Carattere e descrizione dell’Australian Silky Terrier

Misure, il mantello serico, il colore blu focato, il carattere da terrier e la salute

L’Australian Silky Terrier è il cane che quasi tutti chiamano Yorkshire senza guardarlo bene. Somiglianza c’è, parentela pure, ma sono due razze diverse e il Silky è più cane: più grande, più solido, più terrier. Qui trovi le misure vere, il capitolo sul mantello serico con il limite preciso che lo standard gli mette, il colore blu focato che nei cuccioli non c’è ancora, il carattere senza sconti e i problemi di salute tipici di un cane sotto i sei chili.

Sommario

L’Australian Silky Terrier in breve

È un cane piccolo, 23-26 centimetri per 3,5-5,5 chili, nato in Australia dall’incrocio fra Australian Terrier e Yorkshire Terrier. Il mantello è piatto, fine e serico, con la riga in mezzo alla schiena, e l’unico colore ammesso è il blu focato in tutte le sue tonalità. Ma la riga più importante dello standard è un’altra, ed è quella che dice che deve avere sostanza sufficiente per cacciare e uccidere i roditori domestici: sotto quella seta c’è un cane da lavoro in miniatura. Vive 13-15 anni ed è rarissimo in Italia, 7 cuccioli iscritti nel 2024 e un solo allevamento con affisso.

TagliaPiccola: un terrier vero in formato da appartamento
Altezza al garreseMaschi 23-26 cm, femmine leggermente meno
PesoLo standard lo vuole proporzionato: in pratica 3,5-5,5 kg
Vita media13-15 anni
MantoPiatto, fine e serico, con la riga sulla schiena. Arti liberi da peli lunghi
ColoriSolo blu focato, in tutte le tonalità. Grigio e bianco non ammessi
Livello di energiaMedia-alta: piccolo di taglia, non di temperamento
Adatto aChi vuole un cane piccolo ma sveglio e non ha paura di spazzolarlo due volte a settimana

Quanto è grande un Australian Silky Terrier

Australian Silky Terrier in stand sul tavolo da esposizione

Lo standard chiede 23-26 centimetri al garrese nei maschi, con le femmine leggermente più basse, e non fissa un peso: dice solo che deve essere proporzionato all’altezza. Nella pratica siamo fra i tre chili e mezzo e i cinque e mezzo, cioè quasi il doppio di uno Yorkshire da esposizione. È la prima differenza che si nota dal vivo e la ragione per cui il Silky dà l’impressione di un cane, non di un soprammobile.

Il corpo è moderatamente lungo rispetto all’altezza e la linea dorsale deve restare orizzontale sempre, sia da fermo che in movimento: lo standard lo scrive due volte, ed è uno dei difetti che i giudici guardano per primi. Le orecchie sono piccole, a V, erette e completamente prive di peli lunghi, il che lo distingue subito dal cugino inglese. I piedi sono piccoli e di gatto, con le unghie nere o molto scure. Sulla coda una nota pratica: lo standard prevede ancora l’ipotesi della coda amputata, ma in Italia il taglio è vietato per legge, quindi tutti i Silky che vedrai hanno la coda intera, portata eretta o leggermente ricurva e mai arrotolata sul dorso.

Il mantello serico e quanto lavoro chiede

Il nome della razza sta tutto qui. Il pelo dev’essere piatto, fine, brillante e di tessitura serica, con la riga che corre in mezzo alla schiena e scende sui due lati. Non è un pelo da cane comune: assomiglia molto più a un capello umano, non ha sottopelo e per questo non fa muta come gli altri cani, ma in compenso continua a crescere e si annoda.

Australian Silky Terrier di profilo con il mantello lungo e la riga sulla schiena

Lo standard mette un limite preciso e insolitamente concreto, da citare per intero: il pelo non dev’essere così lungo da impedire il movimento del cane, e deve permettere di vedere la luce del giorno al di sotto del cane. È un modo elegante per dire che questo non è uno Yorkshire da ring con il mantello che spazza il pavimento: il Silky deve poter camminare, e sugli arti anteriori e posteriori i peli lunghi non ci devono proprio essere.

In pratica servono due spazzolate a settimana fatte per bene, con una spazzola a setole morbide o a spilli, più un bagno ogni tre o quattro settimane. Chi non ha voglia di gestire il mantello lungo può tenerlo in un taglio corto da compagnia, che è perfettamente legittimo e cambia radicalmente la manutenzione. L’unica cosa che non funziona è lasciarlo crescere e non spazzolarlo: i nodi su un pelo così arrivano in fretta e fanno male.

