carattere del Dogo Argentino

Lo standard descrive il temperamento in poche righe e ne contiene due che meritano di essere lette con attenzione, perché sono il cuore di questa razza e vengono spesso ignorate.
La prima: deve essere silenzioso, nessun latrato sulla traccia. È una richiesta che viene direttamente dalla caccia: un cane che abbaia dietro a un cinghiale avvisa la preda. Ne deriva un cane che, nella vita di casa, abbaia pochissimo, il che è una notizia buona e cattiva insieme: non ti avvisa quasi mai.
La seconda è quella che conta di più: non deve mai essere aggressivo con gli esseri umani, caratteristica che sarà valutata severamente. È rarissimo che uno standard FCI usi una formula così dura, e non è un caso: questa razza nasce da cani da combattimento, e il suo creatore ha selezionato deliberatamente contro quella caratteristica. Lo standard, ancora oggi, lo mette nero su bianco.
Il resto della descrizione è quello di un cane da caccia: fine olfatto, scattante, agile, forte, rustico e soprattutto coraggioso. E una riga sulla relazione: deve interagire con il suo padrone senza condizionamenti o riserve.
Nella pratica il Dogo è un cane allegro e affettuoso in famiglia, molto legato alla sua gente, con una soglia alta e una fisicità notevole. Con gli altri cani, però, la competitività fra maschi è reale e va gestita: è l’eredità che si porta dietro dalla sua origine, e conviene essere onesti su questo punto.
Il test dell’udito: perché in questa razza serve
Questo è il capitolo che decide la qualità di un allevamento di Dogo Argentino, e conviene conoscerlo bene. I geni che danno il mantello bianco riducono la presenza di cellule pigmentate anche in una struttura dell’orecchio interno, e questo può causare sordità congenita.

I numeri aiutano a capire le proporzioni. Uno studio pubblicato nel 2021 su Veterinary Record, condotto su 811 Dogo Argentino testati con la metodica BAER, ha trovato il 74,2% di cani udenti da entrambe le orecchie, il 20,4% sordo da un orecchio solo e il 5,4% sordo da entrambe.
Lo stesso studio aggiunge però una precisazione tecnica importante: correggendo il dato per il fatto che i cani testati provenivano dalle stesse cucciolate, la stima di prevalenza scende all’1,6%. In altre parole la sordità si concentra in alcune linee invece di essere distribuita a caso, ed è esattamente il motivo per cui la selezione funziona.
Il punto pratico, per chi compra un cucciolo, è questo: un cane sordo da un solo orecchio si comporta quasi normalmente, e a occhio non te ne accorgi. L’unico modo per saperlo è il test BAER, che si fa sul singolo cucciolo. Un allevatore serio lo fa su tutta la cucciolata e ti mostra il risultato del tuo cane.
Un cane sordo da un orecchio può vivere benissimo; uno sordo da entrambe richiede una gestione molto diversa, con comunicazione a segni e una sicurezza costante fuori casa. In nessuno dei due casi è un cane da scartare: è un cane da conoscere prima, e da non usare in riproduzione.
A chi è adatto il Dogo Argentino
È il cane giusto per chi ha esperienza, spazio e voglia di fare attività fisica vera: è un cane da caccia grossa, non un molossoide da divano, e ha bisogno di muoversi ogni giorno. In famiglia è affettuoso, allegro e sorprendentemente dolce, e il suo standard è uno dei pochi a mettere per iscritto il divieto di aggressività verso le persone.
Non è il cane giusto per chi è al primo cane. Non lo è per l’appartamento in città senza sfoghi. E non lo è per chi non ha messo in conto la gestione con gli altri cani, che in questa razza richiede attenzione, soprattutto fra maschi.
Due cose pratiche in più. La prima: se viaggi, informati prima, perché in alcuni paesi, fra cui il Regno Unito, questa razza è vietata. La seconda: chiedi il test dell’udito prima di firmare, sempre.

