Carattere e descrizione del Bovaro del Bernese
Misure, lo schema tricolore, il carattere e il capitolo salute da leggere
Il Bovaro del Bernese è uno dei cani più amati che esistano, e ha un capitolo di salute che va letto prima di innamorarsene. Qui trovi le misure vere, lo schema tricolore spiegato punto per punto, il carattere così come lo descrive lo standard e i numeri veri sulla longevità di questa razza.
Sommario
Il Bovaro del Bernese in breve
Misura 64-70 centimetri nei maschi, con una taglia ideale indicata in 66-68, e 58-66 nelle femmine. Lo standard descrive il carattere in una riga che è anche il motivo del suo successo: sicuro di sé, attento, vigile, senza paura in ogni circostanza; buono d’indole e fedele con i familiari, equilibrato e pacifico con gli estranei. Il mantello è tricolore secondo uno schema preciso. Il punto dolente è la longevità: le indagini svizzere danno una mediana di 8,4 anni, con oltre la metà dei decessi legati a tumori. In Italia è una delle razze più diffuse: 79 allevamenti con affisso.
Quanto è grande un Bovaro del Bernese

Le misure sono 64-70 centimetri nei maschi e 58-66 nelle femmine, ma lo standard fa una cosa utile: indica anche una taglia ideale, 66-68 per i maschi e 60-63 per le femmine. Il peso non è fissato e nella pratica sta fra i trentotto e i cinquanta chili.
La voce utilizzazione racconta da sola che cane sia: in origine era usato nelle fattorie del Cantone di Berna come cane da guardia, da traino e come bovaro. Quel da traino è la parte che si dimentica: questi cani tiravano carretti carichi di latte e formaggio, ed è il motivo della struttura robusta e delle spalle importanti.
Oggi lo stesso standard aggiunge la seconda vita: oggi anche cane da famiglia e cane versatile da lavoro. È una delle poche razze in cui il documento ufficiale mette per iscritto il passaggio.
Il pelo è lungo, brillante, liscio o leggermente ondulato. Non chiede toelettatura ma chiede spazzolate regolari, e va detto con chiarezza: perde pelo tutto l’anno e moltissimo nelle due mute.
Lo schema tricolore, spiegato punto per punto
Il colore del Bovaro del Bernese non è semplicemente tricolore: è uno degli schemi più dettagliati che si trovino in uno standard FCI, e conoscerlo aiuta a distinguere un cane tipico da uno approssimativo.

La base è il nero corvino, con focature fuoco intenso in quattro posti precisi: guance, sopra gli occhi, tutti e quattro gli arti e petto.
Il bianco è la parte più regolata. Sulla testa serve una macchia bianco puro, nettamente delimitata e simmetrica, con una lista che scendendo verso il tartufo si allarga ai due lati della canna nasale. E poi due limiti che quasi nessuno cita: la lista non deve raggiungere le focature sopra gli occhi, e il bianco del muso non deve sorpassare la commessura delle labbra.
Dalla gola al petto serve una zona bianca moderatamente larga e ininterrotta. E infine due cose che lo standard non impone ma definisce ricercate: i piedi bianchi e la punta della coda bianca.
Conviene saperlo per un motivo pratico: un cucciolo con poco bianco o con il bianco asimmetrico è comunque un ottimo cane da compagnia, ma non è un soggetto da esposizione. Se qualcuno te lo vende come più raro, sta girando la frittata.
Il carattere del Bovaro del Bernese

Lo standard descrive il carattere con una precisione insolita, ed è esattamente il motivo per cui questa razza è diventata così popolare: sicuro di sé, attento, vigile, senza paura in ogni circostanza; buono d’indole e fedele con i familiari, equilibrato e pacifico con gli estranei; di temperamento medio, docile.
Quel equilibrato e pacifico con gli estranei è la frase che spiega perché un cane da cinquanta chili possa stare tranquillamente in una famiglia con bambini e visite. Il Bovaro segnala chi arriva, ma non è un cane da difesa e non lo diventerà mai.
Il temperamento medio è l’altra chiave: non è un cane iperattivo, non è nevrile, non ha l’intensità di un pastore da lavoro. In casa è calmo, spesso addormentato ai piedi di qualcuno, e si accontenta di passeggiate regolari senza pretendere sport.
È famoso per l’attaccamento alle persone, al punto che i proprietari raccontano tutti la stessa cosa: è un cane che ti segue da una stanza all’altra e che sta male da solo. Un Bovaro lasciato dieci ore in casa non è un cane felice.
Con i bambini è generalmente ottimo, con la solita avvertenza sulla mole. E con gli altri cani è di norma tollerante: la selezione svizzera ha lavorato molto su questo.
Quanto vive un Bovaro del Bernese: i numeri veri
Questo è il capitolo che va letto prima di prendere un cucciolo, e non ha senso addolcirlo. Il Bovaro del Bernese è una delle razze meno longeve in assoluto, e la causa ha un nome preciso.

Uno studio svizzero pubblicato nel 2016 su BMC Veterinary Research ha analizzato aspettativa di vita e cause di morte nella popolazione svizzera della razza. Il risultato: aspettativa di vita mediana di 8,4 anni, con le femmine a 8,8 e i maschi a 7,7. E soprattutto: almeno il 55,1% dei decessi risulta associato a tumori maligni.
Il tumore che pesa di più ha un nome: il sarcoma istiocitario, una neoplasia aggressiva che in questa razza ha una frequenza enormemente superiore alla media canina. Più di un Bovaro su sette muore per questo.
Va detto cosa significa in pratica, senza catastrofismi. Non vuol dire che il tuo cane si ammalerà: vuol dire che, statisticamente, un Bovaro vive meno di un altro cane della sua taglia e che il rischio oncologico è reale. Non esiste un test genetico che lo preveda, e questo rende la selezione sulle linee l’unico strumento disponibile.
Ecco perché, su questa razza, la domanda più importante da fare a un allevatore non riguarda le radiografie ma la longevità dei suoi cani: quanti anni hanno vissuto i nonni, di cosa sono morti. Un allevatore che quei dati li ha e li condivide sta facendo l’unica cosa che si può fare.
Il resto della lista è quello della taglia: displasia di anca e gomito, torsione dello stomaco e una nota pratica sul caldo, perché un cane nero col doppio mantello, in Italia, d’estate soffre.
A chi è adatto il Bovaro del Bernese
È il cane giusto per le famiglie con spazio, per chi vuole un cane grande, calmo e affettuoso senza le complicazioni di un cane da guardia o da lavoro, e per chi sta molto in casa: questo è un cane che vive in mezzo alle persone e sta male da solo.

Non è il cane giusto per chi vive in un appartamento piccolo o in una città molto calda senza la possibilità di uscire nelle ore fresche. Non lo è per chi non sopporta i peli, perché ne perde in continuazione. E non lo è per chi cerca un cane sportivo, perché il temperamento è medio per definizione.
E poi c’è la cosa più importante, che non riguarda la gestione ma te: prendere un Bovaro significa mettere in conto, statisticamente, meno anni insieme di quelli che daresti a un altro cane. Chi lo sa e lo sceglie lo stesso, di solito, non se ne pente. Ma è giusto saperlo prima.

