Allevamento del Collie a Pelo Corto
Quanto costa un cucciolo e quali test pretendere
In Italia il Collie a Pelo Corto è una razza rara: 122 cuccioli iscritti in dieci anni e tre affissi dedicati. In questa pagina trovi quanto costa un cucciolo, quali test devono avere i genitori (in questa razza sono due e non si discutono) e i numeri veri delle iscrizioni ENCI.
Sommario
Quanto costa un cucciolo di Collie a Pelo Corto
La stima realistica per un cucciolo con pedigree ENCI è fra i 1.000 e i 1.800 euro, da un allevamento che fa i test.

In questa razza il prezzo non è gonfiato dalla moda: con tre affissi in tutta Italia e una dozzina di cuccioli l’anno, il mercato è fatto di appassionati.
Il mantenimento è quello di un cane da 25 chili: fra i 60 e i 100 euro al mese fra cibo, antiparassitari e veterinario.
La voce che in questa razza vale zero è il toelettatore: lo standard vuole il pelo non toelettato, quindi bastano una spazzola e un po’ di pazienza nelle due mute annuali.
La voce su cui invece non conviene risparmiare sono i test genetici dei genitori. In un collie sono due, costano poche decine di euro ciascuno e cambiano la vita del cane: MDR1 e CEA.
Un avvertimento pratico: essendo una razza rara, spesso i cuccioli vengono da allevamenti del Nord Europa, dove la razza è più diffusa. È una strada legittima, purché il pedigree sia di un kennel club FCI e i test siano documentati.
I test da pretendere e le domande da fare
Il primo test è il MDR1, e non è un test per una malattia: è un test per capire come il tuo cane reagirà ai farmaci. La mutazione rende il cane ipersensibile a molecole comuni come l’ivermectina e la loperamide, e si stima che circa il 70% dei collie ne porti almeno una copia. Il risultato va tenuto in cartella dal veterinario per tutta la vita del cane.
Il secondo è la CEA, l’anomalia dell’occhio del collie (gene NHEJ1): esiste il test del DNA per i riproduttori e l’esame oculistico si fa sui cuccioli prima delle sei settimane, quando le lesioni sono più visibili. Un allevatore serio ti mostra entrambi i documenti.
Il terzo sono le lastre delle anche dei genitori, con il punteggio scritto.
La quarta domanda riguarda il merle, e la risposta giusta è una sola: i due genitori non possono essere entrambi blue merle. Se lo sono, cambia allevamento.
La quinta riguarda il carattere dei genitori: devono essere cani che ti si avvicinano, curiosi e tranquilli. Lo standard mette il nervosismo fra le cose da evitare, e un genitore che si nasconde in fondo al box è un segnale.
La sesta riguarda la socializzazione: cosa hanno visto i cuccioli, su quali superfici hanno camminato, se hanno sentito i rumori di casa. In una razza sensibile le prime otto settimane pesano molto.
E l’ultima, valida sempre: chiedi quante cucciolate fa all’anno e cosa succede se il cane non funziona nella tua famiglia.
Il Collie a Pelo Corto in Italia: i numeri dell’ENCI
I numeri italiani sono quelli di una razza di nicchia che dipende da poche cucciolate, e la lettura anno per anno lo mostra bene.
In dieci anni fanno 122 cuccioli, con una distribuzione a scalini: uno nel 2015, ventuno nel 2016, poi anni sotto la decina e un nuovo picco di venticinque nel 2022. Il 2024 si chiude con diciassette, che per questa razza è un buon numero.
Gli affissi dedicati sono tre: due in Lombardia e uno in Toscana. È una geografia stretta, e per chi vive lontano significa un viaggio o l’estero.
Il confronto con il cugino spiega tutto: il collie a pelo lungo, quello di Lassie, in Italia fa numeri molto più grandi, perché è la razza che tutti riconoscono. Il pelo corto è la stessa cosa senza la fama.
Il consiglio pratico è quello delle razze rare: contatta tutti gli allevamenti, chiedi i test MDR1 e CEA prima di chiedere il colore, e mettiti in lista senza fretta. Con dodici cuccioli l’anno, la fretta non esiste.
E una riflessione che vale per la razza in generale: il collie a pelo corto ha tutto quello che oggi si cerca in un cane di famiglia, taglia media, carattere dolce, poca manutenzione. Se resta raro è solo perché il suo cugino è più fotogenico.

