Allevamento del Cane da Pastore di Tatra

Undici cuccioli in sei anni: dove si cerca

In Italia c’è un solo allevamento con affisso e nel 2024 è nato un solo cucciolo. Chi vuole questa razza deve mettere in conto pazienza o un viaggio.

In questa pagina: quanto costa, dove si cerca in Polonia, cosa chiedere all’allevatore e cosa guardare in una cucciolata.

Sommario

Quanto costa un cucciolo di Cane da Pastore di Tatra

In Italia non esiste un vero listino, perché non esiste un vero mercato: 11 cuccioli in sei anni e un unico allevamento con affisso, in provincia di Belluno.

La strada naturale è la Polonia, dove la razza è comune e ci sono decine di allevamenti. Un cucciolo con pedigree costa indicativamente fra i 900 e i 1.400 euro, in linea con le altre razze grandi da guardia.

Trattandosi di un paese dell’Unione Europea, la pratica è semplice: passaporto europeo, microchip e antirabbica in regola. Il viaggio è lungo ma senza complicazioni burocratiche.

In Polonia si trovano ancora due mondi diversi: gli allevamenti da esposizione e le linee che lavorano con le pecore nelle valli dei Tatra. Conviene capire in quale si sta entrando.

Il resto delle spese è quello di un cane grande e peloso: 900-1.300 euro il primo anno fra vaccini, microchip, sverminazioni ed eventuale sterilizzazione, e 130-200 euro al mese di mantenimento.

Alle quali va aggiunta la recinzione, che con un guardiano territoriale non è un optional.

Sulla toelettatura, invece, la spesa può essere zero: due spazzolate a settimana si fanno in casa, e su questa razza il lavoro è più semplice che su altri cani a pelo lungo, perché testa e arti hanno il pelo corto.

Se cerchi un guardiano bianco del gregge e non trovare un Podhalański, l’alternativa italiana è eccellente e disponibile ovunque: il Cane da Pastore Abruzzese Maremmano fa esattamente lo stesso lavoro.

VoceQuantoNote
Cucciolo in ItaliaDifficile da trovareUn solo allevamento con affisso, in Veneto
Cucciolo in Polonia900-1.400 euroLì la razza è comune e ci sono molti allevamenti
Quanti ne nascono quiPochissimi11 in sei anni, con un solo cucciolo nel 2024
Viaggio e documentiDa mettere in contoDentro l’Unione la pratica è semplice
Primo anno900-1.300 euroVaccini, microchip, sverminazioni, sterilizzazione
Mantenimento al mese130-200 euroCane grande con molto pelo
RecinzioneDa mettere in contoÈ un guardiano territoriale
ToelettaturaDa fare in casaDue spazzolate a settimana, mai la tosatura

Cosa chiedere all’allevatore

Cagna da pastore di Tatra sdraiata sul prato mentre allatta i cuccioli

La prima domanda riguarda la linea: i genitori stanno con il gregge o vengono da linee da esposizione? In una razza in cui il lavoro non si è mai interrotto, la differenza si sente nel cane adulto.

La seconda è vedere i genitori, e in questa razza è decisiva: lo standard dichiara difetti da squalifica sia il carattere nervoso sia il cane timido o chiaramente aggressivo. Una madre tranquilla è la garanzia migliore.

La terza sono le lastre di anche e gomiti dei riproduttori: su un cane che arriva a cinquanta chili sono il controllo di base.

La quarta riguarda gli occhi: l’ectropion è un difetto eliminatorio dello standard, e un referto oculistico recente dei genitori è una richiesta ragionevole.

La quinta è il piano di crescita: che alimentazione seguono e quale consigliano. Un cucciolo che deve arrivare a cinquanta chili va fatto crescere lentamente.

La sesta è il pelo degli adulti, e va toccato: deve essere duro al tatto. Un mantello morbido o serico è un difetto eliminatorio, e dice qualcosa su come si seleziona in quell’allevamento.

E poi c’è la domanda che dovrebbero fare loro a te: dove vivrete, che recinzione hai, se hai bestiame. Un allevatore che non chiede nulla è il segnale peggiore.

Cosa guardare in una cucciolata

Cucciolo neonato di cane da pastore di Tatra tenuto in una mano

Il primo controllo è il colore, e la regola non ammette eccezioni: uniformemente bianco. Le macchioline color crema sono indesiderabili, e le macchie colorate sono un difetto da squalifica.

Il secondo è la pigmentazione, che su un cane bianco è l’indicatore di qualità più immediato: tartufo nero, bordi delle labbra scuri, palpebre scure, cuscinetti e unghie scuri. La poca pigmentazione è un difetto.

Il terzo sono gli occhi: iride marrone scuro. L’occhio chiaro ha un nome proprio nello standard, l’occhio da orso, ed è un difetto.

Il quarto è lo stop, che deve essere distintamente marcato: uno stop troppo poco pronunciato è un difetto eliminatorio, e così un muso appuntito.

Il quinto è il pelo. Anche in un cucciolo si capisce se sarà duro o morbido: il pelo arricciato o serico squalifica, e la mancanza di sottopelo pure.

Il sesto sono i piedi: compatti, ovali come un pugno, e con pelo fra le dita. La mancanza di quel pelo è elencata fra i difetti.

E per ultimo il comportamento: cuccioli che vengono avanti, curiosano e non si bloccano a un rumore. In una razza dove il carattere nervoso squalifica, è il controllo che conta di più.