Carattere e descrizione del Cane da Montagna di Serra da Estrela
Quanto e grande, le due varietà di pelo, i colori e il carattere
Il Cane da Montagna di Serra da Estrela, il Cão da Serra da Estrela dei portoghesi, è un molossoide da guardiania alto fino a 73 centimetri e pesante fino a 60 chili, con un pelo che lo standard paragona al pelo di capra, la maschera scura sul muso e una coda che finisce con un uncino. In questa pagina trovi quanto è grande, come funzionano le due varietà di pelo, quali colori esistono, che carattere ha e la parte sulla salute.
Sommario
Il Cane da Montagna di Serra da Estrela in breve
Il Cane da Montagna di Serra da Estrela è il grande cane da guardiania del Portogallo: maschi alti 65-73 centimetri per 45-60 chili, femmine 62-69 per 35-45. Esiste in due varietà, a pelo lungo e a pelo corto, nei colori giallo, fulvo, grigio, grigio lupo e tigrato, sempre con la maschera scura sul muso. Lo standard lo dice diffidente verso gli estranei e docile con la sua gente, e lo chiama compagno inseparabile del pastore.
Quanto è grande un Cane da Montagna di Serra da Estrela

I maschi misurano 65-73 centimetri al garrese e pesano 45-60 chili, le femmine 62-69 centimetri per 35-45 chili. È un cane grande, non gigante: sta sotto un Pastore dei Pirenei e sopra un Pastore Tedesco.
Lo standard lo presenta in poche parole: grande, cane molossoide tipo mastino. Rustico, solido, dall’andatura svelta e un atteggiamento imponente. E chiude la descrizione con una frase che nei testi FCI non si incontra spesso: quell’armonia rivela una purezza etnica di vecchia razza che ha radici nel passato.
La costruzione è sub longilineo, cioè un po’ più lungo che alto, e il torace è alto meno della metà dell’altezza al garrese: non è un molosso appesantito, è un cane che deve salire e scendere da un monte tutti i giorni.
C’è un dettaglio di costruzione che si nota guardandolo da fermo: la groppa dev’essere alta uguale o leggermente più del garrese. Sembra una sfumatura da giudici, ma è la ragione per cui questo cane, visto di lato, dà l’impressione di spingere in salita anche quando è in piedi.
Sulla taglia lo standard è severo in entrambe le direzioni: due centimetri di tolleranza, e poi un maschio sotto i 65 o sopra i 75 centimetri è un difetto grave. Tradotto: né i soggetti troppo leggeri né quelli gonfiati per fare colpo sono nel tipo.
I piedi hanno una descrizione da cane di montagna: stanno fra il piede di gatto e il piede di lepre, con pelo abbondante fra le dita e cuscinetti spessi e duri. Il pelo fra le dita non è un vezzo, è la suola.
Sugli speroni posteriori lo standard dice solo che è possibile la presenza di speroni semplici o doppi. È una differenza pratica con il Cane da Montagna dei Pirenei, dove i doppi speroni sono obbligatori e la loro mancanza è un difetto.
L’andatura, invece, è liquidata in due parole: normale e facile. Non capita spesso che uno standard FCI dica così poco, e in questo caso il messaggio è che qui non si cerca lo spettacolo, si cerca un cane che cammini.
La testa e le orecchie a rosa del Cane da Montagna di Serra da Estrela

La testa è forte, voluminosa, lunga e leggermente convessa di profilo, con gli occhi color ambra scuro e le orecchie che si portano in un modo che ha un nome tutto suo: a rosa.
Le orecchie sono inserite a metà altezza, pendenti, e vanno portate cadenti all’indietro e lateralmente, appoggiate ai lati della testa, con il bordo interno visibile. Quella piega che scopre l’interno è la cosiddetta rosa, la stessa che si vede nei levrieri, e in un molossoide da montagna è una particolarità vera.
