Addestramento ed educazione del Bayerischer Gebirgsschweisshund
Come si prepara un cane da traccia, e perché non basta un cane con un buon naso
Con questa razza l’addestramento non è un accessorio: è la ragione per cui esiste. Lo standard chiede che le capacità siano confermate da prove di lavoro attinenti, e il lavoro sulla traccia si costruisce per mesi.
In questa pagina: le priorità dei primi mesi, come si comincia sulla traccia, quanto movimento serve, gli sport adatti e la manutenzione.
Sommario
Le priorità dei primi mesi

Al primo posto c’è la socializzazione. Un cane riservato con gli estranei per standard, se non incontra il mondo nei mesi giusti, diventa un adulto chiuso: lo standard mette l’eccessivamente timido fra i difetti da squalifica.
La seconda è il legame con il conduttore, e in questa razza si costruisce presto. Un cane da traccia deve fidarsi ciecamente della persona che lo porta: le prime settimane insieme valgono più di qualsiasi esercizio.
La terza è la gestione della crescita. È un cane di taglia media che deve lavorare in montagna per dieci anni: niente scale, niente salti, niente corse forzate finché la struttura non è chiusa.
La quarta è l’abitudine al guinzaglio lungo, che è lo strumento del mestiere. Un cucciolo che impara presto a lavorare con dieci metri di corda dietro di sé sarà un cane molto più facile da condurre.
Sul metodo: rinforzo positivo e nessuna fretta. Il bavarese è un cane sensibile e serio, che non ha bisogno di essere spinto: ha bisogno che gli si insegni a concentrarsi e a non mollare.
Come si comincia il lavoro sulla traccia
Il lavoro del cane da pista di sangue è l’opposto di quello di un segugio da seguita. Qui non si corre e non si dà voce: si va piano, al guinzaglio lungo, su una traccia che può avere dodici o ventiquattro ore.
Si comincia da cuccioli con tracce artificiali corte, fatte con poche gocce di sangue o con la calzatura giusta, e con un premio importante alla fine. La regola è che il cane trovi sempre: nei primi mesi non si perde mai.
Poi si allunga: prima la lunghezza, poi l’età della traccia, poi le difficoltà, come i cambi di terreno, le interruzioni e gli attraversamenti d’acqua. È un lavoro di mesi, non di settimane.
La parte più difficile da insegnare non è il naso, che c’è già: è la calma. Un cane che tira e va veloce salta i punti difficili; un cane che lavora lento risolve tracce che sembrano perse.
Il conduttore ha una parte enorme: deve imparare a leggere il cane, capire quando è sulla traccia e quando sta bluffando, e soprattutto imparare a stare zitto e a fidarsi.
Le prove di lavoro ufficiali esistono e sono la strada maestra: preparano il cane, certificano il conduttore e servono per l’iscrizione ai gruppi di recupero che le amministrazioni chiamano quando serve.
Un consiglio pratico che tutti i conduttori esperti danno: non usare il cane da traccia per altro. Un cane che il sabato insegue le lepri e la domenica dovrebbe seguire una traccia fredda di cervo fa confusione, e la confusione qui si paga.
Quanto movimento serve e cosa gli piace fare

Serve movimento vero tutti i giorni, ma soprattutto serve lavoro di naso. Un bavarese che ha camminato tre ore ma non ha cercato niente è un cane insoddisfatto.
L’asticella ragionevole fuori stagione è due ore al giorno fra camminata in collina, esplorazione e almeno una sessione di ricerca. In stagione il conto lo fa il bosco.
L’attività per cui è nato è la pista di sangue, e in Italia esistono prove, corsi e gruppi organizzati di recupero. È la strada naturale, anche per chi non caccia: molti conduttori lavorano solo su chiamata per gli incidenti stradali con gli ungulati.
Il mantrailing è il sostituto più vicino: stessa idea di traccia, stesso guinzaglio lungo, stessa richiesta di concentrazione. Per un cane da recupero è quasi un allenamento parallelo.
Il nose work e la ricerca olfattiva funzionano bene per la quotidianità e si possono fare ovunque, anche in giardino.
Il dog trekking è la sua dimensione naturale: viene dalle Alpi bavaresi, ha piedi solidi e in salita non si lamenta.
L’attivazione mentale serve nei giorni brutti e in inverno. Quello che invece non gli serve è la corsa fine a sé stessa: non è un cane da agility, è un cane che pensa camminando.
Il pelo, le orecchie e la manutenzione
Il pelo è fitto, aderente, moderatamente ruvido e poco lucente: una spazzolata a settimana con un guanto di gomma e finisce lì. Niente toelettatore, niente tosature.
Le orecchie sono l’unico punto che chiede costanza vera. Sono grandi, pesanti e aderenti alla testa, su un cane che vive a naso basso nel sottobosco: si guardano ogni settimana e si asciugano dopo pioggia e neve.
I piedi vanno controllati dopo ogni uscita. Lo standard li vuole a forma di cucchiaio con cuscinetti spessi, robusti, resistenti, ma roccia e ghiaione consumano, e in primavera arrivano i forasacchi.
Le unghie di un cane che lavora su terreno duro si consumano da sole; quelle di un cane che fa una stagione corta no.
Il peso è il capitolo più importante della manutenzione, e vale soprattutto per i cani che lavorano solo qualche mese all’anno. Un bavarese ingrassato non fa il suo mestiere, e sulla struttura leggera che chiede lo standard i chili si vedono subito.
Sul freddo non ci sono problemi: il pelo fitto e aderente regge bene neve e pioggia. È il caldo umido dell’estate in pianura a dargli fastidio.
Ultima cosa, banale ma decisiva: microchip registrato e medaglietta. Un cane che lavora al guinzaglio lungo in montagna, se si stacca, può essere lontano in pochi minuti.
Gli errori tipici con un segugio bavarese di montagna
Prenderlo senza avere un lavoro da dargli. È un cane costruito su un mestiere, e senza mestiere si spegne o si inventa guai.
Usarlo per altre cacce. Un cane che insegue le lepri il sabato non lavora bene sulla traccia fredda la domenica.
Avere fretta sulle tracce. Nei primi mesi il cane deve trovare sempre: si allunga solo quando è pronto.
Correre invece di camminare. Sul lavoro di traccia la velocità è il nemico.
Dimenticare le orecchie. Pesanti, aderenti e sempre nel sottobosco: controllo settimanale.
Farlo ingrassare fuori stagione. Lo standard vuole un cane piuttosto leggero.
Non formarsi come conduttore. Metà del lavoro sulla traccia lo fa la persona che tiene il guinzaglio.

