Storia ed origine del Cão de Gado Transmontano

I mastini iberici, la transumanza e il lupo del Trás-os-Montes

Questa è una delle razze riconosciute più di recente dalla FCI: il riconoscimento, ancora provvisorio, è del 2018, e lo standard definitivo del 2020. Ma il cane è vecchio quanto la transumanza.

In questa pagina: da dove viene, perché il lupo è al centro della sua storia, come è arrivata al riconoscimento e dove si trova oggi.

Sommario

I mastini iberici e le vie della transumanza

Cao de Gado Transmontano bianco e nero in piedi su un prato

Il cenno storico comincia inquadrando la razza in una famiglia: l’origine di questa razza è comune alla storia di tutti i mastini iberici e la sua evoluzione è legata alle vie della transumanza della penisola.

La transumanza iberica è stata per secoli uno dei più grandi movimenti di bestiame d’Europa: greggi enormi che risalivano e riscendevano la penisola lungo percorsi fissi, protette da cani grandi.

In quel mondo il compito era chiaro, e lo standard non usa giri di parole: è un compagno del pastore con compiti specifici nella guardia contro gli attacchi del lupo, da sempre abbondante nella zona.

Il Trás-os-Montes è l’angolo nord-orientale del Portogallo, oltre i monti, come dice il nome: un altopiano di villaggi isolati, inverni duri e, ancora oggi, lupi.

Lo standard descrive l’ambiente con precisione: in quest’area montuosa, caratterizzata da pascoli ripidi di difficile accesso stradale, la razza si è adattata alle condizioni della regione e alle greggi di pecore e capre.

E chiude con una formula da riportare: la razza si è evoluta finché i suoi tratti morfologici si sono definiti, in perfetta simbiosi con l’ambiente e con il lavoro richiesto.

Perfetta simbiosi. È il modo elegante per dire che questo cane non l’ha disegnato nessuno: l’hanno fatto il territorio, le pecore e il lupo.

Il lupo, il gregge e la squadra

Tre Cao de Gado Transmontano insieme in esposizione

La cosa che rende questa razza diversa da tutti gli altri guardiani europei è il modo in cui lavora, ed è scritto nello standard: la guardia delle greggi non viene mai fatta da un solo animale.

Nel Trás-os-Montes i cani stanno con il gregge in gruppi di tre, quattro o più soggetti, con una prevalenza di maschi, e si dividono i compiti: chi resta con le pecore, chi perlustra, chi affronta.

Contro un branco di lupi un cane da solo non basta, per quanto grande sia. Il numero è la vera arma.

Questo spiega il tratto caratteriale più insolito della razza: vive e socializza con altri maschi senza conflitti. Un guardiano che litiga con i suoi colleghi è un guardiano inutile, e la selezione ha eliminato quei soggetti.

Il lupo, nel nord del Portogallo, non è un ricordo: la popolazione è stabile e le predazioni sui greggi sono un problema reale. Secondo le fonti portoghesi, il 95 per cento dei Transmontano del nord è ancora impiegato a guardia del bestiame.

È un dato da tenere presente prima di innamorarsi di questa razza: non è un cane da compagnia che ricorda vagamente il lavoro dei nonni. È un cane che, in stragrande maggioranza, lavora ancora oggi.

E si vede nel modo in cui i pastori lo gestiscono: i cuccioli crescono con le pecore fin dai primi mesi, imparano dagli adulti, e diventano parte del gregge molto prima di diventare parte di una famiglia.

Il riconoscimento del 2018

Cao de Gado Transmontano fulvo e bianco premiato in esposizione

Per secoli questo cane è esistito senza che nessuno lo mettesse su un libro genealogico. Il riconoscimento della FCI è arrivato solo nel novembre 2018, ed è ancora provvisorio.

Il riconoscimento provvisorio è una fase di prova: la FCI lo concede alle razze nuove e verifica, negli anni successivi, che il numero e la qualità dei soggetti restino stabili prima di dare il riconoscimento definitivo.

Nel concreto, per una razza provvisoria, significa che i cani possono partecipare alle esposizioni internazionali ma non concorrere al CACIB, il titolo di bellezza internazionale.

Lo standard definitivo è stato pubblicato dal Portogallo il 26 febbraio 2020 e dalla FCI il 27 marzo dello stesso anno. Non ne esiste una traduzione italiana ufficiale: l’ENCI pubblica la versione inglese.

Il lavoro di riconoscimento è stato fatto in Portogallo negli anni Duemila, con censimenti nelle zone di origine, valutazioni morfologiche dei cani in mano ai pastori e la creazione di un libro genealogico.

È un percorso che sta diventando comune per le razze da guardia del bestiame europee, ed è legato al ritorno del lupo: dove il predatore torna, tornano anche i cani che servono a tenerlo lontano, e a quel punto qualcuno comincia a registrarli.

Il Cão de Gado Transmontano in Italia

Cao de Gado Transmontano bianco e nero presentato sul ring

In Italia la razza è di fatto sconosciuta: non risulta nessuna nascita registrata e non c’è nessun allevamento con affisso.

Non è una sorpresa, per una razza riconosciuta da meno di dieci anni e che nel suo paese è ancora quasi tutta in mano ai pastori.

Chi ne vuole uno deve guardare al Portogallo, e sapere che il mercato funziona in modo diverso: molti cuccioli non passano da allevamenti nel senso italiano del termine, ma da chi ha il gregge.

Fuori dal Portogallo la razza sta cominciando a comparire in Spagna, in Francia e nei paesi del Nord Europa, quasi sempre grazie a persone che lavorano con il bestiame in zone dove il lupo è tornato.

In Italia, nel ruolo di guardiano contro il lupo, la razza di riferimento è e resta il Pastore Abruzzese Maremmano, che fa lo stesso mestiere sugli Appennini e ha alle spalle secoli di esperienza sul nostro territorio.

Per un allevatore italiano che cerca un guardiano, quindi, la risposta sensata è il Maremmano. Il Transmontano resta la scelta di chi conosce e ama questa razza in particolare.