Allevamento del Cane da Pastore Olandese

Quanto costa un cucciolo e perché il pedigree qui conta più che altrove

In Italia il Cane da Pastore Olandese si trova, e le nascite sono quasi quintuplicate in dieci anni. Il che rende ancora più importante capire cosa si compra: in questa razza il pedigree non è un vezzo, è l’unica cosa che distingue un pastore olandese da un cane da lavoro senza registro. In questa pagina trovi quanto costa un cucciolo, cosa chiedere e i numeri veri dell’ENCI.

Sommario

Quanto costa un cucciolo di Cane da Pastore Olandese

Cane da Pastore Olandese in piedi di profilo in una fotografia in bianco e nero

La stima realistica per un cucciolo con pedigree FCI è fra i 1.000 e i 1.600 euro. Nella varietà a pelo corto le cucciolate ci sono; nelle altre due, in Italia, praticamente no.

Il mantenimento di un cane da 28 chili sta fra i 70 e i 110 euro al mese fra cibo, antiparassitari e veterinario. Ma in questa razza c’è una voce in più che non è un extra: sport e addestramento. Un pastore olandese senza attività diventa un problema, e l’attività costa tempo e spesso anche soldi.

VoceQuantoNota
Cucciolo con pedigree FCI1.000-1.600 euroE una stima: in Italia ci sono 12 affissi
Cucciolo a pelo lungo o ruvidoanche di piùIn Italia ne nascono meno di uno l’anno
Mantenimento70-110 euro al meseCibo per un cane da 28 kg, antiparassitari, veterinario
Toelettaturaquasi zero nel pelo cortoNel pelo ruvido serve la strippatura, due volte l’anno
Sport e addestramento30-100 euro al meseCon questa razza non è un extra: e una necessita
Attesasettimane o mesiNel pelo corto le cucciolate ci sono, nelle altre due no

Sulla toelettatura il pelo corto non chiede niente. Il pelo ruvido invece va strippato a mano due volte l’anno, come lo standard raccomanda: se non trovi un toelettatore che sappia farlo, imparalo tu.

E poi c’è l’avvertimento che in questa razza vale più che in tutte le altre. Esistono moltissimi cani tigrati senza pedigree venduti come pastori olandesi, e spesso vengono dalle linee da lavoro olandesi del KNPV, dove il sangue Malinois è abbondante e la razza si stabilisce guardando il colore del cucciolo.

Non è una truffa e non sono cani scadenti: sono cani selezionati per il lavoro, a volte eccellenti. Ma se cerchi un pastore olandese di razza, con i suoi esami di salute e il suo carattere prevedibile, il pedigree è l’unica garanzia che esiste. Chiedilo, e chiedi il numero di iscrizione al libro genealogico.

Le domande da fare a un allevatore di Cane da Pastore Olandese

La prima è la più semplice e la più importante: c’è il pedigree? In questa razza senza pedigree non si sa cosa si compra, e il colore tigrato non dimostra niente.

La seconda riguarda le anche: le associazioni di razza olandesi rendono l’esame obbligatorio, quindi le lastre dei genitori devono esserci.

La terza è specifica di questa razza e conviene saperla pronunciare: la goniodisplasia, cioè l’anomalia del legamento pettinato dell’occhio, che predispone al glaucoma. In Olanda è un esame obbligatorio per la varietà a pelo ruvido e, per una delle due associazioni, anche per il pelo lungo. Se prendi un cucciolo di quelle due varietà, è la prima cosa da chiedere.

La quarta riguarda il carattere, e in Olanda è addirittura un requisito: i riproduttori devono aver superato un test del comportamento. Chiedi l’esito, non solo se è stato fatto.

La quinta riguarda la consanguineità: chiedi il coefficiente della cucciolata. Nelle varietà a pelo lungo e ruvido la popolazione è piccola, e gli allevatori olandesi lavorano da anni per abbassare quel numero. Chi alleva seriamente lo sa a memoria.

La sesta riguarda i genitori al lavoro: hanno un titolo di lavoro, fanno sport, sono stati valutati? In una razza classificata con prova di lavoro, è la domanda che separa chi seleziona da chi accoppia.

La settima riguarda te, e un allevatore serio la farà per primo: che attività pensi di fare, quante ore stai fuori, che esperienza hai. Se non ti chiede niente, cambia allevamento.

Il Cane da Pastore Olandese in Italia: i numeri dell’ENCI

Questa razza è il caso più interessante fra i cani da pastore rari in Italia, perché è l’unica che sta crescendo in modo così netto.

AnnoCuccioli iscritti in Italia
201535
201630
201739
201862
201963
2020110
2021105
2022100
2023119
2024158
Totale in dieci anni821

In dieci anni fanno 821 cuccioli, ma il dato che conta è la curva: da 35 iscritti nel 2015 a 158 nel 2024. Quasi cinque volte in dieci anni, con la crescita più forte a partire dal 2020.

Gli affissi dedicati sono dodici: quattro in Piemonte, due in Emilia Romagna, due in Veneto, uno in Lazio, uno in Trentino Alto Adige, uno in Lombardia e uno in Campania.

C’è però un dettaglio nei registri che vale più di tutto il resto: la ripartizione per varietà. Su 821 iscrizioni, 799 sono a pelo corto, 9 a pelo lungo e 8 a pelo ruvido. Le due varietà più caratteristiche della razza, in Italia, non esistono praticamente.

Sulla crescita del pelo corto una riflessione onesta va fatta. È aumentata perché è una razza sana, versatile e finalmente conosciuta, e questa è una buona notizia. Ma è aumentata anche perché assomiglia ai cani da lavoro che si vedono nei film e nei video, e questa è la parte che preoccupa: un cane con questa energia comprato per l’aspetto finisce, dopo due anni, a cercare una casa nuova.

Se ti interessa questa razza, la strada giusta è la solita: un allevamento che fa gli esami, un cucciolo con pedigree e un’idea chiara di cosa farai con lui tutti i giorni. E se sei disposto a guardare oltre il cucciolo, conviene chiedere alle associazioni che si occupano di cani da lavoro: qualche pastore olandese adulto in cerca di casa c’è quasi sempre, e con l’esperienza giusta è una scelta che funziona.