Il colore blu focato (e perché i cuccioli sono neri)

Australian Silky Terrier con il mantello blu argento in giardino

L’unico colore ammesso è il blu focato, in tutte le tonalità, e lo standard aggiunge una postilla che dice tutto sul gusto della razza: più il colore è vivo, meglio è. Il grigio e il bianco non sono ammessi. Il blu parte dalla base del cranio e arriva alla punta della coda, il fulvo sta intorno alla base delle orecchie, sul muso e ai lati delle guance.

E qui c’è la cosa che manda in confusione chi compra un cucciolo: il nero è ammesso nei cuccioli, e lo standard scrive che il blu deve essere presente verso i 18 mesi. Vuol dire che il batuffolo scuro che ti mettono in braccio a due mesi non ha ancora il colore che avrà da adulto, e che il mantello continua a cambiare per un anno e mezzo. Non è un difetto e non è una fregatura: è come funziona la razza. Il ciuffo sulla testa, quello sì, è auspicabile che sia già blu argento o fulvo.

Il carattere: piccolo di taglia, non di temperamento

Lo standard chiede che evidenzi caratteristiche terrier, che personifichi vigilanza acuta, energia e forza, e lo definisce un piccolo terrier coraggioso e dignitoso che non è secondo a nessuno come compagno. Ma la frase che spiega la razza sta nell’aspetto generale: deve avere sostanza sufficiente per cacciare e uccidere i roditori domestici. Nero su bianco, in uno standard del 2012.

Primo piano frontale della testa di un Australian Silky Terrier

Quel dettaglio spiega tutto quello che poi si vede in casa. È un cane che abbaia agli estranei e al rumore sulle scale, che scava in giardino se lo lasci fare, che insegue le lucertole con una convinzione sproporzionata alla sua taglia e che con gli altri cani non ha nessuna intenzione di fare la parte del piccolo. È anche molto sveglio e affezionato, dorme volentieri addosso e ti segue ovunque. Ma chi lo prende immaginando un cagnolino tranquillo da tenere in braccio si accorge in fretta di avere in casa un terrier: sveglio, reattivo, con opinioni, e con un abbaio facile che va gestito da cucciolo se si vive in condominio.

Quanto vive un Silky Terrier e di cosa si ammala

Australian Silky Terrier con cappottino a passeggio

La vita media è di 13-15 anni, e sono numeri onesti per un cane di questa taglia. I problemi da conoscere sono quelli classici dei terrier piccoli, e nessuno di questi è esclusivo della razza: è la taglia che li porta con sé.

CosaDi che si trattaQuando si vede
Lussazione della rotulaLa rotula esce dalla sua sede: il cane fa qualche passo saltellando e poi riprende. Va dal grado 1 al 4A qualsiasi età, spesso da giovane adulto
Malattia di Legg-Calvé-PerthesLa testa del femore perde irrorazione e degenera. Fa male e zoppica sul posterioreFra i 5 e i 9 mesi
Collasso trachealeLa trachea cede e compare la tosse a suono di oca, tipica dei cani piccoliIn età adulta, peggiora col sovrappeso
Malattia dentaleTartaro e perdita dei denti: il problema numero uno dei cani sotto i 6 kgDa controllare da subito, tutta la vita

Due meritano una riga in più. La lussazione della rotula si riconosce da un gesto molto caratteristico: il cane cammina, fa due o tre passi saltellando su tre zampe, poi riparte come se niente fosse. Nei gradi lievi si convive benissimo, nei gradi alti si opera. La malattia di Legg-Calvé-Perthes invece compare fra i cinque e i nove mesi, con una zoppia del posteriore che peggiora: la testa del femore perde irrorazione e degenera. Fa impressione detta così, ma l’intervento che rimuove testa e collo del femore ha una prognosi buona e questi cani, essendo leggeri, tornano a muoversi molto bene.

E poi c’è la cosa più banale e più sottovalutata di tutte: i denti. Nei cani sotto i sei chili il tartaro è il problema numero uno, e a otto anni la differenza fra un Silky a cui hanno lavato i denti e uno a cui non li hanno mai lavati è impressionante. Si comincia da cucciolo, si fa diventare una routine, e si risparmiano anestesie da adulti.