Storia ed origine del Cane da Pastore Olandese

Il cane che ha fatto tutti i mestieri della fattoria olandese

Lo standard di questa razza contiene i cenni storici più concreti di tutta la nomenclatura FCI: non parla di antichità e di leggende, elenca i lavori che questo cane faceva. In questa pagina trovi quali erano, cosa è successo quando le greggi olandesi sono scomparse e come sta oggi la razza in Italia.

Sommario

I mestieri del Cane da Pastore Olandese

Fotografia di inizio Novecento con un pastore, il suo cane e un gregge di pecore

Il primo mestiere è quello che ti aspetti, ma raccontato in un modo che non ti aspetti. Il compito non era radunare le pecore: era tenerle lontane dai raccolti, e lo faceva perlustrando i bordi delle strade e dei campi.

È un dettaglio che spiega tutta la razza. In un paese coltivato metro per metro come i Paesi Bassi, il problema non era portare le pecore da A a B: era che non entrassero nel grano. Il cane faceva da recinto vivente, avanti e indietro sui bordi, per ore.

Il secondo mestiere era il trasporto: accompagnavano le greggi nei loro spostamenti verso i terreni comuni, i mercati ed i porti. Ed è qui che nasce quella riga dello standard moderno sulla capacità di cooperare con molti altri cani: sulle strade i cani lavoravano in squadra.

Poi c’è la parte della fattoria, che è un elenco da leggere per intero: tenevano le galline lontane dagli orti, riunivano le mucche per la mungitura e tiravano le carrette del latte. E, aggiunge lo standard, avvisavano gli agricoltori se qualche estraneo entrava nella proprietà.

Cinque mestieri diversi nello stesso cane. È questa la ragione per cui il Cane da Pastore Olandese non è specializzato in niente ed è bravo in tutto: nessuno lo ha selezionato per un compito, lo hanno selezionato per arrangiarsi.

Il primo standard della razza è del 12 giugno 1898, e per capire quanto sia presto basta un confronto: il Pastore Tedesco aveva avuto il suo club l’anno prima, nel 1899 il primo standard belga era appena stato scritto. La cinofilia europea stava nascendo, e gli olandesi c’erano già.

QuandoCosa succede
Nei secoliIl cane tiene le greggi lontane dai raccolti perlustrando i bordi dei campi
Nella fattoriaRiunisce le mucche per la mungitura, tiene le galline fuori dagli orti e tira le carrette del latte
12 giugno 1898Viene scritto il primo standard della razza
Attorno al 1900Le greggi di pecore in Olanda sono per la maggior parte scomparse
Primo NovecentoLa razza cambia mestiere: polizia, cerca e seguita, cane guida per ciechi
21.12.2019Data dello standard originale oggi in vigore
2015-2024In Italia l’ENCI registra 821 cuccioli, con le nascite quasi quintuplicate

Le carrette del latte e il cambio di mestiere

Fotografia del 1895 con una carretta del latte e i cani da traino sulla strada per Bergen

La fotografia qui accanto è del 1895 e mostra una cosa che in Olanda era normale come il pane: una carretta del latte tirata dai cani, ferma sulla strada da Alkmaar a Bergen. È esattamente il lavoro che lo standard elenca fra quelli di questa razza.

Non sappiamo se i cani di quella fotografia fossero pastori olandesi di razza: nel 1895 il pedigree quasi non esisteva e i cani da fattoria erano cani da fattoria. Ma il lavoro è quello, la regione è quella e la taglia è quella. È la prova visiva di una riga di standard che, letta oggi, sembra folklore.

Poi succede la cosa che cambia tutto, e lo standard la liquida in una frase: attorno al 1900, le greggi di pecore in Olanda erano per la maggior parte scomparse. Il paese si industrializza, la pastorizia finisce, e un cane specializzato in quel mestiere sarebbe finito con lei.

Il Cane da Pastore Olandese, invece, cambia lavoro. La versatile abilità… lo rese adatto all’addestramento, che stava allora cominciando ad essere popolare. In quegli anni nasce la cinofilia sportiva e nascono i primi cani di servizio.

Le tre nuove carriere le elenca lo standard stesso: cane da polizia, cane da cerca e seguita e cane guida per i ciechi. E lo dice con una precisazione che è quasi un vanto: pur restando ancora capace di condurre le pecore.

È una transizione riuscita come poche in cinofilia. Molte razze da pastore europee sono sopravvissute come cani da compagnia o da esposizione; questa è sopravvissuta continuando a lavorare, e per questo non ha perso niente del suo carattere.

Il Cane da Pastore Olandese oggi, fra polizia e sport

Cane da Pastore Olandese in servizio militare con il suo conduttore in Kosovo

Oggi il pastore olandese è un cane da lavoro internazionale. Lo trovi nelle polizie, negli eserciti, nella ricerca di persone e negli sport cinofili di tutto il mondo, spesso accanto al Malinois.

La classificazione FCI lo dice a modo suo: è una razza con prova di lavoro. Significa che per diventare campione di bellezza un cane deve avere anche un titolo di lavoro, e questo tiene insieme le due metà della razza.

In Olanda esiste poi il capitolo del KNPV, l’associazione reale dei cani da polizia, dove esistono linee di pastore olandese selezionate da generazioni solo per il lavoro e senza pedigree. Sono cani spesso eccezionali, ma con un forte apporto di sangue Malinois: chi cerca un cane di razza deve saperlo.

In Italia la razza sta vivendo una crescita che nessun’altra razza da pastore rara ha avuto. Fra il 2015 e il 2024 l’ENCI ha registrato 821 cuccioli, ma il dato interessante è la curva: 35 iscritti nel 2015, 158 nel 2024. Quasi cinque volte tanti in dieci anni.

Gli affissi dedicati sono dodici: quattro in Piemonte, due in Emilia Romagna, due in Veneto, e uno ciascuno in Lazio, Trentino Alto Adige, Lombardia e Campania.

Quella crescita ha una faccia buona e una da tenere d’occhio. La buona: è una razza sana, versatile e finalmente conosciuta. Quella da tenere d’occhio: un cane da lavoro che diventa di moda finisce in mani sbagliate, e i cani da lavoro in mani sbagliate finiscono in canile a due anni.

Le due varietà a pelo lungo e a pelo ruvido, intanto, restano rarissime: nove e otto cuccioli iscritti in dieci anni in Italia. Anche in Olanda sono le popolazioni più piccole, e sono quelle su cui gli allevatori lavorano con più attenzione.