Un’altra cosa che allo standard interessa: le orecchie devono essere piccole rispetto all’insieme del corpo, sottili e triangolari. Orecchie grosse, spesse o completamente piatte sono difetti, e le orecchie tagliate sono un difetto grave. In Italia la conchectomia è comunque vietata.
Gli occhi sono di media grandezza tendente alla piccola, ovali e orizzontali, con un’espressione che il testo definisce calma e sveglia e un colore preferito, l’ambra scuro. Gli occhi chiari sono un difetto: in un cane che deve stare fermo a guardare un pascolo, l’espressione è mezza razza.
Il collo è corto, diritto e spesso, con una leggera giogaia non esagerata. È la misura giusta di pelle in più: abbastanza per proteggere la gola, non tanta da fare il mastino da salotto.
Le mucose della bocca, il palato e i bordi delle labbra vanno intensamente pigmentati di nero, e il tartufo grande e nero. Un tartufo scolorito è un difetto grave.
La testa, insomma, è dove si legge la razza. Un Serra da Estrela con la testa stretta, lunga e appuntita, senza la tipicità del molossoide, per lo standard non è un soggetto da penalizzare: è un soggetto da escludere.
Il pelo del Cane da Montagna di Serra da Estrela

Lo standard usa un paragone che si ricorda: il pelo è forte, molto abbondante, leggermente grossolano, e richiama il pelo di capra. Sotto c’è un sottopelo fine, fitto e aggrovigliato, di solito più chiaro del mantello di fuori.
Quel doppio strato è un impianto di riscaldamento e di condizionamento insieme: tiene fuori la neve d’inverno e il sole d’estate, e per questo non si tosa. Un Serra da Estrela tosato a giugno non sta più fresco, sta solo senza protezione.
Nella varietà a pelo lungo il mantello è liscio o leggermente ondulato e ha lunghezze diverse da una parte all’altra del cane: corto e denso su testa e arti, più lungo su collo e gola, dove nei maschi diventa una criniera, e abbondantemente frangiato su natiche, coda e faccia posteriore degli avambracci.
Sulle orecchie il pelo si accorcia man mano che si va verso la punta, dove diventa più sottile e morbido. È un dettaglio da toelettatura zero: cresce così da solo.
La manutenzione è più semplice di quanto la mole faccia pensare: una spazzolata a settimana tiene il mantello in ordine, e nelle due mute si passa a ogni giorno, perché quel sottopelo aggrovigliato esce a ciocche.
Sui bagni l’associazione portoghese di razza dice una cosa controintuitiva e giusta: lavarlo spesso gli porta via lo strato di grasso che rende il pelo impermeabile. Con questo cane il fango si spazzola quando è asciutto, non si insapona ogni mese.
L’unico punto delicato è la pelle. Un mantello così fitto che resta bagnato per giorni può dare eczema umido, e il club britannico lo mette fra i problemi comuni della razza: dopo la pioggia si asciuga e si apre il pelo con le mani, soprattutto sul collo.
La varietà a pelo corto del Cane da Montagna di Serra da Estrela

Lo standard dice, già nella prima riga della descrizione: vi sono due varietà di pelo: lungo e corto. La seconda esiste, è ufficiale, e in Italia non la riconosce praticamente nessuno.
La varietà a pelo corto ha lo stesso pelo ruvido, distribuito uniformemente su tutto il corpo, appena più corto su testa e arti, e senza nessuna frangia: niente criniera, niente coda cespugliosa, niente culottes.
Il cane sotto è identico: stessa taglia, stesso peso, stesso carattere, stessi colori. Cambia solo il vestito, e in Portogallo le due varietà si incrociano fra loro senza che nessuno gridi allo scandalo.
In Portogallo la corta è la variante dei pastori, e il motivo è pratico: sul lavoro un mantello che non raccoglie rovi e non si infeltrisce è un vantaggio. La lunga è quella che ha fatto la fortuna della razza nelle esposizioni e all’estero.
