Storia ed origine del Collie a Pelo Corto
La stessa storia del collie di Lassie, con un altro mantello
La storia del Collie a Pelo Corto è la stessa del collie a pelo lungo: cani da pastore delle Highlands scozzesi, la moda lanciata dalla regina Vittoria e poi due strade diverse a seconda del paese. In questa pagina trovi da dove vengono i collie, perché in America sono una razza sola e in Europa due, e i numeri italiani di oggi.
Sommario
Da dove viene il Collie a Pelo Corto

Dalle Highlands scozzesi, dove i collie erano i cani dei pastori: cani da conduzione di pecore, resistenti, sobri e con il doppio pelo per stare fuori tutto l’anno.
Nelle popolazioni di cani da lavoro il pelo non era un criterio di selezione: nella stessa zona, e spesso nella stessa cucciolata, nascevano cani a pelo lungo e cani a pelo corto. Contava che lavorassero.
La svolta arriva con la regina Vittoria, che nell’Ottocento si innamorò dei collie durante i soggiorni a Balmoral, in Scozia, e ne portò alcuni a corte. Da quel momento il collie smise di essere un cane da pastore e diventò un cane di moda: le esposizioni, l’aristocrazia, i ritratti.
Nel giro di pochi decenni la selezione si divise in due direzioni: il pelo lungo, più spettacolare, prese la scena e diventò il collie per definizione; il pelo corto, meno vistoso, rimase una nicchia per appassionati.
C’è un dettaglio che spiega perché oggi il pelo corto è raro: quando una razza diventa famosa, la fama va a un solo tipo. Il collie a pelo lungo ha avuto Lassie, i libri, i film e le serie televisive; il pelo corto no.
Sul lavoro, però, il pelo corto ha mantenuto qualcosa in più. In Gran Bretagna gli allevatori dicono che è rimasto un cane un po’ più asciutto e un po’ più reattivo del cugino, perché è stato meno esposto alle pressioni delle esposizioni.
La classificazione FCI lo tiene nel Gruppo 1, i cani da pastore, con l’utilizzazione dichiarata: cane da pastore. Anche se nessuno lo usa più per le pecore, sulla carta è quello che è.
Una razza o due? Dipende dal paese

Questa è la parte che confonde tutti, ed è utile saperla prima di leggere articoli stranieri o di cercare un cucciolo all’estero: il collie a pelo corto e quello a pelo lungo sono due razze o due varietà a seconda del paese.
Per la FCI sono due razze con due standard: il 296 (pelo corto) e il 156 (pelo lungo). In Italia, quindi, sono due razze distinte con due libri separati.
Nel Regno Unito la separazione è arrivata nel 1979, quando il Kennel Club ha assegnato al pelo corto i primi challenge certificate come razza a sé. Prima erano una varietà.
Negli Stati Uniti e in Canada sono ancora oggi due varietà della stessa razza: si chiamano entrambe Collie, e i due tipi possono nascere nella stessa cucciolata.
Questo ha una conseguenza pratica da conoscere: un cucciolo a pelo corto nato negli Stati Uniti può avere genitori a pelo lungo, e viceversa. In Europa, invece, gli allevamenti lavorano su popolazioni separate.
Chi va a cercare informazioni in inglese trova quindi tre nomi: Smooth Collie (pelo corto), Rough Collie (pelo lungo) e semplicemente Collie, che in America comprende tutti e due.
Sul piano pratico la cosa importante è un’altra, e riguarda la salute: essendo la stessa popolazione, il pelo corto ha gli stessi problemi genetici del pelo lungo, MDR1 e CEA compresi. I test da chiedere sono identici.
Il Collie a Pelo Corto oggi, e i numeri italiani

Oggi è una razza rara quasi ovunque, e in Italia i numeri lo dicono chiaramente: 122 cuccioli in dieci anni e tre affissi dedicati.
Il dato più interessante è che lo standard FCI oggi in vigore è recentissimo: originale del 27 luglio 2021, pubblicato dalla FCI il 15 settembre 2021. È uno degli standard più nuovi di tutta la nomenclatura, e questo racconta una razza che i club britannici stanno ancora curando.
In Italia le nascite oscillano molto: un cucciolo nel 2015, ventuno nel 2016, venticinque nel 2022 e diciassette nel 2024. È il tipico andamento di una razza che dipende da poche cucciolate.
Gli affissi sono tre: due in Lombardia e uno in Toscana. Per chi vive al centro-sud vuol dire mettere in conto un viaggio, o guardare al Nord Europa, dove la razza è più diffusa (in Finlandia e in Svezia in particolare).
Il paradosso di questa razza è che ha tutto quello che il pubblico cerca oggi: taglia media, carattere dolce, ottimo con i bambini, sano se testato e con una manutenzione del pelo minima. Se resta rara è solo perché è meno spettacolare del cugino a pelo lungo.
Ha senso ricordare una cosa a chi lo sceglie: al parco nessuno lo riconoscerà. Verrà chiamato meticcio, incrocio di pastore, cane da caccia. Fa parte del pacchetto.
E conviene ricordarne un’altra a chi cerca un cucciolo: con tre affissi in tutta Italia, la cosa più utile che puoi fare è contattarli tutti, chiedere i test MDR1 e CEA e aspettare la cucciolata giusta.

