Allevamento del Dogo Argentino

Quanto costa un cucciolo, i 34 affissi italiani e il test che non si salta

Il Dogo Argentino in Italia è passato da razza molto diffusa a razza in forte calo: dai 1.481 cuccioli del 2016 ai 375 del 2024. Gli allevamenti con affisso ENCI sono 34. Qui trovi i prezzi, i numeri e il controllo che su questa razza non si salta mai.

Sommario

Quanto costa un cucciolo di Dogo Argentino

Dogo Argentino presentato in ring

Un cucciolo con pedigree ENCI, genitori radiografati e test dell’udito fatto costa fra i 900 e i 1.500 euro. È una forbice onesta per un cane di taglia grande, e la voce che la giustifica è proprio l’ultima.

DovePrezzo indicativoCosa comprende
Allevamento con affisso ENCI900-1.500 euroPedigree, vaccinazioni, microchip, anca dei genitori e soprattutto il test BAER dell’udito
Annunci senza pedigreeanche 400-600 euroIl risparmio salta quasi sempre proprio il test dell’udito, che è la cosa più importante
Se viaggida verificare primaIn alcuni paesi, fra cui il Regno Unito, questa razza è vietata: informarsi prima di partire

Quando il prezzo scende sotto quella soglia, quasi sempre è saltato qualcosa, e in questa razza quel qualcosa è il test BAER. È un esame che si fa in poche cliniche, costa poco rispetto al valore di un cucciolo, e distingue in modo netto chi seleziona da chi produce.

C’è anche un aspetto da conoscere se viaggi: in alcuni paesi, fra cui il Regno Unito, il Dogo Argentino è fra le razze vietate. In Italia non esiste nulla del genere, perché la vecchia lista delle razze considerate pericolose è stata abolita nel 2009 e la normativa responsabilizza il proprietario, ma se porti il cane all’estero conviene informarsi prima di partire.

Regione per regione

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I numeri italiani, e cosa raccontano

La curva di questa razza in Italia è una delle più nette che abbiamo visto: -68% fra il picco del 2016 e il 2024, con una discesa costante anno dopo anno.

Dogo Argentino bianco al guinzaglio in esposizione
AnnoCuccioli iscritti in Italia
20151.184
20161.481 (il picco)
20171.106
2018917
2019737
2020736
2021561
2022489
2023463
2024375 (il minimo)

Una discesa così, dopo anni di grande diffusione, di solito significa una cosa sola: la moda è finita. E per una razza impegnativa come questa non è affatto una cattiva notizia, perché le fasi di grande domanda sono quelle in cui si moltiplicano le cucciolate fatte senza criterio.

Chi la sceglie oggi ha comunque una buona base fra cui scegliere: 34 allevamenti con affisso, sette in Lombardia, sei in Emilia Romagna, cinque nel Lazio e cinque in Sicilia.

Cosa chiedere prima di firmare

La lista è corta e il primo punto viene prima di tutto il resto: il test BAER dell’udito sul cucciolo che stai prendendo. Non sulla cucciolata in generale, non sui genitori: sul tuo cane. È l’unico modo per sapere se sente da entrambe le orecchie, perché un cane sordo da un lato solo si comporta quasi normalmente.

Il secondo è la radiografia ufficiale dell’anca di entrambi i genitori, come in ogni cane di taglia grande.

Poi ci sono le domande sul carattere, che in questa razza contano molto: chiedi di vedere la madre e osserva come si comporta con te, che sei uno sconosciuto. Lo standard chiede espressamente che questo cane non sia mai aggressivo con gli esseri umani, ed è una caratteristica che si trasmette: un riproduttore che non si può avvicinare è un cane che non dovrebbe riprodursi.

Infine le domande di sempre: come sono cresciuti nelle prime otto settimane, quante persone hanno incontrato e cosa succede se fra due anni non puoi più tenerlo. Con quarantacinque chili di cane, l’ultima non è una domanda teorica.