In Australia c’è un nuovo cane che imparerà a trovare i koala feriti dopo gli incendi. Si chiama Oaka, è una koolie di due anni. L’IFAW, il Fondo internazionale per il benessere degli animali, l’ha scelta fra tredici candidati per prendere il posto di Bear, il cane che dopo l’estate degli incendi del 2019 e 2020 aveva salvato più di cento koala. Oaka e Bear hanno in comune la parte più interessante della loro storia: tutti e due erano stati ceduti dalle famiglie perché erano troppo da gestire.
Chi è Oaka e come è stata scelta?
Oaka viene da Coffs Harbour, nel Nuovo Galles del Sud. La sua famiglia l’aveva lasciata a un’associazione locale, la DM Rescue, perché era «un po’ troppo» da gestire. Sono stati proprio i volontari e l’addestratrice Avery Keller a proporla quando l’IFAW ha cominciato a cercare il successore di Bear. La koolie è un cane da pastore australiano, nato per lavorare le pecore e i bovini nei grandi allevamenti: è veloce, resistente e non sta ferma.
L’annuncio era uscito a maggio. Secondo l’IFAW sono arrivate oltre cinquanta candidature da tutta l’Australia e una perfino dalla Carolina del Sud, negli Stati Uniti. Tredici cani sono stati provati, prima in video e poi dal vivo sulla Sunshine Coast, nel Queensland, da Innovation for Conservation, un gruppo che addestra cani per la conservazione, insieme all’addestratore francese Frédéric Chappée. Oaka ha passato le prime prove senza difficoltà. Adesso la segue l’addestratore Russell Miller.
Chi era Bear, il cane con gli stivaletti rossi?
Bear è il cane con gli stivaletti rossi diventato famoso nell’estate fra il 2019 e il 2020, quella che in Australia chiamano «estate nera», quando gli incendi bruciarono milioni di ettari lungo la costa orientale. Lavorava nelle zone appena spente, dove un koala ferito o disorientato resta immobile sugli alberi o fra i cespugli e per una persona è quasi impossibile da vedere. Il cane è addestrato a riconoscere l’odore del pelo di koala e lo trova con il naso. Secondo l’IFAW Bear ne ha salvati più di cento. A marzo, dopo dieci anni di lavoro e a undici anni d’età, è andato in pensione. L’associazione ha ammesso che lascia «degli stivali molto grandi da riempire».
Oltre al soccorso dopo gli incendi, i cani come lui servono per i censimenti: trovano i posti dove vivono i koala in una zona di bosco, cosa che una squadra di persone fa molto più lentamente. Così si sa quali alberi vanno protetti.
Perché i cani troppo vivaci sono i migliori per questo lavoro?
Che il cane «troppo vivace» diventi il cane giusto non è un caso. Per cercare un animale selvatico in un bosco bruciato per ore serve un cane con una voglia di lavorare che in un appartamento diventa un problema: corre, salta, si annoia, distrugge. Chi addestra cani da conservazione cerca proprio quella spinta, a patto che il cane sappia cercare senza inseguire e senza cacciare, come abbiamo spiegato parlando del cane che lavora per la fauna. Per questo molti cani da conservazione arrivano dai canili o dalle associazioni, ceduti per lo stesso motivo di Oaka.
L’addestramento di Oaka sarà accelerato. I vigili del fuoco australiani avvertono che l’estate che comincia a dicembre potrebbe portare incendi più forti del solito. L’IFAW vuole che sia pronta il prima possibile.
Fonti: IFAW, la presentazione di Oaka, e il comunicato sulla ricerca del successore di Bear; Phys.org (agenzia AFP) del 30 settembre 2026.





