Allevamento del Cane di Sant’Uberto
Quanto costa un cucciolo, i cinque affissi italiani e la domanda sulla torsione
Il Cane di Sant’Uberto in Italia è una razza di nicchia con numeri molto irregolari: 48 cuccioli iscritti nel 2024, 790 in dieci anni e cinque allevamenti con affisso ENCI. Qui trovi i prezzi, la mappa e la conversazione da avere con l’allevatore prima di firmare.
Sommario
Quanto costa un cucciolo di Cane di Sant’Uberto
Un cucciolo con pedigree ENCI e genitori controllati costa fra i 1.200 e i 1.800 euro. È una forbice normale per un cane di taglia grande poco diffuso, e riflette i controlli fatti sui riproduttori.
Gli allevamenti con affisso sono cinque: due nel Lazio, due in Piemonte e uno in Umbria. Con quarantotto cuccioli iscritti nel 2024, la lista d’attesa è normale, e ha senso guardare anche al Belgio, che è il paese d’origine, oltre a Francia e Regno Unito.
Le iscrizioni ENCI anno per anno
La curva di questa razza in Italia è la più irregolare che abbiamo visto: si passa dai 137 cuccioli del 2021 ai 32 del 2022, e poi di nuovo a 103 nel 2023 e 48 nel 2024.
Non è un mistero: con cinque allevatori in tutta Italia, basta una cucciolata in più o in meno per far ballare il grafico. Il totale di 790 cani in dieci anni resta il dato che conta, e descrive una razza di nicchia stabile.
Il lato positivo è quello di sempre nelle razze piccole: nessuno alleva Sant’Uberto per fare soldi. Il lato da tenere d’occhio è la base genetica ristretta, che in una razza con i problemi di salute che ha questa rende ancora più importante scegliere chi seleziona con attenzione.
La conversazione da avere prima di firmare
I controlli formali sono quelli di ogni cane di taglia grande: radiografie ufficiali di anca e gomito dei genitori e un controllo degli occhi, che in questa razza conta più che altrove per via di entropion ed ectropion, cioè le palpebre che si rovesciano.
Ma la domanda che distingue un allevatore preparato è un’altra, e riguarda la torsione dello stomaco. È la prima causa di morte della razza, responsabile di circa un decesso su tre, e non esiste alcun test che la preveda. Un allevatore che conosce i Sant’Uberto te ne parla per primo, ti spiega come si riconosce e sa cos’è la gastropessi preventiva. Se l’argomento non viene sollevato, sollevalo tu e guarda la reazione.
Conviene chiedere anche quanto sono vissuti i cani delle linee: in una razza con una longevità mediana così bassa, è un’informazione che un allevatore serio ha e condivide volentieri.
Per il resto, le domande di sempre: vedere la madre con i cuccioli dove sono nati, capire che esperienze hanno fatto nelle prime otto settimane e chiedere cosa succede se fra due anni non puoi più tenerlo. Con un cane da cinquanta chili, quest’ultima non è una domanda teorica.

