Carattere e descrizione del Cane da Pastore Olandese
Quanto e grande, le tre varietà di pelo, la tigratura e il carattere
Il Cane da Pastore Olandese, l’Hollandse Herdershond, è l’unico cane da pastore che esiste in un solo colore: il tigrato. E in tre varietà di pelo. In questa pagina trovi quanto è grande, come funzionano le tre varietà, come riconoscerlo dal Malinois, che carattere ha e la parte sulla salute.
Sommario
Il Cane da Pastore Olandese in breve
Il Cane da Pastore Olandese (Hollandse Herdershond) è un cane da pastore dei Paesi Bassi alto 57-62 centimetri nei maschi e 55-60 nelle femmine, molto muscoloso e costruito, dice lo standard, come si addice a un trottatore. Esiste in tre varietà di pelo e in un solo colore, il tigrato su fondo dorato o argento. Lo standard lo descrive leale, affidabile, guardingo, indipendente e perseverante. Vive 11-14 anni.
Quanto è grande un Cane da Pastore Olandese

I maschi misurano 57-62 centimetri al garrese, le femmine 55-60. Il peso non è nello standard: in pratica un maschio in forma sta fra i 26 e i 32 chili, una femmina fra i 23 e i 28.
La descrizione di apertura è tutta muscoli: cane di taglia media, peso medio, molto muscoloso, dalla struttura potente e ben bilanciata. Un cane di grande resistenza, temperamento vivace ed espressione intelligente. Nessun accenno all’eleganza: è un attrezzo da lavoro.
Le proporzioni contengono la frase che spiega la razza meglio di ogni altra: la lunghezza supera l’altezza nella proporzione di circa 10:9, come si addice ad un trottatore. Cranio e muso stanno 1 a 1, cioè il muso è esattamente lungo come il cranio: da qui la testa a cuneo, asciutta e senza pieghe.
Le orecchie, quando il cane è in attenzione, sono portate alte ed erette. È il dettaglio che, insieme alla tigratura, lo rende inconfondibile.
Sulla coda lo standard è preciso e conviene saperlo, perché è uno dei punti in cui si vedono gli incroci: a riposo pende diritta o con una leggera curva e arriva al garretto; in azione è portata elegantemente rialzata, ma mai arrotolata né portata di lato.
E c’è un dettaglio anatomico che va nella direzione opposta rispetto ad altre razze da pastore: gli speroni posteriori devono essere del tutto assenti. Nel Cane da Pastore Islandese sono desiderabili, qui non ci devono essere.
Le tre varietà di pelo del Cane da Pastore Olandese

Questa razza esiste in tre varietà, che sono la stessa razza con tre mantelli diversi: pelo corto, pelo lungo e pelo ruvido.
Il pelo corto è piuttosto duro, strettamente aderente, non troppo corto, con un sottopelo lanoso. Collare, culotte e frange alla coda restano chiaramente evidenti: anche nella varietà corta il cane non è liscio come un Dobermann.
Il pelo lungo è lungo, diritto, ben aderente e ruvido al tatto, e lo standard mette due divieti che contano: senza riccioli né onde e niente frange alle orecchie. Sul retro degli anteriori il pelo forma delle frange, testa e piedi restano a pelo corto.
Il pelo ruvido è la varietà che sorprende chi conosce solo la corta: denso, fitto, arruffato, ruvido, con baffi e barba e due ben definite sopracciglia ispide. Il muso sembra più quadrato, ma lo standard precisa che è solo un’illusione ottica creata dal pelo.
Sul ruvido c’è una nota pratica che nessuno si aspetta: il pelo ruvido dovrebbe essere strippato a mano in media due volte all’anno. Cioè il pelo morto va tolto a mano, come in un terrier, e non tagliato.
Un altro dettaglio del ruvido: la tigratura appare meno pronunciata a causa del mantello arruffato. Non è un difetto di colore, è un effetto ottico del pelo.
In Italia, però, quando dici pastore olandese quasi sempre parli del pelo corto: su 821 cuccioli iscritti in dieci anni, 799 sono a pelo corto, 9 a pelo lungo e 8 a pelo ruvido.
La tigratura: l’unico colore ammesso

