Carattere del Barboncino

Aspetto, taglie, colori del manto e temperamento: il ritratto completo della razza

Dietro i tagli da esposizione e la fama da cane da salotto c’è uno dei cani più capaci che esistano. Il Barbone, per tutti il barboncino, nasce in acqua a riportare le anatre, e quella testa da lavoratore se l’è tenuta tutta. In questa pagina trovi il ritratto completo della razza: le quattro taglie, il manto che non si sparge per casa, il temperamento e i punti deboli veri.

Alla fine avrai un’idea chiara se questo cane fa per te oppure no. E in quale taglia, che non è affatto un dettaglio.

Il Barboncino in breve

Prima dei dettagli, ecco la carta d’identità della razza in dieci secondi.

TagliaQuattro varietà: Toy, Nano, Medio e Grande
Altezza al garreseToy 24-28 cm, Nano 28-35 cm, Medio 35-45 cm, Grande 45-60 cm
PesoDai 2-4 kg del Toy ai 20-30 kg del Grande
Vita media12-15 anni, le taglie piccole spesso anche di più
MantoRiccio e lanoso, cresce di continuo, non fa la muta
ColoriNero, bianco, marrone, grigio e fulvo fino all’albicocca e al rosso; dal 2024 anche particolori
Livello di energiaMedio
Adatto aFamiglie, vita in appartamento, prima esperienza

Barbone e barboncino: che differenza c’è

Barbone grande di colore albicocca in piedi su un sentiero nel bosco
Un Barbone grande albicocca: è la taglia da cui è partita la razza, lo stesso cane del barboncino da salotto in scala tripla. Foto di John Leslie, CC BY 2.0.

Nessuna: è lo stesso cane. Barbone è il nome italiano della razza, barboncino è il diminutivo entrato nell’uso, e nei fatti ha finito per indicare le due taglie piccole, le uniche che in Italia si vedono spesso. La razza però è una e lo standard è uno: FCI numero 172, patronato francese, quattro taglie dentro la stessa razza. Sul pedigree c’è scritto Barbone più la taglia, barboncino non compare da nessuna parte.

Le taglie le decide l’altezza al garrese, e non sono etichette larghe: si misurano col metro. Il Grande sta oltre i 45 centimetri e arriva a 60, con due centimetri di tolleranza; il Medio oltre 35 fino a 45; il Nano oltre 28 fino a 35; il Toy da 24 a 28, con 25 come misura ideale. Lo standard chiede anche che siano lo stesso cane in scala: il Grande è la replica ingrandita del Medio, il Nano deve sembrare un Medio rimpicciolito senza nessun segno di nanismo. In Italia la taglia va poi confermata: c’è un regolamento ENCI apposta per il Barbone, e la misura al garrese la prende un giudice.

Sul carattere cambia poco, ed è la parte bella della storia: testa, attaccamento e voglia di collaborare sono gli stessi in tutte e quattro le taglie. Cambia tutto il resto della vita pratica. Un Toy da tre chili sta in un monolocale e viaggia in borsa, ma è delicato e ha la rotula come punto debole di famiglia. Un Grande da venticinque chili è un cane atletico in piena regola: uscite vere, spazio in macchina, e una toelettatura che costa di più perché di pelo ce n’è tre volte tanto. Se ti innamori della foto di un Barbone grande pensando di prendere un cane da divano, meglio saperlo prima di firmare.

Taglia ufficialeAltezza al garreseCome la chiamiamo
Barbone grandeoltre 45 fino a 60 cm (con 2 cm di tolleranza)il barbone
Barbone mediooltre 35 fino a 45 cmbarboncino grande
Barbone nanooltre 28 fino a 35 cmbarboncino
Barbone toyda 24 a 28 cm (ideale 25 cm)barboncino toy

Una razza, quattro taglie

Il Barbone è un caso quasi unico: la stessa identica razza in quattro misure, dai 24 centimetri del Toy ai 60 del Grande. Stesso cane, stesse proporzioni, stesso carattere di fondo: cambia solo quanto ne vuoi in casa. Ma la scelta della taglia cambia la vita pratica. Un Toy da due o tre chili viaggia ovunque e sta bene anche in un monolocale, però è delicato e con i bambini piccoli va protetto più che sorvegliato. Un Grande da venti chili e passa è un cane atletico in piena regola, che chiede movimento e spazio da cane vero.

Il fisico è elegante ovunque lo prendi: costruzione armoniosa, portamento fiero, un trotto elastico che sembra non toccare terra. La testa è cesellata, gli occhi scuri a mandorla con un’espressione attenta che non si spegne mai, le orecchie lunghe e frangiate che incorniciano il muso. Non è bello per caso: è una delle razze più selezionate della storia, e si vede.

Manto e colori del Barboncino

Il manto è il marchio di fabbrica: riccio, fitto e lanoso, cresce di continuo come i nostri capelli e non fa la muta stagionale. Tradotto: niente pelo sul divano e sui vestiti, che è uno dei motivi del suo successo, anche tra chi soffre di allergie. Qui però serve onestà: nessun cane è ipoallergenico garantito, il Barbone dà semplicemente meno problemi di molti altri. Il conto da pagare c’è ed è la toelettatura: quel pelo che non cade da solo va tolto e accorciato, con spazzolate regolari a casa e una sistemata professionale ogni sei-otto settimane, altrimenti si formano nodi e infeltrimenti che sono un problema serio, non estetico.

