Storia ed origine del Chodský Pes

Le Teste di Cane del Chodsko e la rinascita del 1984

Il cenno storico di questo standard è insolito per un motivo: alla fine, dopo aver citato scrittori e illustratori, ammette che quelle fonti non provano niente. È una prudenza rara e che fa onore a chi l’ha scritto.

In questa pagina: chi erano le Teste di Cane, cosa raccontano i libri cechi, come la razza è stata ricostruita nel 1984 e quanti ce ne sono oggi in Italia.

Sommario

Il Chodsko e le Teste di Cane

Chodsky pes in piedi su un muretto con un paesaggio ceco alle spalle

La razza prende il nome da una regione: il Chodsko, nella Boemia sud-occidentale, ai piedi della Šumava, la Selva Boema, lungo il confine con la Baviera.

I Chodi erano gli abitanti di quella zona, e avevano un compito preciso assegnato dai re di Boemia: sorvegliare il confine. In cambio godevano di privilegi che li rendevano diversi dai contadini delle altre regioni.

Lo standard cita una fonte del 1864: J.A. Gabriel, scrivendo di Chodsko, descrisse la popolazione locale col soprannome di Teste di Cane, perché il loro stendardo portava la silhouette di un tipico cane da pastore con il pelo più lungo sul collo, il loro fedele guardiano di casa.

Psohlavci, in ceco: teste di cane. Un popolo che si identificava con il proprio cane al punto da metterlo sulla bandiera.

La seconda fonte è letteraria e famosissima in Repubblica Ceca: l’esistenza di cani da pastore a pelo lungo, fedeli aiutanti e guardiani, è stata descritta anche dallo scrittore A. Jirásek nel suo romanzo intitolato Teste di Cane, illustrato da Mikoláš Aleš.

La terza è del Novecento: nella sua opera in lode della regione di Chodsko (1923-1924), lo scrittore Jindřich Šimon Baar descrisse dei cani della regione della Šumava, che chiamò Chodský.

E lì c’è anche la descrizione del lavoro: questi cani equilibrati e molto tenaci erano usati per la guardia e la protezione e per radunare il bestiame.

La frase più onesta di tutto lo standard

Chodsky pes presentato su un ring di esposizione

Dopo aver citato tre fonti e un illustratore, il cenno storico fa una cosa che quasi nessuno standard FCI si permette: ridimensiona quello che ha appena scritto.

Testuale: non si può naturalmente sostenere che i documenti di cui sopra attestino fatti sull’origine dell’attuale Chodský Pes: si tratta semplicemente di un supporto storico all’esistenza di un tipo ben definito di cane da pastore di origine ceca.

È una precisazione da apprezzare. In un mondo dove molte razze si raccontano discendenze millenarie senza uno straccio di prova, questo standard dice: abbiamo dei documenti, ma non dimostrano una continuità genetica.

Quello che i documenti dimostrano è comunque importante: che in Boemia, da secoli, esisteva un tipo di cane da pastore a pelo lungo con il collare, usato per la guardia e per il bestiame.

Il cane moderno è stato ricostruito su quel tipo, non su una linea genealogica continua. È la stessa storia di molte razze europee del Novecento, raccontata però senza mitologia.

La conseguenza pratica è che il Chodský Pes è una razza giovane come popolazione registrata, e questo si vede nel pool genetico e nei numeri.

1984: gli annunci sul giornale

Chodsky pes in stand davanti alle coccarde di un esposizione

La rinascita della razza ha una data e due nomi. Nel 1984 il giudice internazionale Jan Findejs e il cinologo Vilém Kurz decisero di riportare in vita il cane dei Chodi.

Il metodo, raccontato dalle fonti ceche, è di quelli che oggi sembrano incredibili: misero annunci sui giornali locali chiedendo a chi avesse cani di quel tipo di farsi avanti.

Si presentò una manciata di proprietari. I cani furono valutati e confrontati con la documentazione storica: i testi, i disegni d’epoca, le illustrazioni di Aleš.

La prima cucciolata del programma nacque nel 1985, e nello stesso periodo l’ente cinofilo ceco riconobbe ufficialmente la razza.

Il riconoscimento internazionale è arrivato molto dopo: la FCI ha concesso il riconoscimento provvisorio nel 2019, con lo standard numero 364.

Provvisorio significa che i cani possono partecipare alle esposizioni internazionali ma non concorrere al CACIB, e che nei prossimi anni la FCI verificherà che numero e qualità della popolazione restino stabili.

Una nota che dice molto sulla filosofia della razza: la FCI la classifica con prova di lavoro. Per un cane ricostruito quarant’anni fa, è una dichiarazione di intenti chiara.

Un dettaglio dello standard che conferma la stessa idea: il testo prevede che la gravità di ogni difetto vada valutata anche in base agli effetti sulla capacità del cane di svolgere il suo lavoro tradizionale.

Il Chodský Pes in Italia

Chodsky pes nero focato al trotto su un campo

In Italia la razza è appena arrivata: le statistiche ufficiali registrano nove cuccioli in quattro anni, due nel 2020, sei nel 2022 e uno nel 2023. Gli affissi sono zero.

Sono numeri piccolissimi, ma vanno letti per quello che sono: il primo insediamento di una razza riconosciuta dalla FCI da meno di dieci anni.

In Repubblica Ceca la situazione è diversa: lì il Chodský Pes è una razza nazionale, con un club solido, centinaia di soggetti e una presenza costante negli sport cinofili e nelle unità di soccorso.

Si sta diffondendo anche in Germania, in Polonia, nei Paesi Bassi e nel nord Europa, quasi sempre grazie a persone che cercavano un cane da lavoro di taglia media.

È probabilmente la razza giusta per chi vuole un pastore che faccia tutto – sport, ricerca, soccorso, famiglia – senza i trenta o quaranta chili di un Pastore Tedesco o l’intensità di un Malinois.

Chi ne vuole uno oggi deve rivolgersi alla Repubblica Ceca: è un viaggio semplice, trattandosi di un paese dell’Unione, e i club di razza sono organizzati e disponibili.