Allevamento del Cirneco dell’Etna
Quanto costa un cucciolo, i 17 affissi italiani e le domande giuste
Il Cirneco è una razza italiana che sta crescendo, ed è una buona notizia per chi cerca un cucciolo: gli allevamenti seri ci sono, e la maggior parte sta ancora in Sicilia. In questa pagina trovi i prezzi reali, i numeri ENCI anno per anno e le domande da fare, che su questa razza sono diverse dal solito.
Sommario
Quanto costa un cucciolo di Cirneco dell’Etna

In un allevamento con affisso ENCI un cucciolo di Cirneco dell’Etna costa fra gli 800 e i 1.500 euro. La forbice dipende dalla linea di sangue e da quanto i genitori lavorano, più che dal colore o dal sesso.
Nel prezzo ci sono pedigree, vaccinazioni, microchip, sverminazione e le prime otto settimane con la madre. In una razza da caccia c’è anche un’altra cosa che vale il suo prezzo: cuccioli che hanno già visto la campagna, i rumori, gli altri cani e le persone.
Sul mantenimento il Cirneco è una delle razze meno care in assoluto: 50-80 euro al mese. Mangia poco per la sua taglia, non ha toelettatura, non ha odore e si ammala raramente. Le spese vere sono quelle di chi lo porta in campagna, cioè antiparassitari e controlli.
Sul senso del pedigree in questa razza vale una precisazione. Non serve per vantarsi: serve perché il Cirneco ha caratteristiche eliminatorie molto precise, dal colore del tartufo a quello delle unghie fino al portamento delle orecchie. Un incrocio somigliante e un Cirneco di razza si distinguono proprio lì.
Le iscrizioni ENCI anno per anno
Sono numeri che fa piacere leggere, perché vanno nella direzione opposta a quasi tutte le altre razze italiane.
Il totale del decennio è di 1.600 cuccioli, con il minimo nel 2015 a 110 e il massimo nel 2021 a 217. Gli allevamenti con affisso ENCI sono diciassette, e la distribuzione dice tutto: undici in Sicilia, due in Lombardia, e uno ciascuno in Liguria, Emilia Romagna, Lazio e Umbria.
C’è poi un fattore che nelle altre razze non trovi: in Italia il Cirneco mantiene la prova di lavoro su coniglio selvatico, necessaria per il titolo di campione. Vuol dire che gli allevatori seri portano ancora i loro cani a lavorare, e che l’aspetto non si è staccato dalla funzione.
Le domande da fare a un allevatore di Cirneco dell’Etna
La prima domanda è diversa dal solito, perché in questa razza non ci sono test genetici di routine da esibire: quanti anni sono vissuti i tuoi cani e di cosa sono morti? Su una razza rustica come questa, la longevità della linea è l’informazione più solida che esista.
La seconda riguarda il lavoro: i genitori cacciano, hanno fatto la prova su coniglio selvatico, hanno qualifiche? Non serve che tu vada a caccia per interessartene. Un Cirneco che viene da soggetti funzionanti è un cane più equilibrato, più sano e con meno esagerazioni fisiche.
La terza è sul tipo, e adesso hai lo standard dalla tua parte: tartufo carnicino o marrone e mai nero, unghie e cuscinetti chiari, orecchie erette, colore fulvo o fulvo e bianco. Chiedi di vedere i genitori e guarda quei dettagli.
Poi la solita, che qui pesa più che altrove: dove crescono i cuccioli. Un Cirneco che passa le prime otto settimane in un box senza stimoli parte con uno svantaggio serio, perché è un cane sensibile.
Infine una domanda che riguarda te: chiedigli come lo terrai, e ascolta la sua reazione. Se un allevatore non si preoccupa di sapere se hai un giardino recintato e quanto esci, sta vendendo cuccioli, non allevando cani.

