Allevamento del Braque d’Auvergne

Quanto costa un cucciolo e perché in Italia non se ne trovano

Il Braque d’Auvergne in Italia non si alleva: 49 cuccioli iscritti in dieci anni, nessuno negli ultimi tre e zero affissi dedicati. In questa pagina trovi quanto costa un cucciolo in Francia, cosa chiedere all’allevatore e i numeri veri dell’ENCI.

Sommario

Quanto costa un cucciolo di Braque d’Auvergne

Un cucciolo con pedigree FCI costa fra i 900 e i 1.500 euro. Il problema, come per tutte le razze da caccia di nicchia, non è la cifra: è trovarlo.

Bracco d Auvergne al guinzaglio in un ring di esposizione

Il riferimento è la Francia, dove la razza è di casa e dove il club, la R.A.B.A., tiene i contatti con gli allevatori. In Italia non esiste nessun affisso dedicato, quindi ai costi del cucciolo si aggiungono i viaggi: uno per vedere i cani e i genitori, uno per prendere il cucciolo.

VoceQuantoNota
Cucciolo con pedigree FCI900-1.500 euroIn Italia non ci sono affissi dedicati: il riferimento e la Francia
Il viaggio200-500 euroAlmeno due viaggi, uno per vedere i cani e uno per il cucciolo
Mantenimento60-90 euro al meseCibo per un cane da 25 kg, antiparassitari, veterinario
Lettura ufficiale delle ancheda mettere in contoIn Francia passa dal club e dalla Societe Centrale Canine
AttesamesiIn Italia le nascite si contano sulle dita di una mano

Il mantenimento è quello di un cane da venticinque chili con pelo corto: fra i 60 e i 90 euro al mese, senza spese di toelettatura. È una delle razze più economiche da tenere, se non si conta la benzina per portarlo a correre.

Un consiglio che vale doppio in una razza rara: chiedi di vedere i genitori al lavoro, o almeno i risultati delle prove. In un cane da ferma la testa e il naso sono la razza, e un allevatore che caccia con i suoi cani ti sta dando una garanzia che nessun documento contiene.

Le domande da fare a un allevatore di Braque d’Auvergne

La prima riguarda le anche. Il club francese ha adottato nel 2019 un protocollo per la lettura delle radiografie, quindi un allevatore serio ha un referto ufficiale e sa dirti il risultato dei genitori. In Francia, fra l’altro, la vendita di un cane riconosciuto displasico impegna legalmente il venditore.

La seconda riguarda gli occhi: l’atrofia progressiva della retina è fra i temi citati per la razza, e la visita oculistica dei riproduttori è una risposta che ti aspetti.

La terza riguarda il carattere dei genitori. Lo standard chiede un cane dolce, affettuoso e docile, e mette fra i difetti eliminatori il soggetto aggressivo o eccessivamente timido: due riproduttori che si nascondono sono un problema che si trasmette.

La quarta riguarda il lavoro. La FCI classifica questa razza con prova di lavoro: chiedi se i genitori hanno fatto prove, se cacciano, come cercano. Anche se il cane ti serve solo come compagno, un soggetto che viene da linee di lavoro ha la testa più equilibrata.

La quinta riguarda il mantello, e serve a evitare fregature: nel Bracco d’Auvergne esistono solo il moschettato e il brizzolato, e un cane interamente nero, interamente bianco o con macchie fulve non è tipico. Se ti propongono un colore raro, la risposta è che nella razza i colori rari non esistono.

La sesta riguarda l’ambiente in cui crescono i cuccioli: devono vedere gente, sentire rumori e, se possibile, mettere il naso fuori in campagna prima delle otto settimane.

E se compri all’estero: vedere cuccioli e madre di persona almeno una volta, niente spedizioni con corriere, pedigree, microchip e passaporto europeo in regola prima di partire.

Il Braque d’Auvergne in Italia: i numeri dell’ENCI

I dati italiani sono a intermittenza, e ha senso guardarli anno per anno perché la media nasconderebbe la cosa più importante, cioè che negli ultimi tre anni non è nato nulla.

AnnoCuccioli iscritti in Italia
2015nessuna iscrizione
201611
20170
201810
201910
20200
202118
2022nessuna iscrizione
2023nessuna iscrizione
2024nessuna iscrizione
Totale in dieci anni49

In dieci anni fanno 49 cuccioli, e gli allevamenti con affisso dedicato sono zero: quelle quattro annate positive sono cucciolate occasionali, non un allevamento continuo.

Il confronto con i cani da ferma diffusi in Italia spiega tutto: il Bracco Italiano, lo Spinone, il Kurzhaar e il Bracco Ungherese occupano lo stesso spazio con numeri incomparabili, e i cacciatori italiani non hanno motivo di cercare altrove.

Per te che lo stai valutando le conseguenze sono tre. Si compra in Francia. Si aspetta, perché anche là le cucciolate sono poche. E si accetta di avere un cane che in Italia nessuno conosce, compresi molti veterinari.

C’è però un vantaggio non piccolo: una razza senza mercato è una razza senza allevamenti intensivi. Chi tiene in vita il Bracco d’Auvergne lo fa perché ci caccia, e questo di solito si vede nella testa dei cani.