Carattere e descrizione del Cane da Pastore dei Pirenei a Faccia Rasa
Taglia, la faccia scoperta, i colori del manto e il temperamento
Il Cane da Pastore dei Pirenei a Faccia Rasa ha uno standard di due pagine, e non perché ci sia poco da dire: descrive solo le differenze rispetto alla varietà a pelo lungo, perché per tutto il resto ha le stesse caratteristiche.
In questa pagina: quanto è grande, perché si chiama a faccia rasa, i cinque colori ammessi, quella riga sul carattere che lo distingue dal fratello peloso, e a chi è adatto.
Sommario
Il Cane da Pastore dei Pirenei a Faccia Rasa in breve
Il Cane da Pastore dei Pirenei a Faccia Rasa, in francese berger des Pyrénées à face rase, è un conduttore di greggi francese di taglia media: dai 40 ai 54 cm i maschi, dai 40 ai 52 le femmine. Ha la testa coperta di pelo corto e fine, da cui il nome, e il corpo con pelo semi-lungo che sul collo arriva a 6-7 centimetri. Il carattere, testuale: vivace, facilmente gestibile, talvolta diffidente verso gli estranei.
Quanto è grande un Cane da Pastore dei Pirenei a Faccia Rasa

I maschi vanno dai 40 ai 54 centimetri al garrese, le femmine dai 40 ai 52. Sono quattordici centimetri di forbice: è uno degli intervalli più larghi di tutta la nomenclatura FCI.
Quella forbice non è una svista. Il pastore dei Pirenei è un cane di valle, e il suo tipo varia in modo abbastanza considerevole da una valle all’altra: lo dice lo standard della varietà a pelo lungo, e vale anche qui.
In pratica esistono soggetti che stanno sotto i quarantacinque centimetri e altri che li superano di dieci. Sono tutti in standard.
Il corpo, però, è più raccolto di quello del fratello peloso: è un po’ più corto di quello della varietà a pelo lungo e si avvicina ad una forma iscrivibile nel quadrato.
Anche le angolazioni sono diverse: in questa varietà sono più aperte, e il piede è più stretto e più arcuato.
La conseguenza si vede in movimento, e lo standard la scrive: il faccia rasa ha una presa di terreno inferiore rispetto alla varietà a pelo lungo. Fa passi più corti, ma non per questo va più piano.
La testa ha una forma triangolare, con il cranio largo quanto è lungo, il tartufo nero e le orecchie corte, triangolari e molto mobili, che possono essere pendenti o parzialmente erette.
Perché si chiama a faccia rasa

Il nome viene da una riga sola dello standard: la testa è ricoperta di pelo corto e fine (da cui il nome a faccia rasa). Tutto qui, e cambia completamente l’aspetto del cane.
Il pastore dei Pirenei a pelo lungo ha la faccia coperta: il pelo cresce lungo sulle guance e ai lati del muso, spazzolato a colpo di vento, e spesso arriva a nascondere gli occhi.
Il faccia rasa no. Ha il muso scoperto, gli occhi in vista e un’espressione da cane sveglio che si legge subito. È la differenza che colpisce di più quando si vedono i due affiancati.
C’è anche una piccola differenza di misure che di solito sfugge: il muso del faccia rasa è un po’ più lungo di quello dei cani da pastore dei Pirenei a pelo lungo o semi-lungo.
Sul corpo, invece, il pelo c’è eccome. Lo standard lo definisce semi-lungo o meno che semi-lungo, e dà le misure dove è più abbondante: 6-7 centimetri sul collo e al garrese, 4-5 sulla linea mediana del dorso.
Gli arti sono a pelo raso, ma con una leggera frangia davanti e le culottes dietro, cioè quei pantaloncini di pelo sulle cosce.
La coda è ben frangiata, non molto lunga, attaccata bassa, e forma un uncino alla punta. È un dettaglio che si vede da lontano.
Il risultato è un cane con la faccia da cane a pelo corto e il corpo da cane a pelo lungo. Detto così sembra strano, ma funziona benissimo.
I colori del Cane da Pastore dei Pirenei a Faccia Rasa

La tavolozza è larga: fulvo più o meno scuro, grigio, arlecchino (blu screziato di nero), tigrato e nero, pieno o con pezzature bianche limitate.
Il fulvo è il più comune, e può essere carbonato, cioè con i peli dalla punta nera che gli danno quell’effetto bruciacchiato sul dorso e sulla testa.
Il grigio va dal chiaro allo scuro, e spesso porta un po’ di bianco alla testa, al petto e sugli arti.
L’arlecchino, che i francesi chiamano anche blu ardesia, è il mantello merle: fondo grigio-blu chiazzato di nero. In questi cani lo standard ammette gli occhi gazzuoli, cioè azzurri, e anzi dice che ne sono quasi sempre una caratteristica.
Il tigrato è il più raro e forse il più bello: fondo fulvo attraversato da striature scure.
E poi c’è il nero, pieno o con qualche macchia bianca limitata.
Su tutti vale una nota di stile che lo standard mette in fondo alla lista: i mantelli di colore deciso sono preferiti. Meglio un fulvo carico di un fulvo slavato.
Il tartufo è sempre nero, in qualunque colore, e le palpebre sono orlate di nero, qualunque sia il colore del mantello. Gli occhi, fuori dagli arlecchini, sono marrone scuro.
Il carattere del Cane da Pastore dei Pirenei a Faccia Rasa

