Cane Lupo di Saarloos
Uno sguardo sulla razza e tutte le caratteristiche
Il Cane Lupo di Saarloos in breve
Il Cane Lupo di Saarloos (Saarlooswolfhond) è un cane dei Paesi Bassi nato dall’incrocio fra un Pastore Tedesco e una lupa: alto 65-75 centimetri nei maschi e 60-70 nelle femmine, slanciato, con gli occhi gialli e l’andatura del lupo. Lo standard lo descrive fiero e indipendente, dice che obbedisce in prima istanza di sua volontà e ammette che la razza non è stata allevata per un lavoro. Vive 10-12 anni.
Che cane è il Cane Lupo di Saarloos

È un cane olandese creato nel Novecento incrociando un Pastore Tedesco con una lupa, con un obiettivo che poi non si è realizzato: doveva essere un cane da lavoro migliore, ed è diventato un cane da compagnia molto particolare.
Il suo standard è l’unico in tutta la nomenclatura FCI che dichiara che la razza non è stata allevata per una prestazione specifica. È una frase onesta e spiega tutto: questo non è un cane da guardia, non è un cane da difesa e non è un cane da sport.
Il carattere è quello di un animale che decide. Lo standard scrive che obbedisce in prima istanza di sua volontà: con la sua gente è devoto e legatissimo, con gli estranei è riservato e in genere evita il contatto, e le situazioni sconosciute preferisce girarci intorno. Davanti a una minaccia non avanza: si sposta.
Fisicamente è il ritratto di un trottatore: slanciato, ossatura leggera, piedi da lepre e un movimento sfiorante che lo standard chiama modello di ergonomia. Al trotto porta testa e collo quasi orizzontali, come il lupo.
Gli occhi gialli a mandorla sono il tratto che nessuno dimentica, e non sono un caso: lo standard scrive che l’espressione desiderata si ottiene solo con un occhio chiaro, e mette l’iride marrone fra le cose indesiderabili.
Tre cose da sapere prima di prenderlo. La prima è la recinzione: è un cane che fugge per paura, e servono due metri di rete chiusa sotto. La seconda è la socializzazione, che va fatta prima delle dodici settimane. La terza sono i test genetici dei genitori, perché la razza nasce da pochissimi fondatori e ha malattie ereditarie serie, prima fra tutte la deficienza di PCYT2.
Storia ed origine del Cane Lupo di Saarloos

Questa razza ha un padre con nome e cognome: Leendert Saarloos (1884-1969), un olandese convinto che i cani si fossero troppo umanizzati. Da appassionato di Pastore Tedesco volle far rinascere in quella razza le disposizioni naturali, e per farlo incrociò il maschio Gerard van der Fransenum, del classico tipo prussiano, con la lupa Fleuri, del ramo siberiano del tipo europeo. Lo standard FCI data l’incrocio al 1932, altre fonti al 1935.
Riaccoppiando la discendenza col padre ottenne una popolazione con un quarto di sangue di lupo e la chiamò cane lupo europeo. I primi soggetti davano buoni risultati come cani per ciechi, ma con l’aumentare del sangue di lupo, dice il testo FCI, l’utilità si perse gradualmente e la razza si rivelò non adatta né al lavoro né all’assistenza. È il punto in cui l’esperimento fallisce e nasce una razza.
Saarloos morì nel 1969, sei anni prima del riconoscimento: la razza fu riconosciuta nel 1975 col nome del suo creatore, distinzione ben meritata, e la FCI la accolse nel 1981. Nella pagina trovi anche il programma di outcross approvato dai club olandesi nel 2012 per allargare una base genetica strettissima.
Carattere e descrizione del Cane Lupo di Saarloos

Il carattere sta in una riga dello standard: cane fiero e indipendente che obbedisce in prima istanza di sua volontà, devoto con la sua gente e con gli estranei riservato, tanto che normalmente evita il contatto. La tendenza simile al lupo a evitare le situazioni sconosciute è dichiarata tipica: davanti a un problema questo cane non avanza, si sposta. Non è un cane da guardia e non è mai stato un cane da lavoro.
È alto 65-75 centimetri nei maschi e 60-70 nelle femmine, slanciato e con l’ossatura non grossolana, perché lo standard vuole la silhouette di un trottatore di resistenza. Ha gli occhi gialli a mandorla (l’espressione desiderata si ottiene solo con un occhio chiaro), le orecchie erette all’altezza dell’occhio che esprimono l’umore, i piedi da lepre e un movimento sfiorante che lo distingue da tutte le altre razze.
Nella pagina trovi i colori (grigio lupo, marrone e bianco, sempre con la maschera), il mantello che d’estate differisce fortemente da quello d’inverno, il capitolo su quanto lupo c’è in questa razza (un quarto di sangue nella popolazione di base, il 18-33% di ancestry secondo uno studio genomico del 2019) e la parte sulla salute, che qui conta più della media: la deficienza di PCYT2 è la malattia specifica del Saarloos. Vive 10-12 anni.
Addestramento ed educazione del Cane Lupo di Saarloos

Con un cane che obbedisce di sua volontà non si comanda, si concorda: funziona solo il rinforzo positivo, con sessioni corte e la relazione prima dell’obbedienza formale. La finestra che conta è la socializzazione prima delle dodici settimane, fatta di poche esperienze positive per volta: quello che non entra lì dentro si recupera male.
Il tema pratico numero uno è la fuga, che in questa razza è la risposta alla paura e non alla voglia di libertà: recinzione alta almeno due metri e chiusa sotto, guinzaglio e pettorina fuori casa, lunghina per dargli spazio, e le porte di casa da tenere d’occhio quanto la rete. Capodanno con il cane dentro, sempre.
Sulle attività la risposta è: dog trekking, nose work, mantrailing e attivazione mentale, in posti tranquilli. Da evitare gli sport di precisione con obbligo di prestazione e i raduni affollati. E la cosa che gli fa più bene non è un’attività: è stare con il suo gruppo, meglio se c’è un altro cane.
Allevamento del Cane Lupo di Saarloos

In Italia questa razza esiste per: fra il 2015 e il 2024 l’ENCI ha registrato 406 cuccioli, senza nessuna annata a zero, e ci sono sei affissi dedicati (due nel Lazio, uno ciascuno in Toscana, Marche, Emilia Romagna e Lombardia). Un cucciolo con pedigree costa fra i 1.200 e i 2.000 euro, e si arriva a 2.500 per importazioni e alte genealogie.
Il prezzo, in questa razza, è quasi tutto nei test genetici dei genitori, e sono la vera ragione per cui non si compra un Saarloos da un annuncio a 600 euro. I test da pretendere sono quattro: deficienza di PCYT2 (la malattia specifica della razza, frequenza allelica 9,9%), mielopatia degenerativa (gene SOD1), nanismo ipofisario (gene LHX3) e la visita oculistica ECVO per retina e cataratta.
Nella pagina trovi le domande da fare a un allevatore, il perché di ciascun test, i numeri anno per anno e la voce di spesa che nessuno mette in preventivo: la recinzione.