Il risultato lo si vede nei numeri italiani: gli 11 cuccioli iscritti all’ENCI negli ultimi dieci anni sono tutti a pelo lungo, nessuno a pelo corto.
Ha senso saperlo per un motivo molto concreto: se incontri un cane portoghese grande, fulvo o tigrato, con la maschera nera e il pelo raso, non è un incrocio e non è un Kangal. È probabilmente un Serra da Estrela, solo nella versione che nessuno si aspetta.
I colori del Cane da Montagna di Serra da Estrela e la maschera scura
I colori ammessi sono tre gruppi: unicolore (giallo, fulvo, grigio in tutte le gamme), grigio lupo e tigrato. E su tutti c’è una firma: la maschera scura sull’area cranio-muso.

Quella maschera non è un dettaglio estetico da concorso: lo standard la dichiara tipica e mette la sua assenza fra i difetti. Un Serra da Estrela col muso chiaro è un cane fuori tipo, e la foto qui sopra mostra il caso opposto, una maschera così estesa che invade tutta la testa.
Le macchie bianche hanno un confine preciso e strettissimo: sono ammesse solo sulle estremità dei piedi e in piccola estensione nella parte più bassa di collo e torace. Un Serra da Estrela con il petto tutto bianco o con la lista in testa non è tipico, e qui sta una differenza con l’altro grande portoghese, il Rafeiro do Alentejo, che invece va sempre con macchie bianche.
Qualsiasi colore non elencato nello standard e l’albinismo sono difetti eliminatori. Non c’è il nero unicolore, non c’è il bianco, non c’è il marrone.
Sui cuccioli vale l’avvertimento di tutte le razze con la maschera: il colore definitivo arriva con il tempo. Un cucciolo grigio scuro può schiarire di molto, e la maschera in genere si allarga crescendo invece di sbiadire.
Il tocco finale lo danno i pigmenti: tartufo grande e nero, rime palpebrali nere, unghie scure preferibilmente nere e occhi color ambra scuro. Su un mantello fulvo, quel muso nero è il motivo per cui questa razza in fotografia non si dimentica.
Perché la coda del Cane da Montagna di Serra da Estrela finisce con un uncino
È il dettaglio più curioso di tutto lo standard, ed è quello che si usa per riconoscere un buon soggetto. La coda è lunga, spessa, portata sotto l’orizzontale, a forma di scimitarra, e disegna un uncino all’estremità.
A riposo ricade fra i posteriori e arriva almeno alla punta del garretto. Quando il cane è in attenzione o in movimento si rialza sopra l’orizzontale, curvandosi in alto e in avanti, ma senza essere portata sopra la groppa.
E qui viene la parte interessante: fra i difetti, insieme alla coda portata sul dorso, lo standard elenca l’assenza di uncino. Non è un vezzo del compilatore: quell’uncino è un carattere etnico della razza, uno di quei segni che i pastori usavano per dire se un cane era “della Serra” o no.
Per capire quanto sia specifico basta guardare l’altro cane da guardiania portoghese, il Cão de Castro Laboreiro: nel suo standard la coda con uncino all’estremità è un difetto grave. Due razze dello stesso paese, la stessa coda, giudizio opposto.
Sulla coda tagliata il testo è chiaro: coda tagliata o rudimentale è un difetto grave, e l’anurismo, cioè nascere senza coda, è un difetto eliminatorio. In Italia la caudectomia è vietata, quindi il discorso è chiuso in partenza.
Se stai guardando una cucciolata, la coda è una delle poche cose che puoi controllare da solo a otto settimane. Guarda che ci sia, che sia lunga e che in punta faccia quella piccola curva all’insù.
Il carattere del Cane da Montagna di Serra da Estrela

Lo standard lo descrive in tre righe che dicono tutto: compagno inseparabile del pastore, è un guardiano fedele del gregge che difende accanitamente contro predatori e ladri di bestiame. Ottimo custode di fattorie e di case, è diffidente verso gli estranei e tipicamente docile verso il suo padrone.
