Allevamento del Bovaro del Bernese
Quanto costa un cucciolo, i 79 affissi italiani e la domanda sulla longevità
Il Bovaro del Bernese è una delle razze straniere più diffuse in Italia: 16.974 cuccioli iscritti in dieci anni e 79 allevamenti con affisso ENCI. Qui il problema non è trovarne uno: è scegliere chi seleziona guardando quanto vivono i suoi cani.
Sommario
Quanto costa un cucciolo di Bovaro del Bernese

Un cucciolo con pedigree ENCI e genitori radiografati costa fra i 1.200 e i 2.000 euro. È la forbice normale di una razza molto richiesta, e la differenza fra il minimo e il massimo sta quasi sempre nei controlli e nella storia dell’allevamento.
Su questa razza il ragionamento sul prezzo va fatto al contrario del solito. Non è tanto questione di quanto paghi: è questione di cosa stai comprando. In una razza in cui oltre metà dei cani muore di tumore e la mediana di vita è sotto i nove anni, la selezione è l’unica variabile che puoi influenzare, ed è quella che i cuccioli a seicento euro non hanno dietro.
Gli allevamenti con affisso sono 79, con la Lombardia in testa a venti, poi Piemonte con tredici e Veneto con undici. Ha senso guardare anche a Svizzera e Germania, dove la razza è nata e i programmi sanitari sono attivi da più tempo.
Le iscrizioni ENCI anno per anno
La curva è quella di una razza molto stabile, con un lieve calo negli ultimi due anni: si oscilla fra i 1.321 e i 1.918 cuccioli l’anno, per un totale di 16.974 in dieci anni.
Numeri così alti hanno un vantaggio e uno svantaggio. Il vantaggio è la scelta: puoi permetterti di aspettare e di cercare l’allevamento giusto invece di prendere quello che c’è. Lo svantaggio è che, in una razza tanto richiesta, accanto a chi seleziona da trent’anni c’è anche chi risponde solo alla domanda di mercato.
Su una razza con questa situazione sanitaria, quella differenza pesa più che altrove.
La domanda che conta più delle radiografie
I controlli formali ci sono e vanno chiesti: radiografie ufficiali di anca e gomito di entrambi i genitori, che sono due esami diversi. È il minimo per un cane che arriverà a cinquanta chili.
Ma su questa razza c’è una domanda che vale di più, ed è quella che quasi nessuno fa: quanti anni sono vissuti i tuoi cani, e di cosa sono morti? Per il sarcoma istiocitario, che è il tumore che pesa di più in questa razza, non esiste un test genetico. L’unica cosa che si può fare è selezionare su famiglie che arrivano lontano, e questo richiede che l’allevatore tenga traccia dei suoi cani per generazioni.
Un allevatore che quei dati li ha, li ricorda e te li racconta senza imbarazzo è esattamente quello da cui comprare. Uno che cambia discorso ti sta dicendo qualcosa.
Poi le domande di sempre: vedere la madre con i cuccioli dove sono nati, capire che esperienze hanno fatto nelle prime otto settimane e farsi spiegare come gestire il primo anno di crescita, che in un cane di questa taglia è la parte che decide le sue articolazioni.