Su questo lo standard è di una brevità che non lascia margini: tigrato. Il colore di base è dorato o argento. Non c’è nessun’altra opzione: un pastore olandese non tigrato non è un pastore olandese.
Il dorato può variare dal color sabbia chiaro al rosso castano, e l’argento è la variante grigia, più rara e in fotografia molto scenografica. In entrambi i casi la tigratura deve essere presente chiaramente su tutto il corpo, compresi il collare, la culotte e la coda.
Le due indicazioni che completano il quadro sono una preferenza e un limite. La preferenza: è preferibile una maschera nera. Il limite: troppo nero è indesiderabile, cioè un cane in cui le strisce si fondono fino a coprire il fondo perde quello che lo rende riconoscibile.
Sul bianco lo standard è morbido nella forma ma chiaro nella sostanza: pesanti chiazze bianche sul petto o sui piedi non sono desiderabili. Un pastore olandese con i calzini bianchi e una pettorina bianca larga non è tipico.
Conviene capire perché questo dettaglio conta più di un’estetica da esposizione. Il tigrato è la cosa che distingue questa razza dal Malinois, che è fulvo. E in un mondo in cui esistono migliaia di cani da lavoro senza pedigree, il colore è spesso l’unica cosa che si guarda per decidere come chiamarli.
Il carattere del Cane da Pastore Olandese
Lo standard elenca sette qualità di fila, e sono da leggere una per una: molto leale ed affidabile, sempre attento, guardingo, attivo, indipendente, perseverante, intelligente, e predisposto all’obbedienza.
Poi arriva la frase che riassume la razza: è dotato del vero temperamento di cane da pastore. Non un cane da compagnia con l’aspetto da pastore: un cane da pastore, con tutto quello che comporta.
La parte più interessante è come lo standard descrive il rapporto di lavoro: lavora volentieri col suo padrone e sbriga in modo autonomo qualsiasi compito che gli viene assegnato. Quel autonomo è la differenza fra questo cane e un Border Collie: non aspetta l’istruzione successiva, prende il compito e lo porta a termine.
C’è anche una riga sul lavoro in squadra che dice molto sul suo passato: quando conduce il gregge, deve essere in grado di cooperare con molti altri cani. Sulle strade olandesi, con le greggi che andavano ai mercati e ai porti, i cani lavoravano in gruppo.
Il guardingo va letto per quello che è: è un cane che avvisa e valuta, non un cane diffidente per principio. Lo standard storico ricorda che avvisavano gli agricoltori se qualche estraneo entrava nella proprietà: quella funzione è ancora tutta lì.
In famiglia è un cane leale e affidabile, molto attaccato alla sua gente e generalmente ottimo con i bambini di casa. Con gli estranei tiene un momento di valutazione, poi decide.
La cosa da non sottovalutare è l’energia. Questa razza ha la classificazione FCI con prova di lavoro, e non è un dettaglio burocratico: vuol dire che la sua selezione passa dal lavoro. Un pastore olandese senza uno sfogo quotidiano è un cane che diventa difficile in casa, e in fretta.
Il carattere fuori standard è definito in tre righe secche: sono squalificati il cane aggressivo, quello eccessivamente timido e – cosa insolita – la mancanza di tipicità. In una razza dove i confini con i cugini belgi sono sottili, il tipo è un requisito.
Pastore Olandese o Malinois: come si distinguono

La domanda più frequente su questa razza ha una risposta di una parola: il colore. Il Cane da Pastore Olandese è tigrato, il Malinois è fulvo carbonato con la maschera nera. Il resto, a colpo d’occhio, si somiglia molto.
Le due razze sono cugine vere: taglie simili, orecchie erette, stessa attitudine al lavoro, stesse arene sportive. Il Malinois è in media un po’ più alto (60-66 centimetri nei maschi contro 57-62) e ha una linea leggermente più asciutta, ma nessuno si gioca la casa su quello.
La parte che chi compra deve conoscere è un’altra, e riguarda i cani da lavoro olandesi. In Olanda esiste una popolazione di cani selezionati per il KNPV, l’associazione reale dei cani da polizia, che lavora senza pedigree e sceglie i riproduttori solo per le prestazioni.
In quelle linee il pastore olandese ha una forte componente di sangue Malinois, e la conseguenza è disarmante nella sua semplicità: nella stessa cucciolata, i cuccioli fulvi vengono chiamati malinois e quelli tigrati pastori olandesi. Senza pedigree, la razza è una questione di aspetto.
Non è una critica a quel mondo: sono cani spesso straordinari per il lavoro, e la selezione sulle prestazioni ha i suoi meriti. Ma se compri un cucciolo pensando di prendere un pastore olandese di razza, il pedigree è l’unica cosa che te lo garantisce.
L’altra confusione possibile riguarda il Laekenois, la varietà a pelo ruvido del pastore belga: somiglia moltissimo al pastore olandese a pelo ruvido. Anche qui la differenza è il colore, perché il Laekenois è fulvo e non tigrato.
Come si muove un Cane da Pastore Olandese

