Allevamento dell’Appenzeller
Quanto costa un cucciolo, i tre allevamenti italiani e cosa chiedere prima di firmare
Comprare un Appenzeller in Italia è un’operazione diversa dal comprare un Labrador, e conviene saperlo dal primo giorno: gli allevamenti con affisso ENCI in tutto il paese sono tre, e i cuccioli iscritti nel 2024 sono stati ventotto. Qui trovi i prezzi veri, la mappa di dove nascono i cuccioli, i documenti da chiedere e i segnali per capire in fretta se stai parlando con la persona giusta.
Sommario
Quanto costa un cucciolo di Appenzeller

In Italia un cucciolo con pedigree ENCI, da genitori con anca, gomito e rotula controllati, sta fra i 900 e i 1.400 euro. Dalla Svizzera e dalla Germania, dove nasce la maggior parte delle cucciolate, si sale a 1.200-2.000 euro, ai quali vanno aggiunti il viaggio e i tempi. Sono cifre normali per una razza rara e non gonfiate: nessuno specula su un cane che quasi nessuno conosce.
Sotto i 600 euro la domanda da farsi non è se stai facendo un affare, ma perché costa così poco. In una razza dove il club impone radiografie di anca, gomito e rotula prima di poter accoppiare, un prezzo stracciato di solito vuol dire che quegli esami non ci sono. La differenza la paghi dopo, e non in euro.
Dove nascono gli Appenzeller in Italia
I numeri ufficiali ENCI, aggiornati ad agosto 2026, dicono che in tutta Italia ci sono tre affissi che allevano questa razza: due in Piemonte, nelle province di Alessandria e Vercelli, e uno in Lombardia, in provincia di Sondrio. Due dei tre allevano anche altri bovari svizzeri, il che ha senso: chi si innamora di questa famiglia di cani raramente si ferma a una razza sola.

Tre allevamenti significa che la geografia non conta: non cercherai quello vicino a casa, cercherai quello che ha una cucciolata programmata e ti metterai in lista. Significa anche che l’idea di andare a vedere quattro allevamenti e scegliere non funziona, e che una buona fetta di chi prende questa razza in Italia il cucciolo lo va a prendere in Svizzera, in Germania o in Austria, dove la popolazione è molto più grande. Se guardi all’estero, verifica che l’allevatore sia iscritto al club nazionale di razza e chiedi i documenti nella stessa forma in cui li chiederesti qui.
Le iscrizioni ENCI anno per anno
Questa tabella è il ritratto più onesto della razza in Italia. In dieci anni sono stati iscritti 399 cuccioli in tutto, con una media che sta sotto i quaranta l’anno e un massimo di 54 nel 2021. Non c’è mai stato un boom, e per una volta è una buona notizia: le razze che non vanno di moda non attirano chi improvvisa, non finiscono nelle cucciolate fatte in garage e non riempiono i canili tre anni dopo.
Il rovescio della medaglia è quello di cui parla ProSpecieRara: con numeri così, la base genetica è stretta e ogni accoppiamento pesa. È il motivo per cui un allevatore di Appenzeller serio ti farà domande invece di venderti, e magari ti dirà di aspettare la cucciolata dell’anno prossimo perché quella di adesso è già promessa. Non è scortesia, è come funziona una razza rara tenuta in piedi da poche persone.
Cosa chiedere all’allevatore prima di firmare

La lista è corta e non è negoziabile. I referti radiografici di anca, gomito e rotula di entrambi i genitori, con i gradi scritti: anca A o B, gomito e rotula nei valori ammessi. Il pedigree, che non è un pezzo di carta per snob ma la sola prova che quel cane discende da soggetti controllati. E la possibilità di vedere la madre insieme ai cuccioli, nel posto dove sono nati.
Poi ci sono le domande che dicono più dei documenti. Chiedi da quanti anni allevano questa razza e quante cucciolate fanno in un anno: in una razza da trenta cuccioli l’anno in tutta Italia, chi ne sforna tante è un’anomalia. Chiedi come sceglie gli accoppiamenti e se considera la parentela fra le linee, che qui è il tema centrale. Chiedi se ha mai avuto cuccioli con problemi di rigurgito allo svezzamento o di incontinenza, e guarda come risponde: chi conosce la razza sa di cosa stai parlando e te lo spiega, chi ti dice che i suoi cani non hanno mai avuto niente sta solo dicendo che non guarda. E infine chiedi cosa succede se fra due anni non puoi più tenerlo: un allevatore serio ha già la risposta pronta, ed è che il cane torna da lui.