Quella frase contiene la contraddizione apparente di tutti i cani da guardiania, ed è il motivo per cui vanno capiti prima di prenderli: lo stesso cane è docile con la sua gente e diffidente con tutti gli altri. Non è un difetto di socializzazione, è il mestiere.
In casa è un cane tranquillo, spesso sorprendentemente tranquillo. Ha una soglia alta e non si agita per niente: sta a guardare. Poi si alza, fa il giro della proprietà e torna a sdraiarsi dove ti vede.
Con la famiglia è molto legato e con i bambini di casa è paziente. L’associazione portoghese di razza usa un’espressione bella per descriverlo: verso i bambini prova un’attrazione compulsiva, e da loro tollera cose che non tollererebbe da un adulto. Il problema, con un cane da 50 chili, non è la pazienza: è il peso, e la regola resta quella di sempre, mai lasciare soli bambini piccoli e cani grandi.
Con gli estranei è riservato e valuta a lungo. Non è un cane che aggredisce di slancio: è un cane che si mette fra te e la persona, e aspetta.
È indipendente, e questa è la parte che sorprende chi arriva da un Pastore Tedesco o da un Golden. Ha passato secoli a decidere da solo, di notte, con il pastore che dormiva: quando gli chiedi qualcosa, ci pensa. Non è disobbedienza, è un cane che ha un’opinione.
Lo standard ci mette anche una nota di equilibrio che vale come promessa: un soggetto che mostra squilibrio nervoso con segni di timidezza è un difetto grave, e i cani aggressivi o esageratamente timidi sono eliminatori. Un buon Serra da Estrela è un cane sicuro, non un cane teso.
Il difetto vero della razza, per chi vive in città, è che tutto questo funziona su un territorio. Un guardiano senza niente da guardare si inventa un territorio, e di solito comincia dal pianerottolo.
Come lavora un cane da guardiania del bestiame

Un cane da guardiania non conduce il gregge, ci vive dentro. Non raduna, non morde i garretti, non aspetta gli ordini: sta con gli animali e decide da solo quando alzarsi.
È la differenza che spiega perché un Serra da Estrela non si addestra come un Border Collie. Il cane da conduzione lavora con te, il cane da guardiania lavora al posto tuo, spesso di notte e senza nessuno che lo guardi.
Il legame si costruisce da cucciolo, e in Portogallo si fa esattamente così: i cuccioli del Programa Cão de Gado vengono affidati al gregge a due mesi, appena svezzati, perché è lì che si formano i legami che li faranno restare con gli animali da adulti.
Quel programma è la parte contemporanea della storia di questa razza. Va avanti dal 1996, ha sostenuto circa 400 allevatori nell’area di distribuzione del lupo iberico e ha consegnato quasi 700 cani di quattro razze portoghesi, il Serra da Estrela in entrambe le varietà fra queste.
Il senso è semplice e vale anche in Italia, dove il lupo è tornato: un gregge sorvegliato da cani seri perde meno animali, e un pastore che perde meno animali non ha bisogno di risolvere il problema con il veleno o con il fucile. Il cane da guardiania è uno strumento di convivenza, non un’arma.
Nell’utilizzazione lo standard aggiunge un mestiere che non ti aspetti in una razza da guardiania: questo cane era usato anche come cane da traino. Nella Serra i carretti li tiravano i cani, e la razza ha la struttura per farlo.
Per chi non ha un gregge la lezione pratica è una: questo cane ha bisogno di un perimetro da considerare suo e di qualcosa da tenere d’occhio. Un giardino recintato e una famiglia gli bastano. Un appartamento al terzo piano, no.
Quanto vive un Cane da Montagna di Serra da Estrela e di cosa si ammala
Sulla longevità le fonti non concordano, e ha senso dirlo. L’associazione portoghese di razza parla di 12-14 anni, con soggetti che superano i sedici; le fonti britanniche stanno più prudenti, fra i 10 e i 13. Per un cane da 50 chili, in entrambi i casi, è un’ottima longevità: le razze giganti di solito stanno sotto i dieci.