Lo standard definisce questa razza con un sostantivo: è un trottatore dal movimento sciolto, morbido ed elastico, senza esagerazioni nella spinta o nella falcata.
Quel senza esagerazioni è una presa di posizione. In molte razze da pastore il ring premia l’allungo spettacolare; qui no. Il movimento deve essere efficiente, perché il mestiere originale era perlustrare i bordi delle strade e dei campi per tutto il giorno, avanti e indietro.
Le proporzioni 10:9 servono proprio a questo, e lo standard lo dice: sono come si addice ad un trottatore. Un cane più quadrato trotterebbe peggio, uno più lungo perderebbe potenza.
Nella pratica hai un cane che macina chilometri senza stancarsi e che ha bisogno di farlo. È un compagno eccellente per la corsa, la bici (da adulto) e il dog trekking, ed è la ragione per cui vive male in un appartamento con due uscite brevi.
Quanto vive un Cane da Pastore Olandese e di cosa si ammala
Le stime disponibili parlano di 11-14 anni. È una razza rustica e senza esagerazioni morfologiche, e questo è il punto di partenza migliore che un cane possa avere. Ma le associazioni di razza olandesi non si fidano delle impressioni: hanno reso alcuni esami obbligatori, e questo è il motivo per cui conviene guardare all’Olanda.
Il primo esame obbligatorio è la displasia dell’anca. Il secondo è quello che rende questa razza un caso interessante: la goniodisplasia, cioè l’anomalia del legamento pettinato dell’occhio, che predispone al glaucoma. È obbligatoria per la varietà a pelo ruvido e, per una delle due associazioni, anche per il pelo lungo.
Il terzo requisito olandese non è nemmeno un esame medico: è un test del comportamento sui riproduttori. In un cane da lavoro selezionato per l’autonomia, il carattere è considerato un fatto sanitario.
Fra i temi citati dalle fonti di razza c’è la miosite dei muscoli masticatori, un’infiammazione su base immunitaria dei muscoli della masticazione: se un cane fa fatica ad aprire la bocca o ha i muscoli della testa gonfi o dimagriti, si va dal veterinario subito.
Le allergie sono l’altro tema ricorrente, con il corredo di prurito, otiti e problemi cutanei che le accompagna.
E poi c’è la questione strutturale della razza: la consanguineità. Le popolazioni a pelo lungo e a pelo ruvido sono piccole, e gli allevatori olandesi lavorano da anni per abbassare il coefficiente. Chiedere quel numero è una domanda legittima e, in questa razza, informata.
Sul piano pratico, l’ultima cosa dipende da te: è un cane sportivo, e i cani sportivi si rovinano con il troppo prima che con il troppo poco. Niente salti ripetuti nel primo anno e riscaldamento prima delle sessioni di lavoro.
A chi è adatto il Cane da Pastore Olandese

È adatto a chi ha voglia di lavorare con il proprio cane. Non nel senso professionale: nel senso di dedicargli tempo tutti i giorni, per dieci o dodici anni.
È adatto a chi fa sport cinofili: obedience, agility, mantrailing, ricerca, IGP. È una delle razze che rende di più in campo, e lo standard lo dice a modo suo classificandola con prova di lavoro.
È adatto a chi ha animali o vuole provare le prove di conduzione: è il mestiere originale, e la capacità di cooperare con altri cani è scritta nello standard.
È adatto a chi vuole un cane che pensa. Quel sbriga in modo autonomo significa che ti trovi davanti un cane che risolve problemi: se questa cosa ti diverte, hai trovato il tuo cane.
È adatto a chi fa attività fisica: corsa, bici, escursioni. È un trottatore, e vuole trottare.
Non è adatto a chi cerca un cane tranquillo da appartamento. Non è cattiveria della razza: è che un cane selezionato per lavorare tutto il giorno, senza niente da fare, si inventa un lavoro.
Non è adatto a chi è alla prima esperienza e non ha nessuno che lo affianchi. È gestibile e collaborativo, ma è un cane da trenta chili con molta energia e una testa che decide.
Non è adatto a chi sta fuori casa dieci ore: la noia in questa razza si vede subito, e non nei modi che ti piacciono.
Non è adatto a chi lo prende perché somiglia a un cane da film. È il motivo per cui negli ultimi anni le nascite italiane si sono quasi quintuplicate, e purtroppo è anche il motivo per cui qualche esemplare finisce in canile a due anni.
Se invece cerchi un cane da lavoro versatile, sano, resistente, con un colore che non ha nessun altro e la storia di uno che ha fatto tutti i mestieri, il pastore olandese è uno dei cani più completi che ci siano.




