Storia ed origine del Braque Français

Il ceppo dei bracchi francesi, i due tipi e i cugini di famiglia

Il Braque Français è uno dei capostipiti dei cani da ferma europei, e la sua storia è la storia di una famiglia intera: da lui derivano razze che oggi hanno un nome proprio. In questa pagina trovi da dove viene, perché esiste in due taglie e come sta oggi in Italia.

Sommario

Da dove viene il Braque Français

Stampa del 1818 che ritrae la testa di un cane braque francese

Lo standard dice l’essenziale in una riga: i due tipi sono originari del Sud-ovest della Francia e dei Pirenei Centrali, dove erano rimasti allo stato puro.

Quel allo stato puro è la chiave. Mentre nel resto d’Europa i cani da ferma venivano incrociati con il Pointer inglese per farli più veloci, nelle campagne del Sud-ovest francese e sulle montagne dei Pirenei il braccoide locale è rimasto quello che era.

Il braque francese è uno dei ceppi da cui discende buona parte dei cani da ferma continentali: la sua influenza si trova nei bracchi tedeschi, negli spagnoli e in diverse razze francesi nate come varianti locali.

Le immagini d’epoca aiutano a capire quanto sia antico il tipo. Questa stampa del 1818 ritrae la testa di un cane braque con le stesse caratteristiche che descrive lo standard di oggi: muso largo e rettangolare, labbro superiore che scende, orecchio inserito all’altezza dell’occhio.

La divisione in due taglie non è un’invenzione moderna dei club: rispecchia due popolazioni che esistevano, una più grande e pesante nel Sud-ovest, una più leggera e rustica sulle montagne, dove un cane da trenta chili in salita è uno svantaggio.

QuandoCosa succede
Dal MedioevoIl braccoide francese e il ceppo da cui derivano molti cani da ferma europei
Nel Sud-ovestI due tipi restano allo stato puro nel Sud-ovest della Francia e nei Pirenei Centrali
OttocentoIl tipo grande e il tipo piccolo vengono descritti insieme come una razza in due taglie
Inizio NovecentoLe esposizioni francesi premiano i braques, compresi i cugini come il braque de l’Ariege
06.05.1988Data dello standard originale del tipo Gascogne oggi in vigore
16.06.2022Data dello standard originale del tipo Pirenei oggi in vigore
2015-2024In Italia nascono 1.490 cuccioli di tipo Pirenei e nessuno di tipo Gascogne

I cugini: una famiglia di braques francesi

Fotografia del 1913 con un braque de l'Ariege premiato a una esposizione canina

Nelle esposizioni francesi di inizio Novecento i braques non erano una razza sola: erano una famiglia con tanti rami locali, e ognuno aveva la sua classe e il suo primo premio.

Il ramo più vicino è il braque de l’Ariège, che è nato proprio dal Bracco Francese nelle valli dei Pirenei ariegesi e che oggi è una razza a sé, con il suo standard e i suoi numeri piccolissimi.

Poi ci sono gli altri braques che il pubblico italiano conosce poco e da distinguere: il Bracco d’Auvergne, nero a pezzatura bianca; il Bracco del Bourbonnais, con la moschettatura fittissima e la coda corta dalla nascita; il Bracco Saint-Germain, bianco e arancio.

Tutti questi cani hanno in comune la struttura braccoide, il pelo raso e il modo di lavorare vicino al cacciatore. Quello che cambia è il colore, la taglia e qualche dettaglio della testa: è il motivo per cui un occhio inesperto li confonde tutti con un Pointer.

Il fatto che il Braque Français sia il ceppo di questa famiglia spiega anche perché i suoi standard siano così concentrati sulla morfologia: sono documenti che servono a tenere separati cani molto simili fra loro.

Conviene aggiungere che il tipo Pirenei ha avuto una fortuna diversa dal tipo grande. Più maneggevole, più leggero e meno impegnativo da mantenere, è quello che si è diffuso fuori dalla Francia, Italia compresa.

Il Braque Français oggi, e i numeri italiani

In Francia il Bracco Francese è un cane da caccia vivo, con un allevamento continuo su entrambi i tipi. Fuori dai confini, invece, la differenza fra le due taglie diventa enorme, e l’Italia è il caso di scuola.

I dati dell’ENCI fra il 2015 e il 2024 parlano chiaro: il tipo Pirenei ha avuto 1.490 cuccioli iscritti, con una media di circa 150 all’anno e una regolarità che poche razze da caccia straniere hanno. Il tipo Gascogne, nello stesso periodo, ha avuto zero nascite.

Anche gli allevamenti raccontano la stessa cosa: 19 affissi dedicati al tipo Pirenei, distribuiti soprattutto fra Piemonte (4), Toscana (4) e Lombardia (3), più Sicilia, Liguria, Trentino, Sardegna, Lazio ed Emilia Romagna. Per il Gascogne, nessuno.

Il motivo è pratico: il Pirenei è il cane giusto per la caccia italiana. Taglia media, maneggevole in montagna e nel bosco, resistente, e con quel modo di cercare vicino che serve a chi va a piedi. Il Gascogne, più grande e più pesante, ha meno senso sui nostri terreni e in una utilitaria.

Per chi cerca un cucciolo la conseguenza è chiara: in Italia si parla di Bracco Francese tipo Pirenei, e chi vuole un Gascogne deve guardare alla Francia.