Il controllo di base è la displasia dell’anca, e in un cane di questo peso non è una formalità: lastre ufficiali dei genitori, con il punteggio scritto, non “i nonni stavano benissimo”. L’associazione portoghese aggiunge la displasia del gomito.
Il tema cardiologico della razza è la cardiomiopatia dilatativa: il club britannico le dedica una pagina apposta e invita gli allevatori a testare i riproduttori. È la domanda che quasi nessuno fa e che qui va fatta.
Poi c’è l’ipotiroidismo, segnalato dall’associazione portoghese: un cane apatico, con il pelo che peggiora e il peso che sale senza motivo, si controlla con un esame del sangue prima di dare la colpa alla pigrizia.
Fra i problemi ortopedici il club britannico mette la rottura del legamento crociato fra i più frequenti della razza. Ha molto a che vedere con il primo anno di vita: un cucciolo che arriverà a 50 chili non deve saltare, non deve correre dietro alla bicicletta e non deve fare le scale in continuazione. La regola inglese è cinque minuti di passeggiata per ogni mese di età, fino ai dodici mesi.
Le due manutenzioni da mettere in agenda sono le orecchie, che stanno appoggiate alla testa e sotto non prendono aria, quindi vanno guardate ogni settimana, e la pelle, per l’eczema umido di cui abbiamo parlato nel capitolo sul pelo.
Vale anche la regola dei cani grandi con il torace profondo: pasti divisi in due, niente esercizio pesante subito dopo mangiato e la torsione dello stomaco in testa come emergenza da riconoscere, perché in un cane di questa mole si gioca in un’ora.
E infine il peso, che in una razza con questo mantello è la cosa più facile da sbagliare: sotto tutto quel pelo il sovrappeso non si vede. Si controlla con le mani, sulle costole.
A chi è adatto il Cane da Montagna di Serra da Estrela

È adatto a chi vuole un guardiano vero, ha lo spazio per tenerlo e accetta due cose: che questo cane decida qualche volta da solo, e che con gli estranei non farà mai le feste.
È adatto a chi vive in campagna o in una casa con giardino recintato, meglio se con qualcosa da custodire: animali, un terreno, una famiglia numerosa.
È adatto alle famiglie con bambini già grandicelli: è paziente e legatissimo, e l’associazione portoghese arriva a dire che per i bambini ha un debole.
È adatto a chi ama il freddo e le camminate lunghe. Quel mantello è nato a 1.500 metri e il cane si sveglia quando la temperatura scende.
È adatto a chi ha già avuto cani indipendenti e non misura il rapporto in numero di comandi eseguiti.
Non è adatto a chi vive in appartamento. Non per l’energia, che è media, ma per il territorio: un guardiano senza perimetro se lo inventa, e finisce per abbaiare a tutto quello che si muove sulle scale.
Non è adatto a chi riceve tanta gente senza voglia di gestire le presentazioni ogni volta. Con lui gli ospiti si annunciano, si fanno entrare, si presentano. Sempre.
Non è adatto ai principianti che vogliono un cane obbediente in tre mesi, né a chi non ha una recinzione in ordine: 50 chili di cane convinto di fare il suo dovere sono un problema legale, non solo un problema tuo.
Non è adatto a chi ha fretta: in Italia non esiste nessun affisso della razza e in dieci anni sono nati 11 cuccioli. Si guarda al Portogallo, e si aspetta.
Se invece cerchi un cane che stia sdraiato in mezzo al cortile tutto il giorno, che si alzi soltanto quando serve, che ti guardi con quegli occhi ambra e che di notte sappia esattamente cosa sta facendo, questo è uno dei guardiani più equilibrati d’Europa. E in Portogallo lo sanno da sempre: la razza è la più amata del paese.