I colori uniformi ammessi sono nero, bianco, marrone, grigio e fulvo in tutte le sue sfumature, dall’albicocca chiaro al rosso. E c’è una novità che pochi conoscono: dal 2024 lo standard riconosce anche i soggetti particolori, i mantelli a due colori con il bianco. Esiste infine una rarità assoluta, il Barbone a pelo cordato, con il manto che forma cordicelle tipo dreadlock: oggi se ne vedono pochissimi.

Barboncino nano sdraiato che gioca

Il secchione della classe

Sul Barbone gira una frase fatta: è il secondo cane più intelligente del mondo, dietro al Border Collie. Le classifiche lasciano il tempo che trovano, ma il nocciolo è vero: questa razza impara qualsiasi cosa in un numero di ripetizioni imbarazzante. Il punto che le classifiche non dicono è che impara tutto, anche quello che non volevi insegnargli. Il barboncino ti studia di continuo: capisce dove tieni i premietti, quale lagna funziona per salire sul letto e come si apre la porta del giardino.

È una testa sempre accesa che chiede di essere usata. Se la impegni con giochi, comandi nuovi e piccole sfide quotidiane, hai un compagno brillante e collaborativo. Se la lasci a riposo, se la occupa da solo, e di solito il progetto include abbaiare alla finestra.

L’energia non è quella che sembra

Il taglio elegante inganna: il Barbone resta un cane da riporto. L’acqua gli piace da matti, il gioco del riporto è scritto nel nome che porta in mezza Europa e una passeggiata al giorno senza niente dentro non gli basta. Il livello di energia è medio, gestibilissimo anche in appartamento, a patto di dargli uscite vere e qualcosa da fare con la testa.

Tra le taglie la differenza c’è: il Grande è un atleta che regge escursioni, nuotate e sport cinofili a livello agonistico, il Medio e il Nano sono instancabili nel gioco, e perfino il Toy, che tutti immaginano soprammobile, è un cane vero che ha bisogno di camminare, annusare e correre. Trattarlo da peluche è il modo più rapido per renderlo nevrotico.

Un’ombra elegante

Il Barbone vive per la sua famiglia. Ti segue di stanza in stanza, si piazza dove può tenerti d’occhio e partecipa a qualsiasi cosa tu stia facendo, dal bucato alla riunione su Zoom. Questo attaccamento è la sua forza e il suo punto debole: è un cane che soffre la solitudine sul serio, e le giornate intere da solo in casa escono sotto forma di abbaio insistente e distruzioni creative.

È anche molto sensibile: capta i toni e le tensioni di casa, e i modi bruschi lo mortificano più di quanto servano. Con lui funziona la gentilezza con delle regole chiare dietro, non la voce grossa. Ultima cosa da sapere: è un ottimo segnalatore. Il campanello, il vicino sul pianerottolo, una foglia che cade: se non gli insegni presto quando basta, il notiziario diventa continuo.

In famiglia e con gli altri animali

In casa è un cane felice: affettuoso con tutti, giocherellone coi bambini, adattabile alle abitudini della famiglia come pochi. L’unica avvertenza è incrociare taglia ed età dei bambini: con i più piccoli il Toy rischia di farsi male anche solo per una caduta dal divano, e in quelle case è più sereno un Nano o un Medio. Con gli estranei parte riservato, qualche giro di annusate e poi decide che sei dei suoi.

Con gli altri cani e con i gatti di casa la convivenza è in genere tranquilla, soprattutto se la socializzazione è stata fatta a modo da cucciolo. Non è un attaccabrighe: preferisce di gran lunga il gioco alla discussione.

Salute e vita media

Il Barbone è una razza longeva: la media è tra i 12 e i 15 anni, e nelle taglie piccole non è raro andare oltre. Le attenzioni principali riguardano gli occhi, con la cataratta e l’atrofia progressiva della retina che girano nella razza, la lussazione della rotula nelle taglie piccole e, nel Grande, la displasia dell’anca e il rischio di torsione gastrica tipico dei cani di quella mole. Le orecchie pendenti e piene di pelo chiedono controlli e pulizia regolari, perché l’otite è dietro l’angolo.

Come sempre, la prevenzione più efficace si fa prima di prendere il cucciolo: un allevatore serio testa occhi e articolazioni dei riproduttori e ti mostra i risultati senza farsi pregare. Aggiungi la toelettatura fatta con costanza, che non è vanità ma igiene, e hai un cane che ti accompagna per quindici anni in gran forma.

A chi è adatto (e a chi no)

Facciamo i nomi. Il Barboncino è perfetto per famiglie, per chi vive in appartamento, per chi è alla prima esperienza e per chi vuole un cane da portare dappertutto senza lasciare uno strato di pelo su ogni superficie. Con quattro taglie a disposizione, il vestito su misura esiste quasi per chiunque.

Non è adatto a chi non vuole mettere in conto la toelettatura, che costa tempo e soldi per tutta la vita del cane. Non è adatto a chi sta fuori casa dieci ore al giorno, a chi cerca un cane da guardia e a chi vuole il Toy come giocattolo da tenere in braccio: là dentro c’è un cane completo, con la testa fina e il bisogno di usarla. Se gli dai vita vera e compagnia, è difficile trovare un compagno più versatile.