Qui c’è la sorpresa. Lo standard del faccia rasa gli dedica una riga sola, ma quella riga è diversa da quella della varietà a pelo lungo: questo cane è vivace, facilmente gestibile, talvolta diffidente verso gli estranei.
Per capire quanto pesa quel facilmente gestibile bisogna leggere cosa dice invece lo standard del pelo lungo: ha un carattere volitivo ed è necessario un pugno di ferro per incanalare la sua energia.
Due varietà della stessa razza, e due descrizioni caratteriali agli antipodi. Gli allevatori francesi lo confermano da sempre: il faccia rasa è considerato il più equilibrato e il più semplice da gestire dei due.
Attenzione però: facilmente gestibile non vuol dire tranquillo. Il primo aggettivo dello standard è vivace, e va preso alla lettera. Questo è un cane che conduceva greggi in montagna per giornate intere.
Il talvolta diffidente verso gli estranei è l’altro tratto da conoscere. Non è aggressività, è riservatezza: con chi non conosce prende tempo. La socializzazione da cucciolo è la cosa che fa la differenza.
Con la famiglia è l’opposto: il pastore dei Pirenei è un cane che si attacca in modo totale alla sua persona, e che la segue ovunque.
Con i bambini funziona bene, ma va tenuto d’occhio l’istinto di conduzione: un cane da gregge tende a radunare quello che si muove, e i bambini che corrono sono un bersaglio naturale.
Con gli altri cani è generalmente socievole. Con i piccoli animali dipende dal singolo, ma l’istinto predatorio in questa razza è più contenuto che nei terrier.
Sull’abbaio serve onestà: è un conduttore di greggi, e i conduttori usano la voce. Chi vive in condominio deve saperlo prima.
Faccia rasa o pelo lungo: le differenze

Per la FCI sono due razze separate dal 1955, con due numeri di standard diversi. Per AKC, UKC e Canadian Kennel Club sono invece due varietà di un’unica razza, il Pyrenean Shepherd.
Nella foto qui accanto c’è la varietà a pelo lungo: quel pelo che copre guance e muso è esattamente quello che il faccia rasa non ha.
Le differenze vere, quelle che lo standard elenca una per una, sono cinque: la testa a pelo corto, il muso un po’ più lungo, il corpo quasi quadrato, le angolazioni più aperte e la presa di terreno inferiore in movimento.
Poi c’è la sesta, che non riguarda l’anatomia: quel facilmente gestibile al posto del pugno di ferro.
Sui numeri non c’è partita. In Francia, che è il paese d’origine, il faccia rasa registra fra i 50 e i 75 cuccioli l’anno, mentre il pelo lungo ne registra circa dieci volte tanto e costituisce all’incirca il 90 per cento della popolazione.
Chi arriva a questa razza da fuori, insomma, incontrerà quasi sempre il pelo lungo. Il faccia rasa va cercato apposta.
Nulla a che vedere, invece, con l’altro cane dei Pirenei che tutti conoscono: il Cane da Montagna dei Pirenei è un guardiano da settanta chili, non un conduttore. Vivevano insieme sulle stesse montagne facendo due lavori opposti.
Quanto vive un Cane da Pastore dei Pirenei a Faccia Rasa e di cosa si ammala

È un cane rustico e longevo: la vita media si colloca intorno ai 13-15 anni, e ai pastori dei Pirenei sono attribuiti alcuni dei record di longevità canina.
La razza non ha patologie che si possano definire tipiche, ed è normale in un cane leggero selezionato per lavorare in montagna fino a tarda età.
Il tema più concreto riguarda i mantelli arlecchini. Il gene merle, in doppia copia, produce cuccioli con problemi gravi di udito e di vista: due arlecchini non vanno mai accoppiati fra loro, ed è una domanda legittima da fare all’allevatore.
Il secondo controllo sono gli occhi: nei cani da pastore si valutano le patologie oculari ereditarie, e un referto recente dei riproduttori è una richiesta ragionevole.
Il terzo sono anche e rotule: anche su un cane leggero, le lastre e la valutazione delle rotule restano il controllo di base.
Il quarto è il pool genetico. Con cinquanta cuccioli l’anno nel paese d’origine, la popolazione è piccolissima e le linee sono poche: il coefficiente di consanguineità va chiesto.
L’ultimo è il peso, ed è quello che dipende da te. Un cane costruito per camminare tutto il giorno, tenuto fermo e nutrito bene, ingrassa in fretta.
A chi è adatto il Cane da Pastore dei Pirenei a Faccia Rasa
È adatto a chi cammina: è un conduttore di greggi che faceva giornate intere in montagna, e vivace è il primo aggettivo del suo standard.
È adatto a chi vuole un cane sveglio e collaborativo: quel facilmente gestibile lo rende più abbordabile della varietà a pelo lungo.
È adatto a chi cerca un cane di taglia contenuta con un motore da cane grande: fra i 40 e i 54 centimetri, sta ovunque.
È adatto a chi non vuole toelettatura: la testa è a pelo corto e il resto chiede una spazzolata a settimana.
È adatto a chi fa sport cinofili: agility, treibball, rally-o e ricerca sono il suo pane.
Non è adatto a chi sta fuori tutto il giorno e lo lascia solo: è un cane che si attacca alla sua persona e che da solo si annoia.
Non è adatto a chi vuole un cane silenzioso: i conduttori usano la voce, e questo la usa.
Non è adatto a chi lo vuole subito: in Italia sono nati tre cuccioli in otto anni.

