Domenica 13 settembre, la sera, una pattuglia della Polizia stradale di Vipiteno è arrivata all’area di servizio Trens Est dell’autostrada del Brennero, in direzione nord, dopo la chiamata di un automobilista che aveva visto dei cani morti dentro un’auto. Nel bagagliaio c’erano sette setter inglesi. Sei erano già morti, il settimo lo stavano rianimando. Poco dopo è morto anche lui. I cani andavano in Lapponia per una battuta di caccia con i loro padroni, cacciatori residenti in Lombardia. Viaggiavano in quattro box in fondo al bagagliaio, sotto i bagagli che secondo la Polizia coprivano le prese d’aria. La Questura di Bolzano lo ha reso noto il 25 settembre: auto, corpi dei cani, fucili e munizioni sono sotto sequestro e si indaga per maltrattamento di animali.
Com’era il bagagliaio quando lo hanno aperto?
Il comunicato della Questura entra nei dettagli. I due maschi stavano in un box ciascuno, le cinque femmine divise nelle altre gabbie. Le fotografie scattate subito mostrano il vano di carico pieno quasi fino al tetto: borse ed effetti personali intorno e sopra le gabbie, tanto da coprire «verosimilmente» le aperture per l’aria sui box. Le porte delle gabbie erano girate verso il portellone, con pochissimo spazio fra le sbarre e la chiusura dell’auto.
Sulla carta i sette cani erano in regola. Avevano il passaporto europeo per gli animali, erano identificati con il microchip e, dai documenti mostrati, avevano le vaccinazioni obbligatorie. È il dettaglio che fa capire il resto: per passare una frontiera europea con un cane c’è un elenco preciso di carte da avere. Quelle c’erano tutte. Per come viaggia dentro l’auto, invece, un elenco del genere non esiste.
La Questura non anticipa le cause della morte. Le responsabilità, scrive, verranno valutate sugli elementi raccolti e sugli esiti degli accertamenti veterinari disposti dall’autorità giudiziaria.
Cosa dice il codice della strada sui cani in auto?
Il codice della strada parla dei cani in un comma solo, il sesto dell’articolo 169 e lo fa dal punto di vista di chi guida. Un animale libero in auto si può portare, purché non sia di impedimento alla guida. Se gli animali sono più di uno devono stare in una gabbia o in un contenitore apposito, oppure nel vano dietro i sedili separato da una rete o da un divisorio simile. Chi non rispetta la regola paga da 87 a 344 euro.
Nel caso di Vipiteno quella regola era rispettata: sette cani, quattro box, bagagliaio. Il comma non dice niente su quanti cani possono stare in una gabbia, su quanto deve essere grande, su quanta aria deve passare o su cosa si può appoggiare sopra. Quella norma serve a evitare che un cane finisca fra i pedali o sul parabrezza. Di come sta il cane non si occupa.
Valgono le regole europee sul trasporto di animali?
No. Le regole su spazio, aria e pause esistono, ma stanno altrove. Il regolamento europeo del 2004 sulla protezione degli animali durante il trasporto fissa ventilazione, spazio minimo, tempi di viaggio e controlli. Chi trasporta animali deve avere un’autorizzazione e personale formato. Il suo primo articolo però dice chiaramente che non si applica al trasporto di animali che non avviene in relazione a un’attività economica. Il cacciatore che porta i suoi cani a caccia, o la famiglia che va in vacanza con il cane, stanno fuori.
Quale reato rischia chi fa viaggiare un cane senza aria?
Per un viaggio privato, quindi, quello che protegge il cane dentro il bagagliaio è il codice penale. Quale articolo si applichi dipende da una cosa che oggi non si sa, cioè come la Procura leggerà quello che è successo in quelle ore. La differenza fra le ipotesi è grande.
L’uccisione di animali, articolo 544-bis, e il maltrattamento, articolo 544-ter, sono delitti. Colpiscono chi «per crudeltà o senza necessità» causa la morte o una lesione a un animale. Un delitto si punisce solo se c’è il dolo, cioè se chi lo commette lo vuole o ne accetta il rischio. La legge 82 del 2025 ha alzato le pene: per il 544-bis da sei mesi a tre anni di reclusione e una multa da 5.000 a 30.000 euro, per il 544-ter da sei mesi a due anni e la stessa multa, aumentata della metà se l’animale muore. La stessa legge ha aggiunto per questi due delitti un’aggravante quando i fatti riguardano più animali.
Poi c’è l’articolo 727, che nella seconda parte punisce chi «detiene animali in condizioni incompatibili con la loro natura, e produttive di gravi sofferenze». È una contravvenzione. Le contravvenzioni si puniscono anche per colpa, cioè per negligenza o imprudenza, senza bisogno di aver voluto il risultato. La pena è l’arresto fino a un anno oppure un’ammenda da 5.000 a 10.000 euro. Anche qui il minimo lo ha alzato la legge del 2025, che prima partiva da mille euro. È la stessa distinzione che abbiamo spiegato quando il tribunale ha assolto madre e figlia del rifugio abusivo di Quartu, perché credevano di salvare i cani: fra i due tipi di reato passa la linea fra chi fa soffrire un animale apposta, o accettando che succeda, e chi lo fa soffrire perché non ci pensa.
Come si caricano i cani nei box in auto?
Chi porta i cani lontano, per caccia o per le gare, conosce le gabbie da bagagliaio e sa che servono. Il rischio sta in quello che ci si mette intorno. Un box chiuso dentro un bagagliaio pieno diventa una scatola dentro una scatola: l’aria che entra dalle feritoie del box è quella del bagagliaio. Se il bagagliaio è murato di borse, quell’aria non si cambia. Vanno tenute libere le aperture del box, un passaggio fra il bagagliaio e l’abitacolo e lo spazio davanti alla porta della gabbia, per poterla aprire subito.
Come si sistema un cane in auto, gabbia per gabbia, lo abbiamo messo in fila nel post su cane in auto, cosa dice la legge e come farlo viaggiare sicuro: trasportino rigido bloccato, griglia nel bagagliaio, soste frequenti per bere e uscire. Per un viaggio fino alla Lapponia, con migliaia di chilometri e diversi confini, le soste sono l’unico momento in cui si vede come stanno i cani.
Ora il fascicolo è in mano all’autorità giudiziaria di Bolzano, con un’auto, sette corpi da esaminare e le fotografie del bagagliaio. Gli esami diranno di cosa sono morti i cani e quando. Da lì dipenderà quale dei due articoli entra in gioco. Quello che si sa già è che, fra le regole scritte sui cani in auto, nessuna avrebbe fermato quella partenza: le carte erano a posto, i box c’erano. Il resto lo decideva chi ha caricato il bagagliaio.
Fonti: Questura di Bolzano, comunicato del 25 settembre 2026, ripreso per intero da Agenzia Opinione; L’Adige e Il Messaggero; legge 6 giugno 2025 n. 82, articolo 5, per il testo vigente degli articoli 544-bis, 544-ter e 727 del codice penale; codice della strada, articolo 169; regolamento (CE) n. 1/2005, articolo 1.





