Allevamento del Cane da Pastore Olandese
Quanto costa un cucciolo e perché il pedigree qui conta più che altrove
In Italia il Cane da Pastore Olandese si trova, e le nascite sono quasi quintuplicate in dieci anni. Il che rende ancora più importante capire cosa si compra: in questa razza il pedigree non è un vezzo, è l’unica cosa che distingue un pastore olandese da un cane da lavoro senza registro. In questa pagina trovi quanto costa un cucciolo, cosa chiedere e i numeri veri dell’ENCI.
Sommario
Quanto costa un cucciolo di Cane da Pastore Olandese

La stima realistica per un cucciolo con pedigree FCI è fra i 1.000 e i 1.600 euro. Nella varietà a pelo corto le cucciolate ci sono; nelle altre due, in Italia, praticamente no.
Il mantenimento di un cane da 28 chili sta fra i 70 e i 110 euro al mese fra cibo, antiparassitari e veterinario. Ma in questa razza c’è una voce in più che non è un extra: sport e addestramento. Un pastore olandese senza attività diventa un problema, e l’attività costa tempo e spesso anche soldi.
Sulla toelettatura il pelo corto non chiede niente. Il pelo ruvido invece va strippato a mano due volte l’anno, come lo standard raccomanda: se non trovi un toelettatore che sappia farlo, imparalo tu.
E poi c’è l’avvertimento che in questa razza vale più che in tutte le altre. Esistono moltissimi cani tigrati senza pedigree venduti come pastori olandesi, e spesso vengono dalle linee da lavoro olandesi del KNPV, dove il sangue Malinois è abbondante e la razza si stabilisce guardando il colore del cucciolo.
Non è una truffa e non sono cani scadenti: sono cani selezionati per il lavoro, a volte eccellenti. Ma se cerchi un pastore olandese di razza, con i suoi esami di salute e il suo carattere prevedibile, il pedigree è l’unica garanzia che esiste. Chiedilo, e chiedi il numero di iscrizione al libro genealogico.
Le domande da fare a un allevatore di Cane da Pastore Olandese
La prima è la più semplice e la più importante: c’è il pedigree? In questa razza senza pedigree non si sa cosa si compra, e il colore tigrato non dimostra niente.
La seconda riguarda le anche: le associazioni di razza olandesi rendono l’esame obbligatorio, quindi le lastre dei genitori devono esserci.
La terza è specifica di questa razza e conviene saperla pronunciare: la goniodisplasia, cioè l’anomalia del legamento pettinato dell’occhio, che predispone al glaucoma. In Olanda è un esame obbligatorio per la varietà a pelo ruvido e, per una delle due associazioni, anche per il pelo lungo. Se prendi un cucciolo di quelle due varietà, è la prima cosa da chiedere.
La quarta riguarda il carattere, e in Olanda è addirittura un requisito: i riproduttori devono aver superato un test del comportamento. Chiedi l’esito, non solo se è stato fatto.
La quinta riguarda la consanguineità: chiedi il coefficiente della cucciolata. Nelle varietà a pelo lungo e ruvido la popolazione è piccola, e gli allevatori olandesi lavorano da anni per abbassare quel numero. Chi alleva seriamente lo sa a memoria.
La sesta riguarda i genitori al lavoro: hanno un titolo di lavoro, fanno sport, sono stati valutati? In una razza classificata con prova di lavoro, è la domanda che separa chi seleziona da chi accoppia.
La settima riguarda te, e un allevatore serio la farà per primo: che attività pensi di fare, quante ore stai fuori, che esperienza hai. Se non ti chiede niente, cambia allevamento.
Il Cane da Pastore Olandese in Italia: i numeri dell’ENCI
Questa razza è il caso più interessante fra i cani da pastore rari in Italia, perché è l’unica che sta crescendo in modo così netto.
In dieci anni fanno 821 cuccioli, ma il dato che conta è la curva: da 35 iscritti nel 2015 a 158 nel 2024. Quasi cinque volte in dieci anni, con la crescita più forte a partire dal 2020.
Gli affissi dedicati sono dodici: quattro in Piemonte, due in Emilia Romagna, due in Veneto, uno in Lazio, uno in Trentino Alto Adige, uno in Lombardia e uno in Campania.
C’è però un dettaglio nei registri che vale più di tutto il resto: la ripartizione per varietà. Su 821 iscrizioni, 799 sono a pelo corto, 9 a pelo lungo e 8 a pelo ruvido. Le due varietà più caratteristiche della razza, in Italia, non esistono praticamente.
Sulla crescita del pelo corto una riflessione onesta va fatta. È aumentata perché è una razza sana, versatile e finalmente conosciuta, e questa è una buona notizia. Ma è aumentata anche perché assomiglia ai cani da lavoro che si vedono nei film e nei video, e questa è la parte che preoccupa: un cane con questa energia comprato per l’aspetto finisce, dopo due anni, a cercare una casa nuova.
Se ti interessa questa razza, la strada giusta è la solita: un allevamento che fa gli esami, un cucciolo con pedigree e un’idea chiara di cosa farai con lui tutti i giorni. E se sei disposto a guardare oltre il cucciolo, conviene chiedere alle associazioni che si occupano di cani da lavoro: qualche pastore olandese adulto in cerca di casa c’è quasi sempre, e con l’esperienza giusta è una scelta che funziona.

