Storia ed origine del Chinese Crested Dog
Dai tesori di casa in Cina alle esposizioni americane del 1885
La storia del cane nudo cinese è una delle più incerte della cinofilia, e il suo standard lo ammette apertamente. In questa pagina trovi quello che il documento ufficiale racconta, il legame con gli altri cani nudi del mondo e la situazione italiana di oggi.
Sommario
I guardiani dei tesori di casa

Lo standard è onesto fin dalla prima riga: è difficile determinare esattamente la loro origine. Poi però racconta la versione tramandata: si dice che erano appartenuti a famiglie della Han Dynasty della Cina.
Il mestiere che il documento attribuisce loro è insolito e piuttosto poetico: i Chinese Crested erano utilizzati in quel tempo come guardiani dei tesori di casa. Un cane piccolo, sempre in casa, che stava dove stavano le cose di valore.
E poi una nota che sorprende: nella taglia più grande e pesante, come cani da caccia. Il Chinese Crested che conosciamo oggi è la versione piccola di una famiglia che era più varia.
Va detta anche la parte che lo standard non affronta, e cioè il legame con gli altri cani nudi del mondo: il Cane Nudo Messicano e il Cane Nudo del Perù. Nel 2008 si è scoperto che condividono con il Chinese Crested la stessa mutazione del gene FOXI3, il che significa che la nudità di queste razze ha un’origine comune.
Come la mutazione sia arrivata in continenti diversi resta una domanda aperta, ed è uno dei misteri più discussi della genetica canina.
Dal 1885 alle sparizioni e al ritorno
La parte documentata della storia occidentale è breve e sta tutta in una riga dello standard: nelle esposizioni in America furono visti dal 1885 fino al 1926, ma poi per una cinquantina d’anni fecero delle apparizioni molto rare.
È il profilo di una razza che ha rischiato seriamente di scomparire dall’Occidente: mezzo secolo di quasi invisibilità, con pochissimi soggetti in mano a pochissimi appassionati.
Il ritorno arriva a partire dagli anni Settanta, quando la razza viene ricostruita sostanzialmente a partire da due linee di allevamento americane, e da lì si diffonde di nuovo in Europa.
Il patronato dello standard, cioè la responsabilità di curarlo, è oggi della Gran Bretagna: come per molte razze orientali, la selezione moderna e i libri genealogici sono nati lì.
Una conseguenza di questa storia va tenuta presente: una razza ricostruita da pochi soggetti ha una base genetica stretta. È il motivo per cui, anche in una razza complessivamente sana, i test genetici sui riproduttori contano.
Il Chinese Crested oggi, in Italia
In Italia il cane nudo cinese è sempre stato una razza di nicchia, e i numeri recenti raccontano una contrazione netta. Fra il 2015 e il 2024 l’ENCI ha registrato 828 cuccioli, con il massimo di 119 nel 2018.
Il dato del 2024 colpisce: appena 30 cuccioli registrati, meno di un terzo della media del decennio. È il numero più basso di sempre e va guardato con attenzione nei prossimi anni.
La divisione fra varietà è invece stabile e riflette la genetica: 516 cuccioli senza pelo e 300 Powder Puff in dieci anni, cioè circa due a uno.
Gli allevamenti con affisso ENCI dedicati alla razza sono quattordici: tre in Toscana, due in Emilia Romagna, due in Lombardia, due in Veneto, e uno ciascuno in Umbria, Friuli Venezia Giulia, Calabria e Sardegna.
Sono numeri che impongono pazienza a chi cerca un cucciolo, ma che hanno un vantaggio: in una razza così piccola le linee sono tracciabili e chiedere informazioni sulla salute dei parenti è molto più semplice.

